SUPPLEMENTO AL BOLLETTINO DELLA SOCIETA ENTOMOLOGICA ITALIANA

MEMORIE

DELLA

SOCIETA ENTOMOLOGICA ITALIANA

FONDATA NEL’ 1869 - ERETTA IN ENTE MORALE CON R. DECRETO 28 MAGGIO 1936

VOLUME XXX. 1961 FASCICOLO UNICO

DEDICATO ALLA MEMORIA DI ARLERO SCHATZMAYR

Sede della Societa

Genova Via Brigata Liguria, 9 st

GENOVA FRATELLI PAGANO - TIPOGRAFI EDITORI S. p. A. 1951

MEMORIE

DELLA SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA

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MEMORIE

DELLA

SOCIETA ENTOMOLOGICA

ITALIANA

FONDATA NEL 1869 - ERETTA IN ENTE MORALE CON R. DECRETO 28 MAGGIO 1936

TOLL MEA A Lil

FASCICOLO UNICO

DEDICATO ALLA MEMORIA DI ARTURO SCHATZMAFR

Sede della Societa

Genova Via Brigata Liguria, 9

GENOVA FRATELLI PAGANO - TIPOGRAFI EDITORI S. p. A. | 1951

CESARE CONCI

; \

CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DELLA SPELEOFAUNA DELLA VENEZIA TRIDENTINA (1)

PARTE I

a) INTRODUZIONE,

Gli studi biospeleologici hanno ripreso gagliardamente in Italia, dopo Ja triste parentesi della guerra.

In questi due ultimi anni sono usciti già tre lavori d’ insieme sulla fauna cavernicola di determinate regioni italiane: quello di Focarile per la Lombardia occidentale (1950), di Lanza per la Toscana (1949, I parte), di Sanfilippo per la provincia di Genova (1950). Questo mio lavoro, già pronto alla fine del 1949, vuole HIST a punte quanto riguarda la Venezia Tridentina.

Da oltre dieci anni ormai vado visitando, con intenti prevalentemente faunistici, le grotte della Venezia Tridentina. Il ritmo di tali ricerche, assai attivo negli anni 1940-42, è andato in seguito molto rallentandosi, causa la guerra ed altri motivi. Dato che al presente ho ben poco tempo da dedicare a ricerche speleologiche nella mia regione, mi sono deciso a pubblicare il riassunto di tutte le notizie finora radunate. Ciò potrà servire di guida per ulteriori ricerche, che non mancheranno di dare ancora risultati fruttuosi.

In questo lavoro sono elencati e discussi i rinvenimenti, in circa 80 ‘grotte, di 276 forme animali, delle quali 93 sono qui per la prima volta ci- tate per la fauna delle caverne trentine.

Il materiale raccolto da me e dagli amici Galvagni e Tamanini fu deter- minato dai sottoelencati specialisti, a cui qui rinnovo il mio vivo ringra- ziamento:

Alzona (Molluschi), Arcangeli (Isopodi non Trieoniseidi), Berio (Le- pidotteri pars), Binaghi (Coleotteri, pars), Brasavola de Massa (Coleot- teri, pars), Brian (Isopodi Triconiscidi), Consani (Formicidi, pars), Capra (Ortotteri, pars, Scorpioni), Di Caporiacco (Ragni, Opilioni, Scorpioni, Pseudoscorpioni, pars), Galvagni (Ortotteri, pars, Blattoidi), Gisin (Col- lemboli, pars), Lombardini (Acari), Manfredi (Miriapodi, pars), Moretti (Tricotteri), Menozzi (Pseudoscorpioni, Formicidi, pars), Pasa (Roditori), Pavan (Ditteri Pupipari, pars), Reimoser (Aracnidi, pars), Ruffo (Anfipodi), Sciacchitano (Anellidi), Silvestri (Dipluri), Solari (Coleotteri, pars), Tamanini (Coleotteri, pars, Emitteri), Tarsia in Curia (Collemboli, pars), Verhoeff (Miriapodi, pars). Sono dell’ Autore le determinazioni di parte dei Ditteri Pupipari, dei Lepidotteri e dei Chirotteri e quelle dei Sifonatteri.

Purtroppo tutti i Ditteri (tranne i Pupipari), tutti i Tisanuri ed i Cor- rodenti sono restati indeterminati.

Mi è inoltre gradito ringraziare qui sentitamente gli amici Capra, Ruffo e Tamanini per preziosi consigli e suggerimenti.

(1) Pubblicato con il parziale contributo finanziario dell’Istituto di Zoologia della Università di Genova.

6 CESARE CONCI

b) CENNO STORICO.

ta prima notizia di catture faunistiche in caverne della Venezia Tri- dentina Y abbiamo in Cobelli 1886: 1 A. trovò nella grotticella preistorica del Colombo N. 144 V. T., presso Mori, nel novembre 1881, qualche esem- plare di Troglophilus cavicola, Tr. neglectus e Gryllomorpha dalmatina.

Dobbiamo poi saltare fin verso il 1912, quando il Dott. Stefan Jurecek catturo in una grotta sul Monte Mandriola una nuova specie di Orotrechus, che fu descritta nel 1913 dal Müller (O. Stephani) e due nuove specie di Batiscini, descritte nel 1914 dal Breit, che le ascrisse al n. gen. Aphaotus (A. Jureceki e A. Stefani). |

Durante la guerra 1915-18, il Pretner Lol nel Covelo di Rio Malo a Lavarone, lo Zospeum globosum, che fu descritto dal Kuscer peo solo nel 1928.

Col sorgere, verso il 1927- 28, dei Gruppi Grotte a Trento, Avio, Matta- rello, Rovereto, al tempo del risveglio degli studi speleologici in Venezia Tridentina, si iniziarono raccolte più vaste. Nella Grotta dei Cervi, sul Monte Baldo, Hartig e Brasavola trovarono un nuovo Batiscino, descritto. nel 1928 dal Müller come Bathysciola (Hartigia) baldensis. |

Ma un merito tutto particolare va al collega Livio Tamanini, che in decine di visite nelle caverne dei dintorni di Rovereto, effettud ricerche fau- nistiche particolarmente accurate. Se il suo scopo principale era la cattura _ di coieotteri cavernicoli, pure anche altri gruppi animali furono diligente- mente raccolti. Dobbiamo alle caccie del Tamanini: Aphaotus nivalis Müller 1931, A. Tamaninii Müller 1931, Neobathyscia roboretana Mül- ler 1931, Orotrechus Stephani roboretanus Müller 1933, . Bathysciola baldensis lagariniensis Tam. 1934 e la scoperta delle larve della Neob. robo- . retana ed antrorum, descritte da Brasavola 1931a e 1931b. Inoltre i Miria- podi Serradium hirsutipes Verh. 1941 e Trogloiulus Tamaninii Verh. 1941. Il Dipluro Plusiocampa Grandii Silv. 1933 è pure collegato alle ricerche del Tamanini. Su materiale da lui raccolto pubblicarono anche Cadrobbi 1934 e 1938, Reimoser 1934, Moretti 1936 e 1937, Tamanini 1937, mentre parec- chio altro materiale rimase giacente e fu da poco determinato.

Scarsissimo è il contributo di ricercatori di altre regioni: ricordo solo una visita di Strasser (1929) e due visite di Boldori (1929, 1942).

Nel 1938 iniziai sistematiche ricerche faunistiche, avendo cura di rac- cogliere ogni specie mi capitasse sott’ occhio e annotando tutto ciò che mi sembrava di un qualche interesse biologico. Ebbi possibilità di effettuare personalmente circa 180 visite in grotta, per un complesso di oltre cento giornate lavorative sul terreno. Quasi sempre cbbi come compagno di esplo- razione e prezioso collaboratore |’ amico Antonio Galvagni di Rovereto, a cui va in parte il merito delle raccolte fatte ed al quale rinnovo qui il mio più affettuoso ringraziamento. Sul materiale raccolto riferirono già diversi specialisti (Conci e Galvagni 1943, Di Caporiacco 1950, Galvagni 1947c, Gisin 1950, Manfredi 1948a, Moretti 1944, Piersanti 1941, Sciacchitano 1943, Tarsia in Curia 1943). Dato il grande numero. di visite effettuate, forse i risultati appariranno modesti. Va tenuto però conto della !nassa di tempo che richiese la ricerca e l'esplorazione delle cavità (molte erano del tutto nuove), I’ espletamento dei rilievi (fatti per buona parte delle caver- ne visitate); inoltre moltissime visite, fatte quand’ero ancora studente dei primi anni d’ Università, necessariamente non fruttarono quei risultati che di poi A: anni e ESE: acquisita avrebbero Pre dare.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA

PARTE II.

ELENCO DELLE GROTTE COI REPERTI FAUNISTICI IN ESSE EFFETTUATI.

La Venezia Tridentina (Regione Trentino-Alto Adige, secondo l’at- tuale denominazione) ha una superficie totale di quasi 14.000 Km’. Perd la provincia di Bolzano è pressochè al completo costituita da.

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Fig. 1 - Distribuzione delle zone carsiche nella Venezia Tridentina (punteggiate). La linea tratteggiata separa le due provincie di Trento e Bolzano.

roccie cristalline e scistose e conta solamente due grotticelle, che finora non diedero alcun animale. | |

Nella provincia di Trento (Trentino) le caverne finora catastate sono invece circa 230 (e probabilmente altrettante sono ancora da esplorare) nonostante che i terreni favorevoli al fenomeno carsico occupino appena una modesta frazione dell’intera superficie, come si puö rilevare dall’ ac- clusa cartina (fig. 1). |

Di queste 230 caverne, abbiamo dati relativi a rinvenimenti faunistici per circa 80 cavità. Però mentre i complessi orografici dei dintorni di Ro- vereto sono stati discretamente investigati, ben poco si sa tutt’ ora sulla

CESARE CONCI

speleofauna di zone marginali, come la Val di Ledro, il Fausior, la Val

di Non, le Giudicarie, la Val di Fiemme, ecc. Pertanto moltissimo resta ancora da fare per i volonterosi futuri ri-

cercatori! Spiegazioni relative all’ elenco delle caverne.

a capo ı dati essenziali:

Ad ogni caverna ho fatto seguire il Numero di Catasto (N. V.T.). Poi la Quota (Q.), la Lunghezza (L.) ed nie

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Fig. 2 - Provincia di Trento. Sono segnati i gruppi orografici secondo cui sono raggruppate nel testo le caverne.

lo Sviluppo (Sv.), la Profondità (P.), la sigla della Tavoletta dell’Istituto Geografico Militare, la posizione in coordinate geografiche (prima la lon- gitudine e poi la latitudine), quindi la letteratura descrittiva essenziale,

preceduta da D. (cioè Descrizione), notando se è riportato anche il ri.ie-

vo (ril.). Nella riga successiva, preceduta da F. (cioè Fauna), la letteratura che

riporta dati faunistici. Quindi a capo le date delle mie visite, eventualmente date di visite

anteriori, quando erano a mia conoscenza; in tal caso ho notato tra paren- tesi chi effettuò le raccolte faunistiche.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 9

Poi un brevissimo cenno d’inquadramento morfologico-biologico del- la cavita.

Da ultimo in colonna la fauna rinvenuta, distinta per sruppi. Tra pa- rentesi il mese di raccolta, se le visite furono più d’ una.

Per la bibliografia completa su ogni cavità rimando alla mia « Bibtio- grafia speleologica della Venezia Tridentina » (1949).

Le caverne sono Tape appar per complessi orografici, quali risultano anche dalla cartina della fig. 2. In ogni complesso ho poi elencato le cavità cercando di seguire un ordine geografico. Nell’indice di pag. 71 ho invece elencato le grotte secondo il loro Numero di Catasto.

MonTE BALDo

Gaverna Perotti N. 45 V.T. Q. 1075, L. 40, 35 II SE, 1'33’58”, 45°%44’59”, D. Mosna 1929 p. 180. F: De Beaux 1929 p. 189, 191, Hartig p. 28, Conci e Galvagni.

Corridoio accidentato in leggera salita. Forse faunisticamente inte- ressante. Da me non visitata.

Ortotteri: Troglophilus cavicola. Lepidotteri: Triphosa dubitata. Chirotteri: Rhinolophus hipposideros minimus, Myotis Capaccinii.

Grotticella della Copa N. 59 V.T.

Q. circa 550, L. 9, 35 II SE, 1°32°359”, 45044 46”, D. Mosna 1931 p. 168. F: De Beaux 1929 p. 189. Semplice cavernetta in leggera salita. De me non visitata.

Chirotteri: Rhinolophus hipposideros minimis.

Coal de Sabbionara (non identificabile)

F: De Beaux 1929 p. 189. Chirotteri: Rhinolophus hipposideros minimus.

Grotta Grafoie N. 9 V.T.

0). 600, L. 8, 35 II NE, 1°32°05”, 45°45’06”, D. Mosna 1931 p. 156. F: De Beaux 1931 p. 38, 41. Piccola caverna in leggera salita. Da me non visitata.

Chirotteri: Rhinoiophus hipposideros hipposideros, Pipistrellus Kuhlıt.

Voragine Val del Monte (non identificabile) Q. circa, 1000, Madonna della Neve. F: Conci e Galvagni. Ortotteri: Troglophilus cavicola, Tr. neglectus.

10 CESARE CONCI

Gaverna Pian del Ristor N. 49 ML.

Q. ca. 800, L. 20, 35 II SE, 1°32’52”, 45°44’40”, D. Mosna 1929 & 180. F: Conci e Galvagni. Orizzontale. Da me non Gu

. Ortotieri: Troglophilus neglectus.

Pozzo Alpesina N. 84 V.T.

Q. ca. 1450, L. 9, P. 6, 35 II NE, 193420”, 45°45’40”, D. Mosna 1981 p. 155 Visitata: 24-VII-42. |

Pozzo con imbocco di m. 9X4, quindi troppo ampio per dare un am- . biente faunisticamente interessante.

Lepidotteri: Nymphalis io, Aglais urticae.

Pozzo II Alpesina N. 82 V. T.

Q. ca. 1450, P. ca. 10, 35 II SE, 1°33°37”, 45°43’45”. 7 F: Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948a, Sciacchitano 1943. Visitata: 24-VII-42, 25-VII-42.

Pozzo con al fondo abbondante detrito, che permette la vita a troglo- fili ed anche a troglobi. La Bathysciola fu rinvenuta scavando tra il detrito del suolo, presso ossami gettati dall’ alto. poi l’unico biotopo finora noto ver Pseudosinella Concü Gh

Oligocheti: Pachydrilus Pagenstecheri, a lacteum. Pseudoscorpioni: Neobisium muscorum muscorum.

Opilioni: Mitops morio cinerascens. |

Acari: Parasitus lunarius.

Collemboli: Pseudosinella Concii, Tomocerus minor. Lepidotteri: Triphosa dubitata.

Coleotteri: Bathysciola baldensis, Serica brunnea.

Molluschi: Delima itala baldensis.

Pozzo della Neve N. 31 VP,

Q. 1400, P. 17, 35 II NE, 1°34’14”, 45°56°01”, D. Mosna 1931 p. 167. F: Galvagni 1947, Gisin, Manfredi 1948a, Sciacchitano 1949. Visitata: 25-VII-42. Caratteristiche come il precedente. La profondità è però mag ggiore e per la discesa necessita la corda. Al fondo permane lungamente la neve.

Oligocheti: Pachydrilus Pagenstecheri, Octolasium lacteum.

Acari: Parasitus coleoptratorum.

Miriapodi: Cryptops croaticus baldensis.

Collemboli: Isotoma viridis, Tomocerus minor.

Ortotteri: Acrydium bipunctatum.

Imenotteri: Myrmica laevinodis, Formica fusca lemani.

Coleotteri: Cychrus italicus, Duvalius baldensis, Harpalus latus, Atheta sp., Baihysciola we

Molluschi: Delima itala baldensis, Eucobresia sp.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 11

‘| Pozzo di Malga Dossioli N. 65 V.T.

O. 1430, P..7, 39 IT NE, 1934 24”,45°%45°2/”, D. Mosna 1929 p. 179. F: Mosna 1931 p. 169. Visitata:26-VII-29 (da ?) Probabilmente l’ambiente biologico è simile ai precedenti; da me non

* visitato.

Coleotteri: Bathysciola baldensis.

Pozzo di Malga Dossioli (non identificabile, forse coincide con qualcuno dei precedenti)

tale DG.

Coleotteri: Laemostenus Schreibersi, Philonthus laevicollis, Bathysciola baldensis.

Grotta dei Cervi N. 64 V.T.

Q. 1425, L. 55, P. 20, 35 U NE, 1984715”, 45°45°57”, D. Brasavola 1932 (ril.). F. Brasavola 1932, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Kratochvil, Müller 1928,. 1930, 1935, Porta 1934, Ruffo, Tamanini 1934, Wolf.

Cavità che meriterebbe uno studio accurato: certamente alberga una fauna abbondante ed interessante. Da me non visitata. Consta di un nozzo ad angusto imbocco, di m. 17 di profondità (necessita corda o scala). Al fondo ampio camerone con diramazioni. E’ la località tipica della Batty- sciola baldensis Müll. e dell’ Zschyropsalis Strandi Krat. Quest’ ultima spe- cie fu descritta da Kratochvil come catturata in una «Grotta presso Malga Pratto » che evidentemente è la Grotta dei Cervi.

Opilioni: Ischyropsalis Strandi.

Ortotteri: Troglophilus neglectus (?, det. Brasavola). Coleotteri: Laemostenus Schreibersi, Bathysciola baldensis.

Caverna Palone Rotonda N. 9 V.T.

O;-1450; L. 7: 90 NE 10932327 40° 19, D. Mosna 1931 p. 156. Visitata: 24-VII-42. Piccola caverna orizzontale e secca di ben scarso interesse.

Lepidotteri: Triphosa sabaudiata.

Caverna Hille Ris Lambers N. 220 V.T.

Q. 1400, L. 35, 35 II NE, 1°33’27”, 45°47’09”, D. Brasavola 1932 (ril.). F: Brasavoia 1932, Conci e Galvagni, Di Caporiacco. Visitata: 23-X-32 (Brasavola), 8-1-42, 24-VII-42, 12-1-43. Galleria ad andamento sinuoso, orizzontale. Opilioni: Nelima aurantiaca (1). Ortotteri: Troglophilus cavicola (I, X). Lepidotteri: Triphosa dubitata (1), Triphosa sabaudiata (1).

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Caverna Pianetti N. 224 V. di

Q. 1400, L. ca. 30, 35 II NE, 1°33’27”, 4504709”, D. Brasavola 1932 (œil). F: Brasavola 1932, Conci e Galvagni, Di Caporiacco. Visitata: 8-1-42, 24-VII-42, 12-I-43. |

Galleria sinuosa, orizzontale, con diramazioni.

Ragni: Meta Menardi (1).

Ortotteri: Troglophilus cavicola (1).

Lepidotteri : Scoliopteryx libatrix, Triphosa dubitata, Triphosa sabaudia- la (I).

Pozzo Poline N. 219 VT;

0:02. 500, P. 9, 36 II NO, Loc. Brentonico. F: Moretti 1944 p. 58. | Visitata: 18-V-39 (Tamanini).

Pozzo. Da me non visitato.

Isopodi: Androniscus dentiger var. Ragni: Nesiicus eremita italicus. Opilioni: Trogulus nepaeformis. Trieotteii: Stenophylax permistus.

Grotta del Colombo N. 144 V.T.

O. 250, L. 5, 36 IV SO, 1°29°32”, 4595102”, D. Orsi (ril.). F: Cobelli, Conci e Galvagni. Visitato: 16-22-XI-1881 (Cobelli), 29-I-41. Piccolo antro semilluminato, perd umido; apertura a Nord.

Ortotteri: Troglophilus Eon, TR: Ba Gryllomorpha dalmatina (leg. Cobelli).

Grotta di Giusse N. 13 V.T.

Q. 270, L. ca. 40, 35 I SE, Loc. Nago, D. Mosna 1929 p. 184. F: Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Manfredi 1948a, Roewer, Wolf. Visitata: 14-IV-41, 5-VI-41.

Cavità irregolare, piuttosto secca.

Jsopodi. Androniscus dentiger. Ragni: Pholcus phalangioides, Nesticus eremita italicus, Nesticus idriacus. Miriapodi: Scutigera coleoptrata (IV).

Ortotteri: Gryllomorpha dalmatina (IV).

Rincoti: Philaenus spumarius (VI).

Coleotteri: Cryptophagus acutangulus (VI), Otiorrhynchus perdix (IV). Ditteri: Nycteribia biarticulata.

Sifonatteri: Rhynolophopsylla unipectinata

Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 13

CATENA M. Stivo - M. BONDONE

Bue del Barbara N 480 VP

Q. 300, L. 30, P. 6, 36 IV SO, 1928716”, 45°51’24”, D. Conci 1942 (ril.). F: Conci 1942, Conci e Galvagni, Giacomelli, Manfredi 1948a. Visitata: 20-IV-41, 26-X-41, 8-VI-44.

Galleria orizzontale di 14 metri, con strozzatura, poi pozzetto; al fordo diramazioni. La cavità alla data delle nostre visite fu sempre rinvenuta assai secca, con fauna scarsa e poco specializzata.

Isopodi: Androniscus dentiger (X).

Miriapodi: Polydesmus edentulus edentulus (X), Prionosoma oe XD. Ortotteri: Gryllomorpha dalmatina (X).

Lepidotteri: Hypaena obsitalis (X).

Chirotteri: Myotis Nattereri, Myotis mystacinus, Vespertilio Blasit (??),

Pipistrellus Kuhlii, Rhinolophus ferrum equinum (tutti cit. (Giacomelli).

Le Spurghe II N. 237 V.T.

Q. 490, L. 45, P. 45, 36 IV SO, 1°27’16”, 45°52°32”, D. Conci 1942 (ril.). F: Conci 1942, Di Caporiacco. Visitata: 14-I-42, 25-1-42.

Pozzo largo e stretto, profondo m. 25 (recessita la corda). Poi due ramificazioni in discesa. Le mie visite, dato il periodo particolarmente sec- co, fruttarono solo pochi reperti banali. La profondità della grotta lascia però presumere I’ esistenza di una fauna ben più interessante.

Ragni: Meta Menardi.

Acari: Liponyssus uncinatus, Ixodes vespertilionis. Ditteri: Nycteribia biarticulata.

Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum.

Le Spurghe III N. 238 V. T.

Q. 450, L. 70, P. 16, 36 IV SO, 1°27’11’, 45°52°54”, D. Conci 1942 (ril.). F: Conci 1942, Di Caporiacco, Manfredi 1948a, Sciacchitano 1943. Visitata: 3-VII-41, 29-XIl-41, 14-1-42.

Crepaccio in parte coperto. Al fondo, nel detrito, fauna discretamente abbondante. In una cavernetta terminale, molto secca, d’ inverno rinvenni i soliti subtroglofili ibernanti.

Oligocheti: Eisenia rosea (VII), Lumbricus sp.

Isopodi: Androniscus dentiger (VII), Trichoniscus sp., Tracheoniscus arquatus.

Ragni: Amaurobius Erberi, Dipiocaphalas cristatus, Leptyphantes tenuis,

Meta Menardi.

Opilioni: Nelima aurantiaca.

Acari: Parasitus coleoptratorum.

- Miriapodi: Scolioplanes acuminatus italicus, Lithobius tricuspis. Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix, Hypaena obsitalis, Triphosa dubitata.

14 : CESARE CONCI

Bus de la Padela N. 216 V- T.

Q. 565, L. 40, Sv. 75, 36 IV SO, 1°27’14”, 45°53’35”, D. Conci 1942 (ril.). F: Conci 1942, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948a, _ Porta 1949, Tamanini 1934, Tarsia in Curia, Verhoeff, Wolf.

Visitata: 19-XI-33, 31-III-35, 10-IV-39, 19-VII-39, 29-V11-39, 3-1V-40,

10-IV-40, 1-X-41, 9-XI-41, 28-IX-42, 30-IK-42.

Ampio camerone d’ ingresso con apertura a levante, da cui partono due rami quasi orizzontali, lunghi ciascuno una trentina di metri. Umidità ‘notevole; suolo ‘argilloso, con macchie di guano. Cavità faunisticamente assai interessante. Unico biotopo accertato di Bathysciola baldensis lagari- -niensis Taman. Vi si rinvengono pure i troglobi Spelaeonethes Briani e Trogloiulus Boldorii.

Isopodi: Androniscus dentiger var., Spelaeonethes Briani (IX), Tracheo- niscus arquatus (XD. î

Scorpioni: Euscorpius italicus italicus.

Ragni: Nesticus eremita italicus, Tegenaria Derhami, Porrhomma pyg- maeum proserpina, Meta Menardi.

Opilioni: Nelima aurantiaca (X).

Miriapodi: Polydesmus edentulus, Trogloiulus Boldorii (III, XII), Priono- soma Canestrinii.

Collemboli: Onychiurus fimetarius (IX), pia 19-punctata (V2:

Ortotteri: Troglophilus neglectus (IV, IX). |

Lepidotteri: Triphosa dubitata (IV, IX, X).

Coleotteri: Laemostenus Reissi (IV, IX), Bathysciola baldensis lagarinien-

sis (VII, IX, X).

Molluschi: Oxychilus glaber (VII). _Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum, Plecotus auritus.

Caneva Sguerza N. 247 V.T.

Q. 430, L. 10, P. 8, 36 IV SO, 1°26’45”, 455345”, D. Conci 1942 (ril.). F: Conci 1942, Conci e Galvagni, Di Caporiacco. Visitata: 29-IX-39, 1-XI-39, 1-X-41, 26-IX-42.

Un cunicolo immette in una prima stanzelta, dalla quale si pud scen- dere ad una stretta fessura sottostante. Cavità trovata sempre piuttosto secca, per cui le catture si limitarono ad elementi troglosseni e troglofili di scarso interesse.

Isopodi: Tracheoniscus arquatus (X).

Ragni: Meta Menardi (1X, X).

Ortotteri: Troglophilus neglectus (XI), Gryllomorpha dalmatina (XD. Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix (XD, Hypaena obsitalis (IX, X, XD. Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum (X).

Bus del Buldo N. 206 V.T.

Q. 850, L. 15, 36 IV NO, 1°27°23”, 45°55’02”, D. Cadrobbi 1934 (ril.). _ F: Cadrobbi 1934, Conci 1942, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Moretti 1936, Wolf.

Visitata: 28-III-32, 10-IV-32, 19-VI-40.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 15 sa

Corridoio rettilineo orizzontale piuttosto stretto; al termine s’ allarga. Umidita discreta, ma fauna scarsa.

Ragni: Tegenaria silvestris, Tegenaria campesiris AV), Meta Menardi (IV), Meta Merianae (IV).

Opilioni: Nelima aurantiaca (VI).

Ortotteri: Troglophilus cavicola (IV).

. Tricotteri: Stenophylax sp. (?).

Coleotteri: Laemostenus Reissi (III).

Bus de la Vecia N. 3 V.T.

Q. 800, L. 45, P. + 45, 36 IV NO, 1°27°18”, 45°55’16”, D. Cadrobbi 1934

see À

: Cadrobbi 1934, Conei 1942, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Wolf. SR 15-11-42.

Le parti piu alte, completamente scure e notevolmente umide, hanno

dato qualche reperto, ma di interesse non notevole. Ragni: Saitis barbipes, Meta Menardt. Ortotteri: Troglophilus cavicola (Il). Lepidotteri: Apopestes spectrum, Scoliopteryx libatrix, ne dubitata. Chirotieri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum.

Le Busole N. 447 V.T,

Q. 620, L. 57,.P. 20, 36 IV NO, 1°26°’17”, 45055721”, D. Mosna 1932 p. 147 (ril.). F: Conci 1942. Visitata: 15-11-42.

Lungo crepaccio con alte pareti irregolari. Ad un estremo piccola ca- meretta oscura coi soliti elementi ibernanti troglosseni. Miriapodi: Glomeris connexa (VI). Lepidotteri: Hypaena obsitalis, Triphosa dubitata.

Bus de le Guane N. 106 V.T.

Q. 920, L. 17, Sv. 45, P. 13, 36 IV NO, 1°25’44”, 45°56’31”, D. Mosna 1931 p. 190 (il)

F: Conci 1942, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Manfredi 1948a, Sciac- hitano 1943, Verhoeff.

Visitata: 28-VII-29, 19-XI-30, 23-V-32, 21-V-53, 4 VI-33, 2-I- 37, 15-X-4i,

18-X-41.

Corridoio d’ingresso di 15 metri, poi pozzo di 10 metri (necessita cor- da), che si allarga al fondo. Molto umida, normalmente lo stillicidio forma pozzetie. Cavità interessantissima per il rinvenimento di Niphargus (pur non presentando un sistema idrico perenne), Spelaeonethes, Trogloiulus e Typhloiulus.

Oligocheti: Lumbricus castaneus (X)..

Isopodi: Spelaeonethes Briani (I, VI, X).

Anfipodi: Niphargus stygius (X).

Ragni: Porrhomma pygmaeum proserpina (V, X). Opilioni: Nemastoma chrysomelas (I, V).

Acari: Parasitus coleoptratorum (I, V1).

16: : CESARE CONCI

Miriapodi: Polydesmns edentulus vajolettanus (X), Trogloiulns POLIO (I, V, VD, Typhloiulus bericus (?, X),

Ortotteri: Troglophilus cavicola (I, VII, X, XD.

Lepidotteri: Triphosa dubitata (X).

Coleotteri: Catops subfuscus. |

Moiluschi: Oxychilus glaber (X).

Busa dei Teeri N. 183 V-T.

Q. ca. 800, P. 22, 36 IV NO, loc. Cimana, D. Mosna 1932 p. 187 (ril.).

F: Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948a.

Visitata: 24-IV-42.

| Pozzo a campana di m. 15 (necessita scala a ee con al fondo ab- bondante fitosaprodetrito. Unica localita di rinvenimento di Centromerus tridentinus.

Oligocheti: Eiseniella sp., Dendrobaena sp., Lumbricus sp.

Ragni: Centromerus tridentinus, Philodromus aureolus.

Acari: Parasitus coleoptratorum.

Miriapodi: Polydesmus edentulus bidentatus angustiarum, Lithobius pi- ceus genuinus, Lithobius tricuspis.

Collemboli: Heteromurus nitidus.

Caverna Margone N. 109 V.T.

Q. ca. 300, L. ca. 44, P. ca. 17, 21 III SE, loc. Margone, D. Mosna 1931 p. 158. F: Conei e Galvagni.

Non visitai questa caverna, he si apre con un pozzo, e probabilmente presenta un certo interesse faunistico.

Ortotteri: Troglophilus cavicola (IV).

Caverna Gastellar de la Groa N. 205 V.T. (o Doss de la Groa)

F: Conci e Galvagni, Galvagni 1947. Non ho dati esatti su questa caverna, che si apre nei pressi di Sarda- gna (Trento). Si tratterebbe di una breve galleria orizzontale.

Ortotteri: Pholidoptera griseoaptera, Troglophilus neglectus.

Bus dell’Anghiana (non identificabile)

F: Conci e Galvagni. _ Visitata: 28-III-30 (Benetti).

Non ho dati esatti su questa caverna, che si apre presso Sardagna (Trento).

Ortotteri: Troglophilus cavicola.

Caverna a Sardagna (non identificabile, forse coincide con precedente)

F: Conci e Galvagni. Visitata: 4-IV-32 (Castelli e Broilo).

Ortotteri: Troglophilus cavicola.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 17

Bus del Diaol N. 29 V.T. (o Grotta di Ceniga, o Grotta dei Traditori)

Q. 225, L. 688, Sv. 734, P. —17, +55, 35 I NE, 1°32’34”, 45°56’19”, D. Conci 1948 (ril.).

Dar Piaz 1027 di 178, Di Caporiacco, Gisin, Stach, Wolf.

Visitata: molte volte nel 1930-33 (Tamanini), 5-VI-41, 27-VIII- 47, 2-VIII-

90.

Lunga galleria, varia ed irregolare, chiusa presentemente verso la

metà da un sifone di sabbia. Questa cavità, una delle maggiori del Tren-

_ tino, sembra offrire al popolamento ipogeo ottime condizioni (temperatura

costante, umidità sufficiente, guano): invece diede sempre scarsissimi re-

perti faunistici nonostante ricerche ripetute ed accurate. Tutta la fauna

raccolta si limita a poche forme troglofile. Mancano completamente i tro-

globi!

Isopodi: Androniscus dentiger var. (VII, IX).

Ragni: Porrhomma pygmaeum proserpina (VIII).

Collemboli: Onychiurus fimetarius (VIII), Heteromurus nitidus (VII.

Chirotteri: Rhinolophus euryale.

Grotta dei Traditori N. 164 V.T.

Q. 300, L. 54, Sv. 85, P. 28,.35 I NE, 1982734”, 4595614”. Visitata: 3-VIII-50.

Grande e profonda crepacciatura; per raggiungere la parte inferiore occorre la corda. Nel complesso però non offre condizioni favorevoli per la fauna, essendo molto secca. Una diramazione laterale è più umida.

Ortotteri: Anthaxius pedestris. Lepidotteri: Triphosa dubitata.

CATENA DELLO ZUGNA

Bus del Parolet N. 152 V.T.

Q.:320, EL. 55, Sv. 110, -P.:4,,36.IV SO, 1°2453?, 456222” D; Conci 1949.c

(ril.).

F: Conci 1949 c, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948 a,

Reimoser, Sciacchitano 1943, Tarsia in Curia, Verhoeff, Wolf. Visitata: 22-XII-39, 2-I-40, 29-III-42, 3-IV-42, 10-V-42, 17-III-43, 18-III-43,

3-IX-43, 28-1-46, 2-III-46.

Due angusti Ingressi immettono in uno stanzone irregolare che pro- lunga in un corridoio in salita. Diramazioni. Umida, con guano. Cavità assai interessante faunisticamente, per i reperti di Spelaeonethes, Trogio- iulus, Polybothrus. Unico biotopo accertato per Parablothrus Concii.

Oligocheti: Bimastus tenuis (III, IV, V) Dendrobaena subrubicunda (1).

Isopodi: Androniscus dentiger var. (I, III, IV, V, XII), Spelaenothes Briant (III), Tracheoniscus arquatus (XI).

Scorpioni: Euscorpius carpathicus aquileiensis (III).

Pseudoscorpioni: Parablothrus Concii (V).

Ragni: Nesticus eremita italicus (Ill, V, XII), Meta Menardi (I, IV).

ear Parasitus exilis (III), Liponyssus uncinatus (1), Ixodes vespertilio-

nis (III, IV).

18 | | CESARE CONCI

Miriapodi: Polydesmus edentulus brembanus, Polydesmus ed. edentulus, Trogloiulus Boldorü, Typhloiulus Tobias, Polybothrus cerberus bren- tanus. |

Collemboli: Pseudosinella 12-punctata (III), Heteromurus nitidus (I, IL XII). |

Ortotteri: Troglophilus cavicola (IMI, IV), Tr. neglectus (XID.

Rincoti: Cizius pilosus (IV). |

Coleotteri: Quedius mesomelinus (I, ID), Bythinus Oertzeni (ID), Sciodre- poides Watsoni, Otiorrhynchus prolixus In

Ditteri: Nycteribia hioritewata (1, IV),

Sifonatteri: Rhinolophopsylla unipectinata (IV).

Molluschi: Cochlostoma septemspirale (I), Pomatias elegans (I), Retinella hiulca (V), Oxychilus SP. Deroceras agreste (I, IT).

Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum (I, IV, XII.

Grotta ai Fortini N. 2 V. T.

Q. 470, L. 55, P. 40, 36 IV SO, 1°24’17”, 45°052°35”, D. Conci 1949 c (ril.). F: Conci 1949 c, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Manfredi 1948 a; Sciac- | chitano 1943. Visitata: 7-X-40, 11-XI-40, 12-I-41, 9-II-41, 12-VII-41, 17-1-43. Un pozzetto d’ accesso immette in una galleria in discesa, che si con- _ tinua in profondo crepaccio. Assai umida nelle parti più interne. Cavità faunisticamente molto interessante. Non ostante la vicinanza col Bus del Parolet, la fauna di queste due caverne è assai diversa, soprattutto per quanto riguarda le entità più specializzate: Troglohyphantes, Trogloiulus Concii e Neobathyscia infatti non furono rinvenuti nella cavità precedente, che alberga invece quattro altri troglobi. Oligocheti: Eisenia rosea (1). Isopodi: Cylisticus plumbeus (XI). Ragni: Porrhomma pygmaeum proserpina (VII), Troglohyphantes Zorzü (II, VII), Meta Menardi (I, VII). Acari: Parasitus intermedius (I). Miriapodi: Polydesmus ed. edeniulus, Trogloiulus Concit. Ortotteri: Troglophilus neglectus (X). Lepidotteri: Autophila dilucida (1), Scoliopteryx libatrix d), Hypaena obsitalis (I, X). Coleotteri: Laemostenus Schreibersi (XI), Neobathyscia roboretana (I, II, VII, XI), Ptomaphagus sericatus (1). Molluschi: Helicigona illyrica (XI). Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum (I, XI). Caverna II ai Fortini N. 236 V.T. Q. 450, L. 23, P. 3, 36 IV SO, 1°24’17”, 45°52°35”, D. Conci 1949 c (ril.). F: Conci 1949 c, Di Caporiacco. Visitata: 7-X-40, 12-VII-41, 17-1-43. Fessura alta e stretta, diritta, ampiamente aperta verso l'esterno, piut- tosto secca. Non può albergare perciò elementi specializzati.

Isopodi: Armadillidium germanicum (VII). Ragni: Pholchus phalangioides (1), Meta Menardi (VID. Lepidotteri: Hypaena obsitalis (I, X).

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 19

Covelo presso S. Golombano N. 457 V.T. Q. 350, L. 8, 36 IV SO, 1°23’22”, 45°52’33”, D. Conci 1949 c (ril.). F: Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948 a. Visitata: 21-IV-38, 19-IV-42, 21-IV-42, 17-V-42. Semplice nicchione con ampia apertura. Ragni: Dysdera Ninnü, Nesticus eremita italicus, Apostenus fuscus.

Collemboli: Lepidocyrtus curvicollis. Ortotteri: Troglophilus cavicola.

PASUBIO

Pozzo all’Alpe Pozza N. 154 V- T. Q. ca. 1900, P. 8, 36 III NE, loc. Malga Pozza.

Pozzo. Da me non visitato. Coleotteri: Duvalius baldensis pasubianus (leg. Tamanini).

Pozzo del Col Santo N. 25 V.T. Q. 1970, P. 7, 36 HI NE, 1°18’24”, 454951”. Pozzo. Da me non visitato. Lepidotteri: Triphosa dubitata (leg. Tamanini).

Coleotteri: Cryptotrichus janthinus Pasapianna, Duvalius baldensis pasu- bianus (id.). |

Bus de le Pegore o Cogola Grande N. 155 V.T. O. 1020, loc. Giazzera. Cavita orizzontale. Da me non visitata.

_ Acari: lxodes vesperlilionis (leg. Tamanini). Coleotteri: Laemostenus. Schreibersi (d.).

Pedrazzerloch N. 219 V.T.

Q. 1190, L. 39, Sv. 54, 36 IV SE, 1°18’43”, 45° 107", D. Mosna 1932 p. 184 © (ril.). F: Conci e Galvagni. Visitata: 12-X-30, 20-X-30 (Tamanini). Galleria quasi diritta, in leggera salita, con ampio imbocco. Da me non visitata. Ragni: Meia Menardi. Ortotteri: Troglophilus cavicola. Lepidotieri: Scoliopteryx libatrix, Triphosa sabaudiata. | Coleotteri: Laemostenus Schreibersi.

MONTE FINONCHIO

Bus del Pero N. 248 V.T.

O: 370, L. 20, P: 12, 46 H/ SO; 1°24’07”, 45°54°04”. F: Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948 a.

20 : CESARE CONCI

Visitata: 29-X-39, 10-XI-39, 11-XI-39, 21-I-40, 6-V-42, 13-V-42.

Galleria discendente, umida. Nel primo tratto il suolo è coperto da ab- hondante fitosaprodetrito, che alberga svariate entita. Tra i parietali l’ele- mento più notevole è I’ Ischyropsalis.

Oligocheti: Pachydrilus sp. (X), Octolasium hemiandrum (?, V).

Isopodi: Androniscus dentiger var. (I, V, X, XI).

Ragni: Amaurobius Erberi, Pholcus phalangioides, Dysdera Ninnü, Ro- bertus lividus, re gibbum, Nesticus eremita italicus, Evc- phrys frontalis.

Opilioni: Ischyropsalis or (N°:

Acari: Parasitus coleoptratorum, Parasitus exilis, Ixodes vespertilionis.

Miriapodi: Lithobius microps genuinus.

: Gollemboli: Hypogastrura Bengstoni (V), Lepidocyrtus curvicollis (V).

Ortotteri: Troglophilus cavicola (V), Tr. neglectus (V, XI).

Rincoti: Cixius nervosus (V), Philaenus spumartus (1).

Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix (I, X, XI).

Ditieri: Nycteribia biarticulata (V).

Molluschi: Acme lineata (V).

Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum (I), Rh. innesti CVAD:

Grotta Nord del Ghello N. 243 V. T.

Q. 510, L. 8, P. 6, 36 IV SO, 1°23’28”, 45%53’41”.- F: Di Caporiacco. Visitata: 27-XII-39, G-I-40. Piccola cavita pressochè secca ed insignificante dal lato faunistico. Ragni: Meta Menardi. Opilioni: Nelima aurantiaca. Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix (I, XII. Molluschi: Cochlostoma septemspirale, Abida frumentum.

Grotta centrale del Ghello N. 214 V.T.

Q. 515, Sv. 26, P. 10, 36 IV. SO, 1°23’ 28”, 45053’41”. | F: Conei e Galvagni, Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948 a, Verhoef. Visitata: 6-VII-39, 17-VII-39, 2-VIII-39, 3-XI-39, 9-XI-39, 27-XII-39, 18- II-40, 7-1V-46.

Un pozzetto immette in una galleria orizzontale; piccola diramazione discendente, La fauna troglofila è abbondante, ma mancano elementi spe- cializzati.

Oligocheti: Octolasium sp.

Isopodi: Androniscus dentiger (VII, XI), Cylisticus converus (VIII. Ragni: Nesticus eremita italicus, Meta Menardi (VII.

Acari: Parasitus coleoptratorum (VII), Parasitus lunarius (VI). Miriapodi: Polydesmus edentulus brembanus (VII, IX).

Collemboli: Heteromurus nitidus (IV, VII, XD.

Ortotteri: Troglophilus neglectus (II).

Lepidotieri: Scoliopteryx libatrix (XI).

Coleotteri: Laemostenus elegans var. trentinus (VII, VII.

Moiluschi: Cochlostoma septemspirale, Oxychilus glaber, Helicigona Presi. Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum (XI), Rh. hipposideros (XD).

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 21

Grotta Sud del Ghello N. 215 V.T.

Q.:515, Sv. 50, P. 10, 36 IV SO, 192328”, 4505941".

F: Conci e Galvagni, Manfredi 1948a, Tarsia in Curia.

Visitata: 9-XI-39, 27-XII-39, 6-I-40, 22-III-40, 2-X-40, 7-IV-46. E’ la maggiore e la più interessante tra le Grotte del Ghello. Una fessura obliqua immette in uno stanzone con diramazioni. Guano. Notevole

la presenza di Spelaeonethes.

Oligocheti: Pachydrilus Pagenstecheri (IV), Dendrobaena subrubicunda (IV)

Iscpodi: Androniscus dentiger (I, IV, X), Spelaeonethes Briani (1).

Collemboli: Heteromurus nitidus (X), Hypogastrura sigillata (I, X), Isoto- ma violacea (I, X).

Ortotteri: Troglophilus neglectus (1).

Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix (XD).

Coleotteri: Bythinus rugosicollis (IV).

Uhirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum (ll, XI), Rh. hipposideros (XII). |

Lonta I di Pietra N. 223 V.T.

O. 1000, L. 60, P. 12, 36 IV SE, 1921754”, 45°53’19”.

F: Di Caporiacco, Manfredi 1948a.

Visitata: 2-VII-40, 11-VI-41. | Crepaccio scoperto; sul fondo abbondante fitosaprodetrito. Il Polybo-

thrus dubius Manfr., noto di questa sola località, è un troglofilo.

Isopodi: Tracheoniscus Pierantonü (VI).

Scorpioni: Euscorpius carpathicus (VI).

Ragni: Porrhomma pygmaeum Proserpina (VD, Misunema vatia (VD.

Miriapodi: Cylindroiulus fulviceps, Ophiiulus fallax major, Scolioplanes cr. crassipes, Lithobius latro, Polybothrus aubius.

Rincoti: Euscelis sp.

Imenotteri: Lasius emarginatus, Camponotus herculeanus.

Coleotteri: Molops piceus tridentinus (VI), Ablattaria laevigata (VI), Den- darus tristis (VD), Otiorrhynchus armadillo rhaeticus (V1).

Molluschi: Cochlostoma septemspirale, Cochlicopa lubrica, Abida frumen- tum, Chondrina avenacea, Oxychilus glaber.

Lonta II di Pietra N. 224 V.T.

Q. 1040, L. 45, P. 14, 36 IV SE, 192151”, 45°53’14”. F: Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Manfredi 1948a, Tarsia in Curia. Visitata: 2-VII-40, 16-VI-41. Crepaccio scoperto; sul fondo abbondante fitosaprodetrito. Isopodi: Androniscus dentiger, Trichoniscus sp. Pseudoscorpioni: Ronchus Stussineri. Ragni: Meta Menardi. Collemboli: Tomocerus minor. Ortotteri: Troglophilus cavicola. Coleotteri: Quedius oblitteratus. _ Molluschi: Cochlicopa lubrica, Chondrina avenucea, Helicigona illyrica.

22 CESARE CONCI

Lonta III di Pietra N. 225 V.T.

Q. 1040, L. 35, P. 15, 36 IV SE, 1921750”, 45°53’14”. F: Manfredi 1948a, Sciacchitano 1943. Visitata: 11-VI-41. Crepaccio in parte La fauna fu perö rinvenuta nel fitosapro- detrito del suolo, come nel caso delle due Lonte precedenti. Oligocheti: Octolasium lacteum, Eisenia rosea. Miriapodi: Polydesmus edentulus brembanus, Culindroiulus fulviceps. _Imenotteri: Formica fusca ssp. glebaria v. rubescens. Coleotteri: Staphylinus fossor, Otiorrhynchus armadillo rhaeticus.

Le Lonte del Moietto, Pozzo III N. 159 V.T.

Q. 1117, P. 11, 36 IV SE, 1°21°30”, 4595405”, D. Gadrobbi 1934 (ril.).

F: Cadrobbi 1934, Wolf. Pozzo. Per la discesa è necessaria la corda. Da me non visitato.

Aracnidi: Meta Menardi.

Miriapodi: Glomeris guttulata.

Coleotteri: Carabus violaceus obliquus, C. convexus dilatatus, Pterostichus baldensis, Abax ater tridentinus, A. exaratus parallelopipedus, Sta-

_ phylinus olens, S. similis, Aphthona venustula. Anfibi: Bufo bufo spinosus.

Bus de le Strie N. 10 V.T.

O. 1230, L. 20, 36 IV SE, 1217737, 450%383°15°, D: Gadrobbi 1934 Gil). F: Boldori 1932, Cadrobbi 1934. Visitata: 10-IV-42. Sianzone semilluminato, con eunicolo. Piuttosto secca. Scarso interesse faunistico. Coleotteri: Laemostenus elegans trentinus.

Bus del Bilbom N. 241 V.T.

Q. 1120, L. 365, 36 IV SE, 1°18’27”, 455357”, D. Mosna 1932 p. 185 (ril.). F: Brasavola 193la, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948a, 1948b, Moretti 1936, 1957, 1944, Müller 1931, 1933, Porta 1934, 1949, Rei- moser, Tamanini 1937, Verhoeff, Wolf.

Visitata: 9 volte nel 1930-33 (Tamanini), 20-VIII-58, 29-VIII- 38, 11-VIII-39,

10-IV-42, 31-VII-42.

Lungo tortuoso cunicolo orizzontale assai malagevole per la sua ristret- tezza, che obbliga spesso a strisciare. Nella parte interna è percorso da un ruscello. Apertura a Nord, vicina ad un rivo, il che spiega |’ abbondanza dei Tricotteri. La fauna del primo tratto comprende alcuni troglosseni e di- versi troglofili, nel mentre nelle parti più interne vennero rinvenuti tro- globi di grande interesse (Serradium, Trogloiulits, Orotrechus, Neobathy- scia). Nell’ acqua non fu rinvenuto nulla, forse per insufficiente cura nelle ricerche.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA | ee

Pseudoscorpioni: Neobisium trentinum trentinum (IV).

Ragni: Trogloyphantes sp. (IX), Meta Menardi (IV).

Opilioni: Nelima aurantiaca (IV).

Acari: Parasitus coleoptratorum (1).

Miriapodi: Serradium hirsutipes, Trogloiulus Concii (?).

Collemboli: Onychiurus fimetarius (VIII), Lepidocyrtus curvicollis (IV, VII. |

Ortotteri: Troglophilus cavicola (IV, XII).

Tricotteri: Rhyacophila sp. (VID), Dolophilus copiosus (VID, Stenophylax permistus (VIII), Micropterna nycterobia (VIII, M. fissa (VII, VII.

Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix (IV), Triphosa sabaudiata (VII), Triphosa dubitata (IV, VII, VIII.

Coleotteri: Orotrechus Stephani roboretanus, Neobathyscia antrorun.

Moliuschi: Helicigona illyrica (IV).

Bus del Gobo Onzera N. 207 V.T.

Q. 1295, Sv. 57, P. 39, 36 IV SE, 1°17’40”, 45°553’12”, D. Cadrobbi 1934 (ril.). F: Brasavola 1931 b, Cadrobbi 1934, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, | Manfredi 1938 a, 1938 b, Moretti 1936, 1937, Müller 1931, 1933, Porta 1934, 1949, Reimoser, Sciacchitano 1943, Silvestri, Tamanini 1937, Verhoeff, Wolf. |

Visitata: 31 volte nel 1930-34 (Tamanini), 10-IV-42.

Pozzo di m. 17, poi camerone in discesa, sul cui suolo detrito che al- berga un abbondante microgenton, particolarmente Coleotteri. Indi una stretta apertura da adito ad irregolari diramazioni interne, che raggiun- gono la profondità di una quarantina di metri.

E’ forse la cavità trentina faunisticamente più interessante. I rinve- nimenti sono merito pressochè esclusivo dell’ ainico Tamanini. E’ la loca- lità tipica di: Serradium hirsutipes, Plusiocampa Grandti, Orotrechus Ste- phani roboretanus, Aphaotus Tamaninü, Neobithyscia roboretana; inol- tre vi fu rinvenuto Spelaeonethes Briani e Troglohyphantes Zorzü: cioè un complesso di ben sette troglobi. Per Plusiocampa e Aphaotus è Y unica loca- lità di rinvenimento.

Oligocheti: Eisenia rosea (IV).

Isopodi: Androniscus dentiger (XII), Spelaeonethes Briani (XI).

Ragni: Eresus niger (IX), Drassodes sp. (1), Cicurina cicur (IX), Porrhomma pygmaeum Proserpina (XI, XII), Centromerus pabulator (1), Troglo- hyphantes Zorzii (XI, XII), Meta Menardi (I, IV), Philodromus lae- vipes (1).

Acari: Parasitus coleoptratorum (XI).

Miriapodi: Serradium hirsutipes.

Dipluri: Plusiocampa Grandi.

Ortotteri: ‘roglophilus cavicola (IX).

Tricotteri: Stenophylax permistus (IX).

Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix (IV).

24 CESARE CONCI.

Coleotteri: Carabus violaceus obliquus, C. convexus dilatatus. Orotre-

chis Stephani roboretanus, Laemostenus Schreibersi, Calathus fu- scipes latus, C. melanocephalus, Pterostichus coerulescens, Amara aenea, A. similata, A. consularis, Ophonus azureus, O. pubescens, Harpalus rubripes a. sobrinus, Staphylinus similis, Silpha obscura, Aphaotus Tamaninü, Neobathyscia robcretana, Choleva cisteloides, Hister 4-maculatus, H. stercorarius, H. corvinus, Byrrhus pustulatus, Asida sabulosa, Helops lanipes, Chrysomela limbata, €. cerealis a. mixta, Amphimallon solstitialis.

Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum (I, II).

GRUPPO DEL MONTE MAGGIO - MONTE TORARO

Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T.

Q. 1574, Sv. 84, P. 24, 36 I SO, 1914742”, 45°52’41”, D. Cadrobbi 1938 (ril.). F. Cadrobbi 1935, Di Caporiacco, Gisin, Manfredi 1948 a, Müller 1931, Porta 1934, Reimoser, Sciacchitano 1943, Verhoeff, Wolf.

Visitata: diverse volte nel 1931-33, 10-IX-50, 17-IX-50 (Tamanini), 8-X-

50 (id.).

Pozzo profondo 12 metri, poi diramazione orizzontale, poi altro pozzo a campana, di metri 9, allargantesi in stanzone. Necessitano due corde o, meglio, una corda ed una scala. Alla base del primo pozzo neve e detrito, nella camera inferiore legname marcescente. La temperatura è normal- mente assai bassa; I’ umidità notevole.

Cavità di grande interesse biofaunistico. Unico biotopo del rarissimo Aphaotus nivalis. Notevole il reperto: di Onychiurus papillaeferus, Ischy- ropsalis, Spelaeonethes e Neobathyscia. Vennero pure rinvenuti Ditteri at- teri, non ancora studiati, e Miriapodi troglobi che Verhoeff ascrisse (in litt. 1940) ad un nuovo genere, non descrivibile con sicurezza per man- - canza del maschio.

Oligocheti: Pachydriius Pagenstecheri (VII).

isopodi: Spelaeonethes Briani (?, VII).

Ragni: Cicurina cicur (IX), Coelotes sp.

Opilioni: Ischyropsalis Strandi (VII.

Miriapodi: Polydesmus edentulus (VII), Julus EN (VIII).

Collemboli: Onychiurus papillaeferus (IX).

Rincoti: Raglius pini.

Coleotteri: Duvalius baldensis pasubianus, Cryptotrichus janthinus pasu- bianus, Amara equestris, Aphaotus nivalis (VII, IX), Neobatüyscia antrorum (X), Selatosomus aeneus a. viridinitens. |

Roditeri: Microtus nivalis (IX).

Pozzo Tombe N. 16 V.T.

Q. 1450, P. 19, 36 I SO, 1°14’32”, 45°51’55”. Visitata: 1-X-33 (Tamanini).

Pozzo a campana: necessita scala. Poi cono detritico che termina su una fascia argillosa umida, dove vennero rinvenute le Herpobdella.

Irudinei: Herpobdella testacea.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 25

Bus de la Nef di Val Orsara N. 228 V.T.

Q. 1500 ca., P. 18 ca., 36 I-SO, loc. Val Orsara. I; Manfredi 1948 a, Sciacchitano 1943, Tarsia in Curia. Visitato: 28-VIII-40.

Pozzo a neve profondo una dozzina di metri con ampio imbocco. Di- scesa facilissima. Al fondo grande quantità di legname e detriti. Fessure che scendono ulteriormente.

Oligocheti : Pachydrilus Pagenstecheri.

Acari: Parasitus coleoptratorum.

Collemboli: Folsonia quadrioculata, Isotoma 12-oculata, Lepidocyrtus curvicollis. |

Coleotteri: Atheta sp., Niptus unicolor.

Molluschi: Cochlicopa lubrica.

Pozzo di Pra Bertoldo N. 226 V- T.

Q. 1480, L. 8, P. 10, 36 I SO, 1°12°30”, 45°53’53”. F: Sciacchitano 1943, Tarsia in Curia. Visitato: 8-VIII-40. È Pozzo a neve. Necessita la corda. Al fondo abbondante detrito; pic- cola diramazione laterale.

Olgocheti: Pachydrilus Pagenstecheri, Octolasium lacteum. Pseudoscorpioni: Ronchus Stussineri.

Acari: Parasitus intermedius. |

Collemboli: Isotoma violacea.

Coleotieri: Atheta sp.

Molluschi: Cochlodina commutata fusca, Helodanke obvoluta var. dentata.

SCANUPPIA

Caverna Besenello N. 108 V.T.

Q: 580, L. 14, 36 TV NE, 1°19’25”, 4505650”, D. Mosna 1951 p. 158.

F: De Beaux 1931 p. 39, Hartig p. 23, 27, 28.

Visitata: 22-XII-29 (Perini). | Grande nicchione illuminato; al fondo cavernetta oscura.

Lepidotteri: Apopestes spectrum, Hypaena obsitalis, Hypaena rostralis. Triphosa sabaudiata. Chirotteri: Rhinolophus h. hipposideros.

Caverna di Acquaviva N. 83 V.T.

Q. 420, L. 40, P. 24, 21 III SE, Mosna 1929 p. 176. | F: Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Galvagni 1947 a, Gisin, Hartig p. 28. Visitata: 16-XII-29 (Perini), 5-VII-46, 18-VII-45, 5-X-46, 5-I-50.

| Pozzo di alcuni metri (necessita la corda); poi fessure in discesa. Alla base del pozzo abbondante detrito ospitante ricca messe di microgenton troglofilo e troglosseno. In questa caverna rinvenimmo pure un numero ec- cezionale di Ortotteri.

26 SPELEOFAUNA TRIDENTINA

Oligocheti: Pachydrilus Pagenstecheri.

Ragni: Nesticus eremita italicus.

Collemboli: Heteromurus nitidus, Tomocerus minor, T. minutus, T. fla- _vescens.

Blattoidi: Ectobius vittiventris, Ectobius sp.

Oıtotteri: Barbitistes serricauda, Tettigonia cantans, tortie fia Raumon- di, Pholidoptera aptera, Ph. griseoaptera, Troglophilus cavicola, Ne- mobius sylvestris, Chrysochraon brachypterus, en rufus, Calliptamus ictericus.

Rincoti: Charagochilus Gyllenhali, Thyreocoris scarabaeoides, Empoasca sp., Eupteryx sp., Erythroneura sp.

Lepidctteri: Triphosa dubitata.

Coleotteri: Pterostichus lepidus, Pteros. cristatus, Abax ater tridentinus,

Molops piceus tridentinus, M. marginepuctatus, Micropeplus fulvus,

Stiphylinus olens, Quedius obliteratus, Oligota flavicornis, Atheta sp.,

Trichopteryx intermedia, Phausis splendidula, Vibidia 12-yuttata, Thea

22-punctata, Morimus asper, Otiorrhynchus armadillo rhaeticus, Ot.

fortis var. Vallarsae, Liparus dirus, Neoplinthus mucronatus.

Bus del Bech N. 9 Vl

Q. 1700, L. 80, P. 6, 36 IV NE, 1°16’51”, 455715”, D. Mosna 1931 p. 193 (215).

F: Moretti 1936, 1937, 1944 pp. 58-60, 64, 81.

Visitata: 7-VIII-39, 17-VIII-39, 10-VII-40, 13-VIII-40.

Ad un primo tratto discendente, segue un’ alta spaccatura ascendente. Molto umida, rigagnolo e piccole raccolte d’ acqua. Detriti legnosi. Tempe- ratura assai bassa: fu rinvenuto ghiaccio nella parte inferiore anche in ago- sto. Le nostre sommarie ricerche permisero la cattura solo di numerosi tricotteri. Sarebbe interessante effettuare ricerche più accurate. Tricotieri: Stenophylax permistus, St. mucronatus (?), Micropterna fissa,

M. nycterobia.

Lepidotteri: Triphosa dubitata.

Bus del Bech II N. 229 V.T.

Q. 1670, L. 40, 36 IV NE, 1°16’52”, 45°57 14”, F: Sciacchitano 1943, Moretti 1944 p. 59, 64, 81. Visitata: 10-VII-40, 13-VIII-40.

Corridoio orizzontale, poi angusto passaggio che immette in una ca- meretta. Assai umida, stillieidio, pozze d’acqua. Sarebbero utili ricerche accurate.

Oligocheti: Bimastus tenuis. Trichotteri: Micropterna nycterobia.

Caverna Vigolana (non identificabile, coincide forse col Bus del Bech)

Q. 1900 (?).

F: Moretti 1936, 1937.

Visitata: 18-VI-35 (Perini).

Tricotteri: Micropterna testacea, M. nycterobia.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 27

Bus de la Giaz N. 19 V.T.

Q. 1780, L. 48, P. 20, 36 IV NE, 1°16’38”, 45°57’12”, D. Mosna 1931 p. 194 (ril.). | Visitata: 7-VIII-39, 17-VIII-39.

Un ampio pozzo, profondo sui 6 metri, in un grande camerone in parte occupato da un cono di neve e ghiaccio, che permane compatto tutto l’anno; al fondo corridoio rivestito di ghiaccio. Temper atura anche l’estate prossima allo zero. Putroppo non rinvenni nulla in questa cavità così sin- golare, ma meriterebbero ulteriori ricerche.

ALTIPIANO DI LAVARONE

Caverna sotto il Covel dell’Angelona N. 231 V.T.

Q. 1032, L. 7, 36 I NO, 1°11’36”, 45°55°41”, D. Conci 1941 (ril.). F: Conci 1941. | Visitata: 3-VII-40, 21-VIII-40. Piccola cameretta in lieve discesa, con ingresso di m. 1 x 1. Molto scarsi furono i rinvenimenti faunistici.

Isopodi: Androniscus dentiger.

Covelo di Rio Malo N. 12 V. T.

Q. 950, L. 80, P.+35, 36 I NO, 1911717”, 43°055’37”, D. Conci 1941 (ril.).

F: Allegretti, Boldori 1952, Conci 1941, De Beaux 1931 p. 38, Kuscer, Har- tig, Piersanti, Tarsia in Curia. |

Visitata: 3-VIII-40, 10-VIII-40, 21-VIII-40, 16-VII- 44.

Due ampi cameroni di una trentina di metri di lunghezza, separati da una strozzatura. Poi camino verticale di eirca 7 metri, che termina in una stanzetta. Suolo con chiazze di guano e residui organici. ‘Temperatura estiva + i0°. Questa notevole cavità è P unico biotopo per Zospeum globosum, che si rinviene nunteroso nella parte terminale.

Isopodi: Androniscus dentiger.

Collemboli: Onychiurus sibiricus, Heteromurus nitidus.

Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix.

Coleotteri: Laemostenus Schreibersi, Bythinus Oertzeni, B. rugosicollis. Moiluschi: Zospeum globosum.

Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum.

Grotta di Lavarone (forse è il Covelo di Rio Malo) F: Jeannel 1924 p. 279, Muller 1930, Porta 1926 p. 314.

Coleotteri: Orotrechus Targionii subsp., Laemostenus Schreibersi, Neo- bathyscia antrorum.

Anche I’ Orotrechus Stephani Müll. fu citato per una non meglio pre- cisata « Grotta nei dintorni di Lavarone » (Müller 1913, 1935, Porta 1923 p. 127, 1934 p. 39, Wolf). Vedi anche Conci 1941 p. 42. Sulla complicata questione del biotopo di questo troglobio verrà ampiamente discusso in un lavoro di Conci e Tamanini, in via di stesura.

28 | CESARE CONCI

Zahnloch N. 32 V.T.

Q. 950, L. 30, P. 4, 36 I NO, 1°11’16”, 45°55°30”, D. Conci 1941 (ril.). F: Boldori 1932, Conci 1941, Conci e Galvagni, Manfredi 1948 a, Tarsia in Curia. Visitata: 21-VIII-40, 7-IX-40.

Galleria pressochè rettilinea, nel primo tratto in discesa, poi pianeg- giante, larga sui 2 m. ed alta sui 3. Il suolo della prima parte è coperto da abbondante fitosaprodetrito, che alberga numerosa fauna troglofila.

Isopodi: Androniscus dentiger.

Pseudoscorpioni: Chelifer nodosus.

Acarl: Parasitus coleoptratorum, Dameosoma nodipes. |

Miriapodi: Gervaisia Fabbrü, Scolioplanes acuminatus italicus, Lithobius dentatus, Lithobius microps genuinus. |

Collemboli: Heteromurus nitidus, Tomocerus flavescens, Paratomocerus Pierantonit.

Ortotteri: Troglophilus cavicola.

Lepidotteri: Triphosa dubitata.

Coleotteri: Pholeuonidius Halbherri.

Bus di Pissavacca N. 34 V.T.

Q. 1250, L. 20, 36 I NO, 1°11°00”, 45°56’55”, D. Conci 1941 (ril.). F: Boldori 1932, Conci 1941, Conci e Galvagni, Di Caporiacco, Manfredi 1948 a. 7 Visitata: 17-VIII-40, 24-VIII-40.

Galleria orizzontale sinuosa, larga nel primo tratto meno di un metro ed alta 2-3. Assai umida, pozzette; in periodi piovosi esce dell’ acqua. Tem- peratura estiva + 10°. Rinvenni però solo i soliti elementi troglofili.

Ragni: Meta Menardi. Ortotteri: Troglophilus cavicola. Lepidotteri: Triphosa dubitata.

Chelda Platt N. 129 V. T.

Q. 1400, L. 18, P. + 6, 36 I NO, 1°10’56”, 45°57’ 38”, D. Conci 1941 (ril.). F: Boldori 1932, Conci 1941, Di Caporiacco. Visitata: 17-VIII-40, 24-VIII-40.

Camerone in salita lungo 13.m., con angusto ingresso; poi cunicolo. Umida, guano e detriti. T. estiva -+ 9°.

Ragni: Meta Menardi. Lepidotteri: Scoliopteryx libatrix. Moiluschi: Aegopis gemonensis.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 29

CIMA ERA E Grotta sul Monte Mandriola N. 45 V.T. (1)

Q. 2000 ca., ora distrutta. F: Jeannel 1924 p. 240, 1928 p. 354, Muller 1913, 1930, 1933, Porta 1923, 1926, 1934.

Si avevano solo i vaghi dati di Jeannel, dimostratisi erronei. Vedi Nota. a pie’ pagina.

Coleotteri: Orotrechus Stephani, Aphaotus Stefani, Aphaotus Jureceki. PAGANELLA - FAUSIOR

Abisso di Lamar N. 5 V: T.

Q. 746, L. 202, P. 209, 21 III NO, 1°23’19”, 46°07’46”,-D. Conci 1949 (ril.). F: Conci e Galvagni, De Beaux 1929 p. 188, 1932 p. 178, Di Caporiacco, Hartig.

Visitata: 13-IX-48, 23-IX-48 (Tamanini), 15-16-VIII-49.

Imbocco angusto; poi stretta ed alta galleria in discesa lunga 189 me- tri, interrotta da pozzi di m. 5, m. 3, m. 3,8 (necessita corda). Quindi gran- dioso pozzo di m. 130, di difficilissima discesa, poi altro di m. 22. Umidita fortissima, stillicidio, rigagnolo, suolo argilloso. Nella cameretta alla base del primo pozzo detriti e chiazze di guano.

L’ ambiente dovrebbe essere favorevole per la speleofauna, perd le catture, effettuate esclusivamente nel primo tratto, si limitareno a pochi troglofili. L’entita più interessante & il Troglohyphants.

Oligocheti: Eiseniella tetraedra. Ragni: Porrhomma pygmaeum Proserpina, Meta Menardi, Troglohyphantes

Zorzü.

Opilioni: Nelima aurantiaca.

Tricotteri: materiale indeterminato. Lepidotteri: Triphosa dubitata.

Ortotteri: Troglophilus cavicola.

Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum.

Bus delle Anguane N. 419 V.T. (Fai)

Q. 940, L. 15, 21 IV SO, 1°22’34”, 46°10’32”, D. Boldori 1946. F: Boldori 1946, Conci e Galvagni. x Visitata: 23-IV-42 (Boldori). Cunicolo rettilineo orizzontale. Il Boldori che la visitò non vi rinvenne nulla di notevole.

Ortotteri: 7roglophilus cavicola.

(1) Ricerche condotte con Tamanini nell’estate del 1950 portarono all’interessante scoperta che la Grotta sul Monte Mandriola N. 15 V.T. non è affatto distrutta, ma coincide con la Grotta di Costalta N. 14 V.T. e che i dati finora riportati dalla Lette- ratura sono in buona parte inesatti.

Su questa intricata questione, molto importante per l’interesse dei tre Coleotteri ‘troglobi di questo biotopo (che non sono estinti, come affermava Jeannel, ma sono stati tutti da noi ritrovati) verrà pubblicato tra breve, in collaborazione con Tama- nini, un esauriente lavoro, a cui si rimanda. La descrizione morfologica della Grotta di Costalta è già stata invece pubblicata da Conci 1950.

30 CESARE CONCI

Gaverna Staloti di Fai N. 71 V.T. (o Bus del Meriz)

Q. 1470, L. 95, 21 III NO, ca. 1°24’, 45°09’30”, D. Mosna 1931 p. 188 (ril.). F: Boldori 1948, Hartig p. 28. Visitata: 24-IV-42 (Boldori). ;

Galleria orizzontale. Il Boldori la rinvenne piuttosto secca. Tricotteri: materiale indeterminato. | Lepidotteri: Triphosa dubitata.

Grotta Cesare Battisti N. 125 V.T.

Q. 1880, Sv. 1060, P. 105, 21 III NO, 1°24’15”, 46°08’48”, D. Galvagni 1947 b rit).

F: Di Caporiacco, Gisin, Hartig, Sciacchitano 1931.

Visitata: 4-7-IX-46, 3-6-IX-47. |

E’ la maggiore e più accidentata caverna trentina. Il corridoio d’in- gresso, discendente e con strozzature, immette in ampi saloni e diramazioni variabilissime per dimensioni e caratteristiche. Una serie di quattro pozzi superano i 100 m. di profondità. Umidità forte, stillicidio, raccolte d’ acqua ferma e ruscelletto. Detriti, guano. Temperatura sui 3°.

Nonostante queste condizioni apparentemente ottime per la fauna, le nostre accurate ricerche e | uso di esche ci permisero di catturare sola- mente poche entità troglofile banali nel corridoio d’ingresso. Nelle parti più interne, sul guano, solo pochi Sasse e Collemboli, pure non spe- cializzati.

Su} fondo dei Bus de le Groie, che è un’ enorme spaccatura aprentesi all’esterno, abitata dai Gracchi, che hanno accumulato abbondante guano, fu rinvenuto il Mesenchytraeus (unico biotopo italiano).

Oligocheti: Mesenchytraeus flavidus, Fachydrilus Pagenstecheri. Ragni: Tegenaria silvestris.

Collemboli: Onychiurus armaius, On. fimelarius.

Tricotteri: Stenophylax mitis, Micropterna nycterobia. Lepidotteri: Triphosa dubitata, T. sabaudiata.

Coleotteri: Nebria Germari.

Uccelli: Phyrrhocorax graculus.

Grotta del Monte Gazza N. 7 V. T. (o Coel de Zal)

Q. 1780, Sv. 120, 21 III NO, D. Mosna 1929 p. 177. F: De Beaux 1931 p. 41, 43. Galleria orizzontale. Da me non visitata.

Chirotteri: Myotis oxygnathus, Eptesicus serotinus.

Croita del Fansor NH Vr

Q. 950, L. 230, P. 80, 21 IV SO, 1°23’20”, 46°13’09”, D. Mosna 1931 p. 174 (ril.). il: Conci e Galvagni, De Beaux 1931 p. 38, Di Caporiacco.

Ampia galleria discendente, con acqua. Meriterebbe ulteriori ricerche. Da me non visitata.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 31

Ragni: Trochosima terricola. Ortolteri: Troglophilus cavicola. Chirotteri: Rhinolophus f. e. ferrum equinum.

Gana del Dossom N. 61 V.T.

a. 1800, L. 250, 21 III NO, Loc. Malga Zambana, D. Mosna és p. 182. F: De Beaux 1928 p. 191, Moretti 1936, 1937.

Galleria orizzontale. Da me non visitata. Tricotteri: Microplerna sp. | Chirotteri: Plecotus auritus.

Bus de la Spia N. 21 V-T. |

QO. 610; L:-ca. 264, Pea. 50, : 21 IV. SO, 1°25’33”, 461336 D. Mosna 1931 pe 184 (ril.). i

: Conci e Galvagni. Gaileria discendente, umida, depositi oes Da me non visitata.

Ortotteri: Troglophilus cavicola. VAL DI TENNO

La Camerona N. 120 V.T.

Q. 900, L. 90, 35 I NO, 193811”, 455755”. F: Brasavola 1935, Brian 1938, Denis, Manfredi 1940, Tamanini 1949. Visitata: 3-VI-34 (Brasavola, Boldori, Tamanini). Grandisa cavita ascendente. Da me non visitata. Isopodi: Androniscus dentiger s. lat. Miriapodi: Polydesmus edentulus, Lithobius tricuspis. Collemboli: Pseudosinella 12-punctata. Rincoti: Dicyphus flavoviridis. Coleotteri: Laemostenus Reissi.

VAL DI Non

Bus de la Vera N. 40 ¥. T.

QO. ca. 950, L: ca. 15, 10° TIT NE, ca. .1°18’°45”-1%, 46°26°45°-55”. F: De Beaux 1931 p. 43.

Non ho dati esatti su questa piccola cavita. Chirotteri: Plecotüs aurilus. |

TESINO

Grotta di Castel Tesino N. 18 V.T.

Q. 1010, L. 400, 22 III NE, 0°46’17”, 46°05’24”, D. Grotte d’Italia 1929 (ril.). F: Hartig 1931 p. 28.

Corridoio molto vario, ascendente, con diramazioni. Acqua, guano. In questa magnifica, interessantissima caverna non fu ancora effettuata alcuna ricerca faunistica.

Lepidetteri: Scoliopteryx libatrix.

32 CESARE CONCI

VAL DI FASSA Caverna di Pian Confolin (non catastabile)

F: Manfredi 1948a, Sciacchitano 1943. Visitato: 9-VIII-4i, 17-VII-41.

Scmplice pozzeito di un paio di metri, situato presso Moena. Sul fondo detrito umido con qualche entita troglofila e troglossena.

Oligocheti: Lumbricus castaneus. Acari: Parasitus lunarius. Coleotteri: Limnebius truncatellus.

VAL DI LEDRO

Bus a la Gola N. 128 V. T.

Q. 900, L>20 ca., P. 17, 35 IV SE, 1°45’24”, 45°53’39”, D. Mosna 1931 p. 190 a F: Di Caporiacco. Visitata: 11-IX-33, 26-IX-33.

Un angusto imbocco da in un pozzo di 6 metri; poi corridoio, indi altro pozzo di 7 metri. Al fondo camerone con cunicoli. Necessita la corda.

L’ ambiente presenta buone condizioni per la fauna: meriterebbe effet- tuarvi ricerche piü accurate.

Isopodi: Androniscus dentiger var.

Ragni: Porrhomma pygmaeum Proserpina, Meta Menardi, Troglohyphan- tes SP.

Coleotteri: Laemostenus Reissi. 4

CAVITA ARTIFICIALI

Elenco qui anche un-piccolo numero di cavità artificiali, per massima parie gallerie scavate in occasione della guerra 1914-18, in quanto alcuni reperti in esse effettuati sono stati riportati dalla Bibliografia. |

Il problema della Fauna che colonizza le cavità artificiali & molto im- portante, però finora è stato pochissimo investigato: per l’Italia esistono solo scarse e frammentarie citazioni.

Le cavità artificiali hanno molti punti di contatto con quelle naturali ed uno studio accurato e comparativo anche di quest’ambiente sarebbe del massimo interesse. Ciò sarà oggetto di nostre future ricerche.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 33

Gaverna militare sul Brentegano (Zugna)

F: Di Caporiacco. Opilioni: Nelima aurantiaca. Acari: Ixodes vespertilionis.

Caverna militare a Costa Violina (Zugna)

Acari: Hyalomma aegyptium.

Caverna militare Margone - Romagnano (Trento)

F: Conci e Galvagni. : Ortotteri: Troglophilus cavicola.

Pozzo artificiale ai Colpi (Folgaria) F: Manfredi 1948a. Miriapodi: Polybothrus fasciatus genuinus.

Caverna militare Doss Fornass (Mattarello) F: Conci e Galvagni. Ortotteri: Troglophilus cavicola.

Caverna militare Brincafalla (Mattarello) F: Conei e Galvagni. - Ortotteri: Troglophilus cavicola.

Gaverna militare sotto la cima del M. Rust (Lavarone) F: Gisin. Collemboli: Heteromurus nitidus. Coleotteri: Pholeuonidius Halbherri.

Caverna militare presso «La Spaccata» (Lavarone) F: Gisin. Acari: Parasitus intermedius.

Collemboli: Heteromurus nitidus. Coleotteri: Pholeuonidius Halbherri.

à

Caverna militare sul Chegul (Trento)

F: Conci e Galvagni, Di Caporiacco. Ragni: Araneus bituberculatus. Ortotteri: Troglophilus cavicola.

Caverna militare al Forte di Someda (Moena).

Acari: Galumna eliminala.

34 CESARE CONCI PARTE II. ELENCO DELLE ENTITA’ FAUNISTICHE

In questa parte elenco, seguendo l’ordine sistemalico, tutte le specie trentine delle quali ho la determinazione.

Per ogni specie do i rinvenimenti in caverna (secondo Por dine geogra- fico seguito nella Il Parte) e le date di cattura, quando possibile. Segno con asterisco (*) le specie di prima citazione per le grotte trentine, che assom- mano a 9. |

Per economia di spazio non ho citato i raccoglitori: ma quando non c’è indicazione contraria s’intende che per le catture anteriori al 1939 si tratta di Tamanini e per le date successive di Conci e Galvagni.

Per quanto riguarda la classificazione dei cavernicoli in troglossenì, troglofili e troglobi, ho accettato in pieno i criteri proposti dall’ amico Pavan in un suo importante lavoro del 1944 e che un po’ si scostano dalle defini- zioni fino allora adottate. |

Vengono definiti troglosseni « quegli wleiiénti che mancando di elet- tività per l’ambiente cavernicolo, vi si trovano solo per fatti indipendenti da libera scelta, pur potendo talora conservarvi le facoltà riproduttive ». I tro- glofili invece sono quegli organismi che di propria scelta tendono a eleggere a loro habitat la caverna, in cui possono anche riprodursi. Secondo queste nuove definizioni, mettendo nel massimo risalto il concetto di elettività, si introducono tra i troglofili molti gruppi di organismi, per esempio Tricotteri e Lepidotteri, che prima erano considerati troglosseni. D’aitro lato parecchi antichi troglofili passano nella categoria dei troglosseni. | |

Il Pavan distingue sette categorie di cavernicoli, di cui quattro apparte- nenti al troglosseni, due ai troglofili e l’ultima ai troglobi. Per chiarezza riporto qui senz’ aitro il suo schema.

| if con non si riproduce : eutroglosseno (I) ineiden- | intolleranza | si riproduce: subtroglosseno (II) | talita con 3 non si riproduce: troglosseno afiletico (III) Caver- intolleranza | si riproduce: troglosseno filetico (IV) nicoli per arr | non si riproduce: subtroglofilo (V) | si riproduce : eutroglofilo (V1)

| elezione | | | | obbligatoria

si riproduce : troglobio (VII) |

ANELLIDI

CHETOPODI OLIGOCHETI

Abbastanza frequenti sono gli Oligocheti nelle grotte, soprattutio nei mucchi di fitosaprodetrito alla base dei pozzi o dei crepacci .Ma é faciie rinvenirli anche nell’interno delle caverne, nel terriccio umido, specialmen- te se contiene detriti o guano, oppure addirittura nel guano. Ciö del resto & in relazıone con la loro vita terricola, a tendenze lucifughe ed igrofile.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 35

Netta prevalenza hanno le catture a quota elevata (m. 1000-1600): cid è in relazione col fatto che i pozzi con fitosaprodetrito si trovano in mag- gioranza a quest’altezza.

Possiamo considerare i nostri Oligocheti troglosseni filetici oppure eu- troglofili. Su nove specie citate, una è nota per l’Italia solo di caverna; ma ciò dipende probabilmente da insufficienti ricerche all’ esterno.

Le specie appartengono alle famiglia Enchytraeidae (Mesenchytraeus e Pachydrilus) e Lumbricidae (i generi rimanenti).

Sugli Anellidi cavernicoli trentini abbiamo due Note di Sciacchitano, 1931 e 1943.

Mesenchytraeus flavidus Mich. - Grotta Cesare Battisti N. 125 V. T. (29-VI-30), nel guano dei gracchi, al Cavernone delle Grole. E’ questa l’unica località italiana nota per la specie.

Pachydrilus Pagenstecheri Ratz. - Pozzo u ee NEBEN HE (24-VII-42); Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (7-IV-46); Bus de la Nef di Val Orsara N. 228 V. T. (28-VIII-40); Pozzo di Prà Bertoldo N. 226 V. T. :(8-VIII-40); Bus de la Nef de le Coe N. -160 V. T. (31-VII-31); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-X-46); Grotta Cesare Battisti N. 125 V. T. (al Duomo e verso le Grole, su terriccio, 3-4-IX-47). Questa specie è stata citata per I Italia la prima volta nel 1940, di caverne bresciane. stata poi trovata, sempre in caverna, nel Trentino, Liguria e Toscana. Recentemente fu rinvenuta anche fuori caverna. Da not è molto frequente, soprattutto nel fitosaprodetrito dei pozzi, dove si trova

in stragrande quantità.

Eiseniella tetraedra Sav. f. typica * - Abisso di Lamar N. 5 V. 11. (13-IX-48), alla base del I pozzo, nel suolo fangoso. Citata già di molte altre caverne d’Italia e d'Europa; assai frequente pure all’ esterno.

Eisenia rosea Sav. f. typica - Le Spurghe HI N. 238 V. T. (5-VII-41), Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (12-I-41); Lonta III di Pietra N. 225 V. T. (11-VI-41); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (10-IV-42). Alla base dei pozzi, tra il fitosaprodetrito, diversi esemplari. Nella Grotta ai Fortini rinvenuto invece su esche, nell’interno. Distribuzione come la specie precedente.

Dendrobaena subrubicunda Eis. * - Bus del Parolet N. 152 V. T. (28-I-46,. nel guano; Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (7-IV-46). Distribuzione come la precedente.

Bimastus tenuis Eis. - Bus del Parolet N. 152 V. T. (29-III-42, 3-IV-42

10-V-42), su guano, all’ interno, comune quando ce’ è sufficiente umidkä: Bus del Bech Il N. 229 V. T. (10-VII-40). Distribuzione come precedenti.

Octolasium hemiandrum Cogn. * - Bus del Pero N. 218 V. T. (6-V-42). Determinazione dubbia. |

Octolasium lacteum Oerley - Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (24-VII-42): Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42); Lonta III di Pietra N. 225 V. T. (11-VI-41); Pozzo di Prà Bertoldo N. 226 V. T. (8-VIII-40). Sempre fra il fito- saprodetrito di pozzi sopra i 1000 metri. Già trovato in Italia, sis in caverne, che all’ esterno.

Lumbricus castaneus Sav. - Bus de le Guane N. 106 V. T. (10-18-X-41), Caverna di Pian Confolin, non a Cat. (Moena, 9- VII- 41). Determinazioni un po’ dubbie. Distribuzione come precedente.

36 : | CESARE CONCI

Inoltre sono stati catturati: Pachydrilus sp. (Bus del Pero N. 218 V. T., 29-X-39); Eiseniella sp. e Dendrobaena sp. (Busa dei Teeri N. 183 V. T., . 24-1V-42); Octolasium sp. (Bus del Pero N. 218 V. T., 29-X-39; Grotta cen- trale del Ghello N. 214 V. T., 3-X1-39); Lumbricus sp. (Le Spurghe III N. 238 V. T., 3-VII-41; Busa dei Teeri N. 183 V. T., 24-IV-42).

DISGOFORI

Herpobdella testacea Savigny - Pozzo Tombe N. 16 V. T. (1-X-33), 6 es., legit Tamanini. Questa specie è nota per l’Italia solo di questa località e di alcune grotte liguri. Curioso il fatto che al Pozzo Tombe non esiste alcun ru- scello, deposito perenne di acqua, anzi la caverna è molto lontana da qual- siasi torrente. Il biotopo consiste in un pozzo a campana, avente alla base un cono detritico con ai margini una fascia piana con fondo limaccioso. Qui in periodi di gran piovosità stagna dell’ acqua. Gli Irudinei vennero trovati in buon numero sotto i sassi; fu raccolta solo una parte degli individui osser- vati. Quindi oltre al problema della provenienza della specie, suscita mera- viglia il fatto del come possano tanti individui trovare di che nutrirsi.

ARTROPODI CROSTACEI IsoPoDI

Androniscus dentiger Verh. - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (5-VI-41); Bus del Barbaza N. 150 V. T. (26-X-41); Le Spurghe III N. 238 V. T. (3-VII-4i) Grotta centrale del Ghello ‘N. 214 V. T. (17-VII-32, 17-VII-39, 3-X1-39); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (6-1-40, 2-X-40, 7-IV-46); Lonta Il di Pietra N. 224 V. T. (2-VII-40, 11-16-VI-41); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (11-XII-32); Covelo di Rio Malo N. 12 V. T. (10-VIII-40); Caverna sotto il Covel dell’ Angelona N. 231 V. T. (21-VIII-40); Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40). Tutti questi esemplari presentano, secondo il DPL, Brian, nc- tevole uniformità di caratteri.

Bus a la Gola N. 218 V. T. (11-26-IX-33); Pozzo Poline N. 219 NV: +. {18-V-39); Bus del Diaol N. 29 V.T. (= Grotta di Ceniga, 4-IX-32, 21-VIII-38, 27-VIII-47); Bus de la Padela N. 216 V. T. (31-III-35, 3-IV-40, 28-IX-42). Questi esemplari sarebbero un po’ distinti dai precedenti. In particolare quelli del Bus del Diaol e del Bus de la Padela si avvicinerebbero alla var. Caffü Brian. .

Bus del Pero N. 218 V. T. (29-X-39, 10-XI-39, 21-I-40, 6-V-42, 13-V-42). Questi esemplari, secondo NERA, potrebbero venir ascritti ad una varietà nuova.

Bus del Paroiet N. 152 V. T. (22-XII-39, 3-IV-42, 10-V-42, 28-I-46, 2-III-46). Sempre secondo Brian anche gli esemplari di questa grotta potreb- bero essere ascritti ad una varietà nuova, diversa dalla precedente.

L’Androniscus dentiger Verh. ha una vastissima distribuzione in Italia, anzi si estende dal Nord Africa all’ Europa Media. La specie presenta una grande variabilità ed un numero notevole di sottospecie e forme intermedie, che rendono il suo studio estremamente difficile. Ciò spiega le forti divergen- ze di vedute tra gli isopodologi.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA

La maggioranza degli esemplari trentini fu dal prof. Brian attribuita alla specie sensu lato, senza definizione della sottospecie. Solo le popolazioni di alcune grotte si differenzierebbero in modo tale da giustificare la creazio- ne di varietà distinte.

L’ Androniscus dentiger è diffusissimo nelle nostre caverne. Normal- mente si rinviene vagante in piccolo numero sulle pareti o sul suolo, tra 1 sassi o sull’argilla. L'impiego di esche ne facilita la cattura, anche in quelle grotte dove normalmente non si trova o si trova molto raro a caccia iibera. Va considerato eutroglofilo e vive pure all’esterno, in luoghi umidi, tra il muschio ed il fitosaprodetrito. Lo catturammo per es. in gran numero nelle Lonte di Pietra, tra il muschio che riveste le pareti dei crepacci. E’ noto come gli esemplari che vivono in ambiente più o meno illuminato presentano una spiccata tinta rosea (esempio appunto la maggioranza degli esemplari delle Lonte di Pietra); quelli invece che si rinvengono in ambienti afotici sono bianchi.

Anche I’ Androniscus Boldorii Strouhal, citato da Brian 1938 della Ca- merona N. 120 V. T. (leg. Boldori), però come determinazione dubbia, rien- tra nel campo dell’ Androniscus dentiger sensu lato.

Spelaeonethes Briani Arc. * (sin. Trich. brixiensis Brian) - Bus de la Padela N. 216 V. T. (28-IX-42); Bus de le Guane N. 106 V. T. (4-VI-33, 2-I-37, 18-X-41); Bus del Parolet N. 152 V. T. (2-III-46); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (6-I-40); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (11-XII-32); Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (3-VII-32, determinazione dubbia), Questa specie, nota finora solo per caverne lombarde e perfettamente cieca, è considerata troglobia. Infatti la rinvenimmo, se pur frammista all’ Androniscus dentiger, solo in poche grotte, tra le più fonde ed umide. Però la sua ampia area di distribuzione e la frequenza dei rinvenimenti, soprattuto nel Bresciano, potrebbero indicaïe che si tratta invece di un eutroglofilo, per quanto molto evoluto.

Nel Veronese e nel Vicentino è abbastanza frequente e diffuso il troglo- bio Androniscus degener Brian, mentre finora non fu segnalato (che io sap- pia) lo Spelaeonethes Briani. E’ certo strano che quest’ ultima specie, diffu- sa nel Trentino, manchi nelle provincie finitime, nel mentre da noi manche- rebbe |’ Androniscus degener. Forse ricerche future amplieranno e sovrap- porranno |’ area di distribuzione di ambedue queste specie.

Ricordo ancora come nella Val del Brenta sarebbe presente un’altra specie di Spelaeonethes, lo S. nodulosus Verh., la cui descrizione però lascia parecchio a desiderare.

Gli esemplari trentini da noi trovati fanno ponte di passaggio tra la Val del Brenta (Grotta Parolini presso Oliero, località tipica dello S. nodu- losus) e le località bresciane, facendo sorgere il dubbio che lo S. Briani possa rientrare nell’ ambito della specie S. nodulosus. ‘Tale interessante quesito potrà venir risolto dallo studio accurato di esemplari provenienti dalla Grot- ta Parolini, confrontati con esemplari trentini e lombardi.

*

Armadillidium (Marginiferum) germanicum Verh. * - Caverna II ai

Fortini N. 236 V. T. (12-VII-41, una femmina).

Tracheoniscus arquatus B. L. * - Le Spurghe II N. 238 V. T. (3-VII-41), Bus de la Padela N. 216 V. T. (19-XI-33); Caneva Sguerza N. 217 V. T. (1-X-41); Bus del Parolet N. 152 V. T. (29-III-42). Eutroglofilo.

x

38 2 _ CESARE CONCI

. Tracheoniscus Pierantonii Arc. * _ Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41), un maschio. . Cylisticus plumbeus Verh.

*

“Crotti Al Form NOVE TANA:

Cylisticus convexus De Geer * - Grotta centrale del Ghello N. 214 V. "1 (2-VIII-39), quattro femmine.

CROSTACEI ANFIPODI

Niphargus stygius Schiödte sensu lato - Bus de le Guane N. 106 V. T. (18-X-41), alla base del pozzo, due es. Solamente due es. immaturi di Niphar- gus vennero finora catturati. Ciò in causa delle scarse e superficiali ricerche effettuate nelle nostre acque sotterranee, che sicuramente albergano fauna ben più ricca.

Da notare inoltre che il Bus de le Guane non contiene acque perenni, ma in.certi periodi dell’ anno solo stillicidio. I Niphargus furono infatti tro- vati in due piccole fossette, che essi stessi s’ erano scavati nell’ argilla umida.

ARACNIDI

Un primo lotto di Aracnidi fu determinato da Reimoser, che pubblicò nel 1934 una lista di specie. Qualche Scorpione e Pseudoscorpione fu sfu- diato rispettivamente da Capra e Menozzi, nel mentre Kratochvil descrisse l Ischyropsalis Strandi. Due citazioni sono di Roewer. Ma il materiale di gran lunga più abbondante fu visto da Di Caporiacco, a cul deve un recen- tissimo lavoro (1950b), al quale rimando per ulteriori notizie.

ARACNIDI SCORPIONI

Euscorpius italicus italicus Herbst * - Bus de la Padela N2216::9. EL. (1-X-41), 1 es.

Euscorpius carpathicus BT C. L. K. - Bus del Parolet N. 152 V. T. (e non Bus del Pardet come cita Di Caporiacco 1950a pag. 198) (29-III-42), un es. adulto, che stava cibandosi di un Troglophilus, nella zona interna.

Euscorpius carpathicus L. subsp. - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41), un es. giovane. |

ARACNIDI PSEUDOSCORPIONI

Gli pseudoscorpioni sono bestiole piuttosto rare ed il numero dei rin- venimenti è sempre scarso, non ostante che molte specie siano troglofile ed anche troglobie.

Neobisium mnscorum muscorum Leach - Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (24-VII-42), un es. tra le foglie alla base del pozzo. Det. Di Cap.

Neobisium trentinum treniinum Beier - Bus del Bilbom N. 211 V. T. (10-IV-42), un es. nella zona d’ ingresso, sotto i sassi. Det. Di Cap.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 39

Ronchus Stussineri E. Sim. * - Lonta II di Pietra N. 224 V. T. (16-VI-41), tre es.; Pozzo di Prà Bertoldo N. 226 V. T. (8-VIII-40), nel fitosaprodetrito alla base del pozzo. Specie rara, ma già nota di altre caverne. Det. Menozzi.

Parablothrus Concii Di Cap. - Bus del Parolet N. 152 V. T. (40-V-42), alcuni es. raccolti da Conci e Galvagni nella cameretta terminale, tra la terra umida, in vicinanza di un’ esca. Specie cieca, forse troglobia, ncta di que- si unica località.

Chelifer nodosus Schr. * - Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40), un es. tra le foglie ammucchiate all’ ingresso. Specie che non mi risulta cattur ata in altre grotte. Det. Menozzi.

ARACNIDI RAGNI

. Eresus niger Petagna - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (30-IX-31), un maschio, cit. Reimoser. Amaurobius Erberi Keys. - Le Spurghe III N. 238 V. T. (3-VII-41); Bus del Pero (21-I-40, 6-V-42). Troglosseno. Pholcus phalangioides Füssli - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (14-IV-41, 5-VI-41); citato anche da Roewer; Grotta II ai Fortini N. 236 V. T. (17-I-43); Bus del Pero (6-V-42). Eutroglofilo, noto di molte grotte.

Dysdera Ninnii Can. - Covelo presso S. Colombano N. 157 V. T.; Bus del Pero N. 218 V. T. (21-I-40).

Drassodes sp. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. rT. (31-I-32), un pullus, cit. Reimoser.

Tegenaria Derhami Scl. - Bus de la Padela N. 216 V. T. (1-XI-39).

Tegenaria silvestris C. L. K. - Bus del Buldo N. 206 V. T. (28-I11-32), cit. Reimoser; Grotta Battisti N. 125 V. T. (5-IX-47).

Tegenaria campestris C. L. K. - Bus del Buldo N. 206 V. T. (10-IV-32). Le Tegenaria possono essere considerate troglofile.

Cicurina cicur F.- Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (6-IX-31); Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (20-IX-31). Cit. Reimoser.

Coelotes sp. - Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (3-VII-32).

Trochosima terricola Thor. - Goa del Fausior N. 74 V. T. (8-X-28). Troglossena.

Robertus lividus Bl. - Bus del Pero N. 218 V. T. (21-1-40). Troglofilo.

Pholcomma gibbum Wstr. - Bus del Pero N. 218 V. T. (21-I-40). Muscicolo.

Nesticus eremita italicus Di Cap. - Pozzo Poline N. 219 V. T. (18-V-39); Grotta di Giusse N. 13 V. T. (14-IV-41, 5-VI-41); Bus de la Padela N. 216 . T. (19-XI-33, 29-VII-39, 3-IV-40, 1-X-41, 28-IX-42); Bus del Parolet N. 152 V. T. (10-IV-31, 22-XII-39, 29-III-42, 10-V-42, 2-III-46); Covelo presso S. Colombano N. 157 V. T. (7-IV-38); Bus del Pero N. 218 V. T. (29-X-39, 91-I-40, 6-V-42); Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (3-Xi-39); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46). Specie nettamente eutroglofila, nota di moltissime grotte. Si spinge volentieri anche nelle parti più interne.

40 | CESARE CONCI

Nesticus idriacus Roewer - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (5-VI-29), leg. Strasser. Specie descritta per grotte triestine e venete. Cit. Roewer.

Diplocephalus cristatus Bl. - Le Spurghe III N. 238 V. T. (3-VII-41).

Porrhomma pygmaeum Proserpina E. Sim. - Bus de la Padela N. 216

. T. (29-VII-39,.5-IV-40); Bus de le Guane N. 106 V. T. (1-V-33, 18-X-41);

Bis del Diaol N°29 VT 127-VOI-47):. Grotta ar Fortini N. 2 V.T.

(12-VII-41); Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41); Bus dei Gobo Onzera

N. 207 V. T. (1-XII-32, 5-XI-33); Abisso di Lamar N. 5 V. T. (15-IX-48);

Bus a la Gola N. 128 V. T. (26-IX-33). Eutroglofilo, noto di moltissime grotte.

Centromerus tridentinus Di Cap. - Busa dei Teeri N.183 V. T. 24-IV-423, Specie nota di quest’unica localita. Troglofila?

Centromerus pabulator Cambr. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (81- -[-32), cit. Reimoser.

Leptyphantes tenuis Bl. - Le Spurghe III N. 235 V. T. (3-VIH-41).

Troglohyphantes Zorzü Di Cap. - Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (9-II-41, 12-VII-41); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (1-XII-32, 5-XI-33); Abisso di Lamar N. 5 V. T. (13-IX-48). Specie descritta nel 1938 da Di Caporiacco su es. del Buso del Meo nei Lessini Veronesi. Appare ampiamente diffusa nel Trentino, pero solo in grotte profonde ed umide. Da Reimoser 1934 esemplari del Bus del Gobo Onzera (31-I-32) e del Bus del Bilbom N. 211

T. (27-IX-31) erano stati determinati Tr. Ghidinii Lessert. La determi- nazione fu in seguito mutata in Tr. Sordelli Pavesi, ma con tutta probabi- lita si trattava invece di questa nuova specie.

Troglobia, nota solo delle grotte sopra citate.

Aare stesso genere appartengono due Lie del Bus a la Gola N. 128 . (26-IX-33).

Meta Menardi Latr. - Caverna Pianetti N. 221 V. T. (8-1.42); Le Spur- ghe II N. 237 V. T. (14-1-42); Le Spurghe III N. 238 V. T. (3-VII-41, 29-XII-41); Bus de la Padela N. 216 V. T. (3-IV-40, 28-IX-42, 30-IX-42); Caneva Sguerza N. 217 V. T. (1-X-41, 26-IX-41); Bus del Buldo N. 206 V. T. (10-IV-32); Bus de la Vecia N. 3 V. T. (20-VII-30, 29-V-32, 15-If-42); . Bus del Parolet N. 152 V. T. (13-I-31, 10-IV-31, 28-I-46); Grotta ai Fortini N. 2 V. T..@42-I-41, 12-VIT41); Caverna. II ai. Fortini N. 236 V. T. (12-VII-41); Pedrazzerloch N. 210 V. T. (12-X-30); Grotta cenirale del Ghello N. 214 V. T. (2-VIII-39); Grotta nord del Ghello N. 213 V. ï. (9-VIII-38, 27-XII-39); Lonta II di Pietra N. 224 V. T. (2-VII-40); Lonte del Moietto, pozzo III N. 159 V. T.; Bus del Bilbom N. 211 V. T. (10-IV-42); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (31-I-32, 10-IV-42); Bus di Pissavacea N. 34 V. T. (16-IX-38, 17-VIII-40); Chelda Platt N. 129 V. T. (24-VIII-40); Abisso di Lamar N. 5 V. T. (13-IX-48, 23-IX-48); Bus a la Gola N. 128 V. T. (26-IX-33).

Eutroglofilo, diffusissimo nelle grotte italiane. Si tratta delia specie di ragno di gran lunga più comune nelle nostre caverne. Spesso si rinviene la femmina col suo grande bozzolo di uova.

Meta Merianae Scl. - Bus del Buldo N. 206 V. T. {10-IV-32).

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 41

Araneus bituberculatus Wlk. - Caverna militare sul Chegul (Trento, 15-V-32). Troglosseno.

Apostenus fuscus Westr. - Covelo presso S. Colombano N. 157 V. T. Troglosseno.

Philodromus aureolus CL + Basa dei Teer: N, 183-9. Fe 24V 423 Troglosseno.

| Philodromus laevipes L. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (3.82, cit. Reimoser.

Misunema vatia Cl. - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41). Tro- glosseno. |

Evophrys frontalis WIk. - Bus del Pero N. 218 (21-I-40). Troglosseno.

Saitis barbipes E. Sim. - Bus de la Vecia ENT. (20-VII-30), dei. Di Cap., cit. Cadrobbi 1934. Troglosseno. ice: |

ARACNIDI OPILIONI

Trogulus nepaeformis Sel. - Pozzo Poline N. 217 .V. . (18- Vv 39). Cita! 6 gia di caverna, però è semplicemente troglosseno.

Nemastoma chrysomelas Herm. - Bus del le Guane N.106 V. T, \23-V=32, 21-V-33, 2-I-37), alcuni es. sulle pareti, anche nella parte DI interna. En- troglofilo, già noto di numerose grotte.

Ischyropsalis n Krat. - Grotta dei a N. 64 V. T. (23-X-34); Bus del Pero N. 218 V. T. (6-V-42); Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. 'T - (3-VIT-32). Reimoser and aveva determinato gli Ischyropsalis del Bus de la Nef de le Coe (9-VIII-31) come 1. hellwigi Panz. Questa citazione va dun- que corretta in J. Strand.

Nel 1936 Kratochvil descrisse I’ J. Strandi su una femmina da «Grotta sul Monte Baldo, 1500 m., presse Malga Pratto ». Si tratta evidentemente della Groita dei Cervi, ma ignoro chi alîbia raccolto e mandato a Kr atochvil questo esemplare.

Appare ora che questo /schyropsalis, cieco o con deboli traccie oculari, abita una vasta zona trentina, estendendosi anche in provincia di Verona, sia sul Monte Baldo che sui Lessini. Non è stato finora trovato fuori grotta e probabilmente è troglobio o almeno elltrogiatilo,

Mitops morio cinerascens C. L. K. -.Pozzo II an NEAR, (24-VII-42). Troglosseno. |

Nelima aurantiaca E. Sim. -. Caverna Lambers N. 220 V. T. (7-1-49): Le Spurghe III N. 228 V. T. (3-VII-41); Bus de la Padela N. 216. V. ‘I (1-X-41); Bus del Buldo N. 207 V.T. (19-VI-40); Caverna militare sul Bren- tegano (Zugna, 24-III-40); Grotta Nord del Ghello N. 213 V. 'T. (27-X11-39); Bus del Bilbom N. 211 V. T. (10-1V-42); Abisso di Lamar’ N. 5 V. T. (13-IX-48, 16-VIII-49). Sulle pareti, anche in ‘zona completamente soscuta.

Esemplari dell’ Abisso di ‘Lamar erano parassitizzati da Acari rossi. Specie eutroglofila, nota già di molte cavern.e

42 CESARE CONCI ARACNIDI ACARI

Delle nove specie di Acari riscontrate, le quattro specie del genere Para- situs sono abitatrici del fitosaprodetrito, Dameosoma e Galumna sono muscicole, nel mentre le rimanenti sono parassite di vertebrati.

Parasitus coleoptratorum L. * - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII- 42); Le Spurghe III N. 238 V. T. (29-XII-41); Bus de le Guane N. 106 V. T. (4-VI-33, 2-I-37); Busa dei Teeri N. 183 V. T. (24-IV-42); Bus del Pero N. 218 V. T. (29-X-39); Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (17-VII- 39); Bus del Bilbom N. 211 V. T. (8-I-33); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (11-XII-32); Bus de la Nef di Val Orsara N. 228 V. T. (28-VIII-40); “Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40).

E’ la specie più comune, nota pure per molte caverne di altre regioni. Soprattutto abbondante nel fitosaprodetrito alla base dei pozzi o ammuc- chiato all’ inizio di cavità discendenti (Bus del Pero, Zahnloch).

Parasitus intermedius Berl.* - Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (9-Ib5-41); Pozzo di Prà Bertoldo N. 226 V. T. (8-VIII-40); Caverna militare presso la Spaccata (Lavarone, 10-VIII-40). Anche questa specie è nota per molte grotte italiane.

Parasitus exilis Berl.* - Bus del Parolet N. 152 V. T. (29-III-42), nel guano; Bus del Pero N. 218 V. T. (13-V-42). Pare che sia la pfima volta che viene trovato in grotta.

Parasitus lunarius Berl. * - Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (24-VII-42); Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (6-VII-39); Caverna di Pian Con- folin, non a Cat. (9-VIII-41).

Dameosoma nodipes (K) Berl.* - Zatmtoch No Bo OF: (21-VII-40). Specie muscicola, trovata nel detrito presso I’ ingresso.

Galumna elimata Koch* - Caverna militare al Forte di Someda (Val di Fassa, Moena, 9-VIII-41). Muscicolo, mai trovato in grotta in Italia.

Liponyssus uncinatus Can.* - Le Spurghe II N. 237 V. = (25-1-42), su Rhinolophus ferrum equinum; Bus del Parolet N. 152 V. T. (28-I-46,, idem.

Ixodes vesperlilionis Koch - Le Spurghe II N. 237 V. T. 25-42), su Rhinolophus ferrum equinum; Bus del Parolet N.152 V. T. (3-IV-42), id.; Bus del Parolet N. 152 V. T. (29-III-42), sulle pareti; Caverna militare sul Brentegano (Zugna, 24-III-40), id.; Bus de le Pegore N. 155 V. T. (5-VI- 31), id.; Bus del Pero N. 218 V. T. (6-V-42). Reimoser lo cita del Bus del Parolet (10-IV-31, un maschio) sotto il sinonimo Eschatocephalus graci- lipes Frauenf.

Questo Ixodidae è parassita di Pipistrelli, ma spesso si trova pure vagante sulle pareti. citato di moltissime caverne.

Hyalomma aegyptium L.* - Caverna militare a Costa Violina (Rove- reto, 5-V-37). Questo /xodidae ad amplissima distribuzione è parassita di pressoché tutti i Mammiferi domestici, da uno dei quali sara stato pro- babilmente abbandonato nella caverna. Non mi risulta ancora citato per altre grotte.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 43

MIRIAPODI

Prima del 1934 manca qualsiasi citazione di Miriapodi cavernicoli trentini. Infatti l unica grotta «Bus de la Bela», che Manfredi 1932 a e 1932 b ascrive alla euere Tridentina, si trova invece in provincia di Belluno.

Poche specie, determinate dal prof. Silvestri, sono citate in Cadrobbi 1934 e 1938. nel mentre Manfredi 1940 elenca due altre specie, raccolte da Boldori. Un lotto più notevole di materiale fu studiato da Verhoeff 1941. Abbiamo infine l’importante e recentissimo lavoro di Manfredi 1948 a, dal quale traggo tutte le citazioni non altrimenti commentate.

Per ulteriori osservazioni rimando alla bella serie dei dieci lavori della Manfredi sui Miriapodi cavernicoli.

In totale si conoscono ora per le caverne della Venezia Tridentina ven- totto forme di Miriapodi. La maggioranza delle specie sono note anche di sedi epigee, ma ben otto forme finora non furono mai eg fuori delle caverne.

Essendo i Mir japodi animali viventi nel terriccio, sotto le foglie, tra i detriti, è facile capire come si ritrovino pure in analoghi ambienti aila «base dei pozzi o dei crepacci. Pertanto la maggioranza delle specie vanno considerate come eutroglofile.

Sono stati trovati da noi per la prima volta. in sede ipogea: Glomeris outtulata, Polydesmus edentulus vajolettanus, Pol. ed. bidentatus angu- stisrum, Prionosoma Canestrinii, Scolioplanes acuminatus italicus, Litho- bius latro. Il Cryptops croaticus baldensis ed il Polybothrus dubius, de- scritti come nuovi, non presentano però caratteri di veri troglobi.

Invece possono essere ritenuti troglobi il Serradium hirsutipes, Ty- phioiulus bericus, Trogloiulus Coneü, Trogloiulus Boldorii (= Tamani- nii), Polybothrus cerberus brentanus. A questa categoria avvicina pure la Gervaisia Fabbrit.

Per molti esemplari la determinazione s’ è dovuta arrestare al genere o alla famiglia, causa la mancanza di maschi: tralascio, per la loro scarsa importanza, tali eitazioni. |

Particolare interesse rivestono invece esemplari troglobi catturati al Bus/de la Nef de le Coe, che Verhoeff riteneva potessero appartenere ad un nuovo genere, affine ad Atractosoma, non descritto per la mancanza di maschi.

Glomeris guttulata Latr. - Le Lonte del Moietto, Pozzo-IHI N. 159 V.

T. (11-V-30), tra il detrito, alla base del pozzo. Determinato da Silvestri e . citato da Cadrobbi 1934.

Glomeris connexa C. K.* - Le Busole N. 147 V. T. (14-VI-31), tra il detrito al fondo del crepaccio. Det. da Silvestri.

Gervaisia Fabbrü Verh. - Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40), nel fito- saprodetrito ammucchiato nei primi metri. La specie, a quanto mi consta, e nota solo di grotte (Friuli, Veronese, Lombardia), ma probabilmente non e troglobia, bensi eutroglofila.

44 CESARE CONCI

Polydesmus edentulus edentulus Verh. - Bus del Barbaza N. 150 V. T. (26-X-41); Bus del Parolet N. 152 V. T.; Grotta ai Fortini N. 2 V. T.: Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (2-X-40). All’ interno, su esche.

Polydesmus edentulus brembanus Verh. - Lonta III di Pietra N. 225 V. T. (11-VI-41). Ji Verhoeff 1941 attribuisce a questa forma esemplari del Bus de la Padela N. 216.V. T.; Bus del Parolet N. 152 V. T. e Grotta Cen- trale del Ghello N. 214 V. T. |

Polydesmus edentulus vajolettanus Verh. - Bus de le Guane N. 106 V. T. (18-X-41).

Polydesmus edentulus bidentatus angustiarum Verh. - Busa dei Teeri N. 83 V. T. (24-IV-42), alla base del pozzo, fra il detrito.

Esemplari del Bus de la Nef de le Coe N. 150 V. T. (9-VIII-31) furono determinati da Silvestri come Polydesmus edentulus K. (cit. Cadrobbi 1938); così pure da C. Strasser esemplari della Camerona N. 120 V. T. (cit. Manfredi 1940).

Serradium hirsutipes Verh. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (1-I- 37).2 2 su esche; Bus del Bilbom N. 211 V.. T., 2 9. Questa notevolissima specie troglobia, di grande interesse zoogeografico, descritta dal Verhoefl del Bus del Gobo Onzera e trovata poi nel vicinissimo Bus del Bilbom, fu rinvenuta recentemente in abbondanza. nel Buso della Dona, sui Lessini veronesi (Manfredi 1948 b).

Prionosoma Canestrinit Fedr. - Bus del Barbaza N. 150 V. T. (26-X- 41); Bus de la Padela N. 216 V. T. Aa Li fulviceps Att. - Lonta I e III di Pietra N. 223 e 225 . (11-VI-41),

BEN are major Bigl. - Lonta I di Pietra N.223 V. T. 11-VI- |.

41), tra il detrito.

Typhloiulus bericus Manfr. - Bus de le di N. 106 V. (18-X-41 | 1 2). La determirazione è un po’ dubbia. La specie, nr troglo- bia, era nota di due grotte del Veneto.

| Typhloiulus Tobias Berl. - Bus del Parolet N. 152 V. T. (2-I-40), un es. in zona oscura. Determinato dal Verhoeff. Specie troglofila, nota di tre

grotte venete e di Cesuna (Asiago) in sede epigea.

Trogloiulus Concii Manfr. - Grotta ai Fortini N. 2 V. T., all interne, su esche; forse la stessa specie al Bus del Bilbom N. 211 V. T. (9-VII-31). Specie troglobia, nota di queste sole località.

Trogloiulus Boldorii Manfr. - Bus de la Padela N. 216 V. T. (25-Xil- 33, su esche; 2-XII-36; 29-III-39); Bus de le Guane N. 106 V. T. ‘21-V-38, 4-VI-33; 2-I-37); Bus del Parolet N. 152 V. T. (4-VI-32). Tutti questi esem- plari vennero descritti dal Verhoeff 1941 come la nuova specie Trogloiulus Tamaninii, che Manfredi 1948 a considera sinonima del Tr. Boldorit. La specie, troglobia, si stenderebbe pertanto dal bresciano alla sinistra dell’ Adige.

Iulus sabulosus L. - Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (9-VIII-31). Det. da Silvestri e citato da Cadrobbi 1938.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 45

Scolioplanes acuminatus italicus Verh. - Le Spurghe III N. 238 V. T. (3-VII-41); Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40); nel fitosaprodetrito.

Scolioplanes crassipes crassipes Verh. - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41); come precedente.

Cryptops croaticus baldensis Manfr. - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (24-VII-42), tra il detrito, al fondo. Forma descritta Di quest unica cavità.

Lithobius dentatus Koch - Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40), tra il detrito.

Lithobius latro Mein. - Lenta I di Pan, N. 223 V. T. (11-VI-41); tra il detrito. ibe

Lithobius piceus genuinus Koch - Busa dei Teeri N. 183 V. T. (24-IV- 42), tra 1l-detrit6: \-

Lithobius tricuspis Mein. - Busa dei Teeri N. 183 V. T. (24-IV-42); Le Spurghe III N. 238 V. T. (8-VII-41); La Camerona N. 120 V. T. (leg. Bol- dori, cit. Manfredi 1940).

Lithobius (Monotarsobius) microps genuinus Verh. - Bus del Pero N. 218 V. T.; Zahnloch N. 32 V. T. (21-V1H:-40); tra il detrito.

Polybothrus cerberus brentanus Verh. - Bus del Parolet N. 152 V. T Una 2 della stessa caverna (2-I-40, sul guano) fu dal Verhceff determi- nata Pol. cerberus genuinus. Specie probabilmente troglobia, nota solo di un paio di grotte venete e di una grotta bresciana.

Polybothrus (Parapolybothrus) dubius Manfr. - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41), tra il detrito sul fondo. Specie nota di ques unica localita; perd non presenta caratteri di troglobio.

Polybothrus fasciatus genuinus Nwp. - Pozzo artificiale ai Colpi (Fol- garia) (26-VII-40).

Scutigera coleoptrata L. - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (11-IV-41), al- l'interno, sulle pareti, in ambiente secco.

INSETTI COLLEMBOLI |

I Collemboli sono tra i più frequenti abitatori dell’ ambiente sotterra- neo. Alcune specie si rinvengono in quantità nel fitosaprodetrito alla base dei pozzi, altre abbondano sul guano o su ogni sorta di detrito, anche nelle parti più interne delle caverne. Ogni tipo di esca, carne, ossa, formaggio, ne attira in quantità.

Purtroppo le nostre conoscenze sui Collemboli NT sono così scarse e frammentarie che è al presente pressochè impossibile indicare quali specie siano troglobie vere e quali altre semplicemente troglofile o tro- glossene. In ogni modo penso che la maggior parte delle specie siano eutro- glofile. Il Dr. Gisin ritiene Onychiurus papillaeferus Stach e Pseudosi- nella Concii Gisin veri troglobi.

Sarebbe veramente augurabile che qualche nostro giovane entomologo prendesse ad oggetto della sua attività questo Ordine così interessante e su cui tanto di notevole è ancora da trovare, se tra le nostre modeste rac-

colte erano presenti 6 specie nuove per I Italia, delle quali una nuova per la Scienza.

46 | CESARE CONCI

Le specie elencate sono già state oggetto di una Nota della Tarsia in Curia (1943) e di una recentissima di Gisin (1950). In antecedenza si ave- vano solo due citazioni di Stach e Denis.

Le determinazioni della Tarsia in Curia, a quanto mi comunica in litt. il Dr. Gisin, non danno però un sicuro affidamento.

Hypogastrura sigillata Uz. - Grotta Sud del Ghello N. si NET (GT 40, 2-X-40). Det. Tarsia.

Hypogastrura Bengstoni Agren - Bus del Pero N. 218 V. T. (3-V-42). | Det. Gisin. Nuovo per I Italia.

Onychiurus sibiricus Tullbg. - Covelo di Rio Malo N. 12 V. T. (10- VIII-40). Specie nota per I’ Italia di questa sola località. Det. un

Onychiurus armatus Tullbg. - Grotta Battisti N. 125 V. T. (3-IX-47). Det. Gisin.

Onychiurus Den L. - Bus de la Padela N. 216 V. T. (28-IX-42): Bus del Diaol N. 29 V. T. (= Grotta di Ceniga) (27-VIII-47 e citato da Stach); Bus del ne > 911 V. T. (11-VIII-39 e 31-VII-42); Grotta Bat- tisti N. 125 V. T. (3-IX-47). Det Gisin e Tarsia.

Onychiurus papillaeferus Stach - Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (20-IX-31 e 18-IX-32), molti es.. Troglobio noto finora per un unico ma- schio dalla Wendellucke-Höhle nella Bassa Austria. Det. Gisin.

Folsomia quadrioculata Tullbg. - Bus de la Nef di Val DES N. 228 V. T. (23-VIII-40). Det. Tarsia.

Isotoma 12-oculata Denis - Bus. de la Nef di Val Orsara N. 228 V. T. ‘(28-VIII-40). Det. Tarsia.

Isotoma violacea Tullbg. - Grotia Sud del Ghello N. $15 Vv (6-I-40, 2-X-40); Pozzo di Prà Bertoldo N. 226 V. T. (8-VIII-40). Nota per ! Italia di queste sole località. Det. Tarsia.

Isotoma viridis Schött. - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (24-VIII-42). Det. Gisin.

Lepidocyrtus one Bourlet - Covelo presso S. Colombano N. 15; V. T.; Bus del Pero N. 218 V. T. (6-V-42); Bus del Bilbom N. 211 V. T. (10- IV- 49): Bus de la Nef di Val Orsara N. 228 V. T. (28-VIII-40). Det. Gisin e Tarsia.

Pseudosinella 12-punctata Denis - Bus de la Padela N. 216 V. T. (10- IV-39), cit. Tarsia; Bus del Parolet N. 152 V. T. (29-III-42, 2-III-46), cit. Gisin; La Camerona N. 120 V. T. (cit. Denis).

Pseudosinella Concti Gisin - Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (24-VII-42). Fu catturato solo un es. di questa nuova specie troglobia, nota per questa unica località. |

Heteromurus nitidus Templ. - Busa dei Teeri N. 183 V.T. (24-IV-42); Bus del Diaol N. 29 V. T. (27-VIII-47); Bus del Parolet N. 152 V. T. (22- XII-39, 2-I-40, 29-11-42, 2-III-46); Grotta centrale del Ghello N. 214 Nr (17-VII-39, 3-XI-39, 7-IV-46); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (6-I-40 e 2-X-40); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46 e 5-X- 4} Covelo di Rio Malo N. 12 V. T. (10-VIIL-40); Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40), Caverna militare presso la Spaccata (Lavarone, 10-VIII-40); Caverna mi-

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 47

litare sotto la cima del M. Rust (Lavarone, 24-VIII-40). Specie molto fre- quente e diffusissima nelle caverne. Det. Gisin e Tarsia.

Tomoceros minor Lubb. - Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (24-VII-42); Pozzo della Neve N. 31-V. T. (24-VII-42); Lonta II di Pietra N. 224 V. T. (2-VII-40); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46). Det. Gisin e Tarsia. =

Tomocerus minutus Tullbg. - Caverna di Acquaviva NES VE. (De VII-46, 5-X-46). Specie nuova per l’Italia. Det. Gisin. |

Tomocerus (Pogognatus) flavescens Tullbg. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46, 5-X-46);Zahnloch N. 32 V. T. (21-VIII-40). Det. Gi- sin e Tarsia. |

Paratomocerus Pierantonii Tarsia - Zahnloch N. 32 V. (21-VIII-40). Det. Tarsia. Il Dr. Gisin ritiene che questa specie probabilmente sia un comune Tomocerus giovanissimo. |

INSETTI DIPLURI

Plusiocampa Grandii Silv. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (31-I- 32, 21-II-32, 10-IV-42). Questa specie, troglobia, descritta da Silvestri 1933, è nota di quest’ unica località. Si rinviene non frequente neile parti infe- riori più interne, sotto i sassi. Una sottospecie è stata invece recentemente descritta da Condé per una grotta del Varesotto. |

InsETTI TISANURI

Le poche specie di Tisanuri raccolte non sono state ancora determi- nate.

INSETTI BLATTOIDI

Ectobius vittiventris Costa - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (18- VII-46).

Ectobius sp. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-X-46, due larve; 5-I-50, una larva).

Gli Ectobius vivono normalmente tra le foglie marcescenti del sotto- bosco; in analogo ambiente vennero trovati nel cumulo di fitosaprodetrito alla base del pozzo d’ accesso nella grotta d’ Acquaviva.

INSETTI ORTOTTERI

Sugli Ortotteri cavernicoli trentini abbiamo i due lavori di Conci e Galvagni 1943 e Galvagni 1947, ai quali rimandiamo per maggiori notizie.

Le specie catturate sono ben 14. Troglophilus neglectus e cavicola vanno considerati come eutroglofili molto specializzati, dato che il loro rinvenimento all’ aperto è rarissimo. Gryllomorpha dalmatina è pure eu- troglofila, ma con grado minore di specializzazione. Le rimanenti specie sono troglossene; maggiori tendenze verso la vita cavernicola presentano

48 CESARE CONCI

Pholidoptera aptera e Ph. griseoaptera, che vennero trovate ripetutamente in caverne trentine e che sono note anche di pozzi bresciani.

. Barbitistes serricauda Fabr. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5- VII-46, 18-VII-46).

Tettigonia cantans Fuessly - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (18- VII-46). ratti

Antaxius pedestris F.* - Grotta dei Traditori N. 164 V. T. (3-VIII- 50).

Yersinella Raymondi Yers. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-X- 46). |

Pholidoptera aptera Fabr. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (16- XII-29, 5-VII-46, 18-VII-46). | |

Pholidoptera griseoaptera De Geer - Caverna Casieliar della Groa N. 205 V. T.; Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (16-X11-29).

Troglophilus cavicola Koll. - Voragine Val del Monte, non a Cat. (29- IV-28); Caverna Perotti N. 45 V. T. (8-IV-28); Caverna Lambers N. 220 V. T. (23-X-32, 8-I-42); Caverna Pianetti N. 221 V. T. (8-I-42); Grotta del Colombo N. 144 V. T. (16-22-XI-1881); Bus del Buldo N. 206 V. T. (10-IV- 32); Bus de la Vecia N. 3 V. T. (15-11-42); Bus de le Guane N. 106 V. T. (28-VII-29, 19-XI-30, 2-I-37, 15-X-41, 18-X-41); Caverna militare Margone - Romagnano (Trento, 21-IV-29); Caverna Margone N. 109 V. T. (21-IV- 29); Bus dell’ Anghiana (Sardagna, 28-III-30); Caverna a Sardagna (Tren- to, 4-IV-32); Bus del Parolet N. 152 V. T. (14-IV-31, 29-Ill-42, 3-IV-42); Covelo presso S. Colombano N. 157 V. T. (21-IV-38); Pedrazzerloch N. 210 V. T. (12-X-30); Bus del Pero N. 218 V. T. (6-V-42, 13-V-42); Lonta II di Pieira N. 224 V. T. (2-VII-40): Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (29-IX- 31); Bus del Bilbom N. 211 V. T. (18-X-32, 10-IV-42); Caverna d’ Acqua- viva N. 83 V. T. (16-XII-29, 5-X-46, 5-I-50); Caverna militare Doss Fornas (Mattarello, 30-XII-29); Caverna militare Brincafalla (Mattarello, 30-X{I- 39); Zahnloch N. 32 V. T. (7-IX-40); Bus di Pissavacca N. 34 V. T. (16-IX- 38, 24-VIII-40); Caverna militare sul Chegul (Trento, 15-V-32); Bus de le Anguane N. 119 V. T. (23-IV-42); Abisso di Lamar N. 5 V. T. (19-XI-27, 13-IX-48, 15-VIII-49); Bus de la Spia N. 21 V. T. (27-I-29); Grotta del Fau- sior N. 74 V. T. (28-X-28).

Si tratta deli’ eutroglofilo più diffuso da noi: infatti risulta catturato in ben 25 grotte, oltre ad alcune caverne militari.

Troglophilus neglectus Krauss - Voragine Val del Monte, non a Cat. (29-IV-28); Caverna Pian del Ristor N. 49 V. T. (18-III-28); Grotta del Colombo N. 144 V. T. (16-22-XI-1881); Bus de la Padela N. 216 V. T. (3- IV-40, 30-IX-42); Caneva Sguerza N. 217 V. T. (1-XI-39); Caverna Ca- stellar de la Groa N. 205 V. T.; Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (7-X-40); Bus del Parolet N. 152 V. T. (22-XII-39); Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (18-11-40); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (6-I-40); Bus del Pero N. 218 V. T. (10-XI-39, 6-V-42, 13-V-42).

. Nemobius sylvestris Bosc. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII- 46). |

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 49

Gryllomorpha dalmatina Ocks. - Grotta di Giusse N. 13 V. THAN 41); Grotta del Colombo N. 144 V. T. a Bus del Barbaza N. 150 V. T. (26-X-41); Caneva Sguerza N. 217 V. T. (1-XI-39).

Aerydium bipuctatum L. (sin. A. dee Saulcy) - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42).

Chrysochraon brachypterus Ocks. - Caverna di SEA Nba V: T. (5-VII-46, 18-VII-46).

Gomphocerus rufus L. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46).

Calliptamus ictericus Serv. - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (- X-46).

INSETTI CORRODENTI

I pochi esemplari raccolti non sono stati ancora determinati.

INSETTI RINCOTI

Ben pochi Emitteri sono stati finora catturati in caverne. Non mi ri- sulta che le specie sotto citate siano mai state trovate in ambiente ipogeo. E’ probabile che tutte siano semplicemente eutroglossene, ad eccezione di Raglius e Trapezonotus (fam. Ligaeidae) che vivono tra il detrito.

Charagochilus Gyllenhali Fall.* - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. _ (5-1-50).

Dicyphus flavoviridis Taman. - La Camerona N. 120 V.T. Descritto nel 1949 da Tamanini su esemplari da lui trovati su piante di Salvia glu- . Hinosa crescenti nella prima parte dell’ antro. |

Raglius pini L. - Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (9-VIII-31). Citato da Cadrobbi 1938.

Trapezonotus dispar Stal f. alpina Gulde* - Bus de la Bott, non a Cat., leg. Perini. Non conosco la posizione e le caratteristiche della cavità, che perlanto non ho citato nell’ elenco delle caverne.

Thyreocoris scarabaeoides L.* - Caverna d’ Acquaviva N. 83 V. T. (5-I1-50). Un es. morto.

Cixius pilosus Oliv. * - Bus del Parolet N. 152 V. T. (3-IV-42), all’ in- terno, in zona oscura, sulle pareti.

Cixius nervosus L.* - Bus del Pero N. 218 V. T. (6-V-42).

Philaenus spumarius L.* - Bus del Pero N. 218 V. T. (21-I-40); Grot- ta di Giusse (5-VI-41). Solo larve.

Euscelis sp.“ - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41), una femmina.

Empoasca sp.“ - Caverna d’ Acquaviva N. 83 V. T. (5-1-50), due fem- mine. = |

Eupteryx sp.* - Caverna d’ Acquaviva N. 83 V. T. (5-I-50), due fem- mine.

Erythroneura sp.* - Caverna d’Acquaviva N. 83 V. T. (5-1-50), sei femmine.

50 CESARE CONCI ©

INSETTI TRICOTTERI

Un primo lotto di Tricotteri, raccolto soprattutto da Tamanini, fu de- terminato da Moretti, che ne diede notizia in Moretti 1936 e 1937. Un secondo lotto fu determinato nel 1940 e pure di essi diede notizia Moretti 1944. Qualche altro esemplare fu determinato in epoca più recente.

Sui Tricotteri di caverna abbiamo ben cinque lavori di Moretti che, avendo potuto esaminare abbondante materiale di molte regioni italiane, ebbe possibilità di discutere ampiamente sugli strani rapporti tra Tricot- teri e caverne, senza peraltro però giungere ancora ad una soddisfacente spiegazione del fenomeno. |

Per quanto riguarda la nostra regione, Tricotteri furono sn solo _in dieci caverne, su un’ ottantina, cioè in una percentuale di poco piü del 10 %. Degli es. raccolti nel Bus del Buldo (cit. Cadrobbi 1934) e Bus del Meriz (cit. Boldori 1948), non ho le determinazioni esatte. Mi mancano ancora le determinazioni degli es. dell’ Abisso di Lamar.

La massima parte di queste caverne sono a quota elevata (oltre i 1000 m.), assai umide e spesso anzi percorse da acqua corrente.

Ecco le caratteristiche principali dei biotopi: Pozzo Poline, quota circa 500, pozzo di m. 9; Bus del Buldo, q. 850, orizzontale, umido; Bus del Bilbom, q. 1120, orizzontale, con torrente; Bus del Gobo Onzera, q. 1295, pozzo, poi diramazioni, umido; Bus del Bech, q. 1700, ascendente, acqua corrente; Bus del Bech II, q. 1670, orizzontale, assai umido; Abisso di Lamar, q. 746, discendente, con acqua; Gana del Dossom, q. 1809, orizzontale, umida; Bus del Meriz, q. 1470, orizzontale; Grotta Battisti, gq. 1880, orizzontale, assai umida. Pertanto, o ce è acqua oppure umidità molto forte e stillicidio abbondante. Fa eccezione il Pozzo Poline ed il Bus del Meriz, che pare siano piuttosto secchi, ma sui quali non ho osserva- zioni personali. Le caverne, almeno per il tratto in cui furono trovati 1 Tricotteri, sono più o meno orizzontali; fa eccezione Pozzo Poline e Bus del Gobo Onzera, che si aprono all’ esterno con un pozzo. Gli esemplari vennero catturati prevalentemente in zone completamente oscure.

Delle specie catturate Rhyacophila sp. e Dolophilus copiosus sono troglossene ed accidentali (troglossene afiletiche), non note di altre caver- ne, mentrei rappresentanti dei generi Stenophylax e Micropterna sono sub- troglofili, trovati pure in numerose altre grotte, sia italiane, che di altri paesi europei.

Rhyacophila sp. (persimilis ?) - Bus del Bilbom N. 211 V. T. (6-VIII- 3317. x Dolophilus copiosus Mc. L. - Bus del Bilbom N. 211 V. T. (5-VIII-31). Stenophylax permistus Mc. L. - Pozzo Poline N. 219 V.T. (18-V-39); Bus del Bilbom N. 211 V. T. (31-VIII-30); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (13-IX-31); Bus del Bech N. 9 V. T. (30-VII-29, 7-VIII-39, 10-VII-40). Stenophylax initis Mc. L.* - Grotta Battiati N Rave aber 1 4 nel corridoio d; ingresso. Stenophylax mucronatus Mc. L. (?) - Bus del Bech N. 9 V. T. (10-VII- 40).

Micropterna iestacea Gmel. - Caverna Vigolana (probabilmente è il Bus del Bech N. 9 V. T., 18-VI-35).

SPELEOFAUNA TRIDENTINA | 51

Micropterna nycterobia Mc. L. - Bus del Bilbom N. 211 V.T. (11-VIII-39); Bus del Bech N. 9 V. T. (30-VII-29, 7-VIII-39); Caverna Vigolana (probabil- mente coincide con precedente, 18-VI-35); Bus del Bech II N. 229 V. T. (13-VIII-40); Grotta Battisti N. 125 V. T. (5-IX-47), 1 ¢ nel corridoio d’ ingresso. |

Micropterna fissa Mc. L. - Bus del Bilbom N. 211 V. T. (24-VIII-39, o-VII-31, 11-VIII-39, VIII-40); Bus del Bech N. 9 V. T. (10-VII-40).

Micropterna sp. - Gana del Dossom N. 61 V. T. (13-V-28).

INSETTI LEPIDOTTERI

=

I Lepidotteri sono ospiti frequenti delle caverne, dove soprattutto si rifugiano nei mesi invernali, per svernare. Ma certo è molto strano come solamente pochissime specie siano rega- larmente attirate dall’ ambiente sotterraneo. Particolarmente notevole il fatto per Scoliopteryx libatrix, Triphosa dubitata e sabaudiata, Hypaena obsitalis, che si trovano molto di frequente, anzi sono note di moltissime grotte d’ Italia e d'Europa. Queste specie rientrano certo nella categoria dei subtroglofili. La causa di una così costante troglofilia, in queste poche tra le moltissime specie di Eteroceri conosciute, è ancora da stabilire. Certo merita di essere indagata con attenzione. Pure l’ Apopestes spectrum, la Nymphalis io e la Aglais urticae sono

già state segnalate di caverna, seppure raramente, e possono essere consi- derate come troglossene afiletiche. Nuova invece mi risulta essere la cita- zione per Hypaena rostralis e Autophila dilucida.

Ricordo qui come una curiosissima specie di Lepidottero troglofilo sia stata da Turati scoperta in Cirenaica (Turati 1927, pag. 320). Si tratta dell’ A pisa manettii Trti, Synthomidae che nel comportamento arieggia una blatta! Dopo queiia prima segnalazione non mi risulta che alcuno abbia più trattato di questo interessantissimo fatto, che sfuggì pure alla citazione del Wolf.

Invece un Lepidottero Tineidae, nettamente guanobio e quindi eutro- glofilo, è stato recentemente scoperto da Franciscolo, Sanfilippo e da me in alcune grotte liguri, primo esempio del genere in Italia.

Nymphalis io L. * - Pozzo Alpesina N. 84 V. T. (24-VII-42).

Aglais urticae L.* - Pozzo Alpesina N. 84 V. T. (24-VII-42).

Apopestes spectrum Esp. - Bus de la Vecia N. 3 V. T. (cit. Cadrobbi 1934); Caverna di Besenello N. 108 V. T. (22-XII-29, cit. Hartig).

Autophila dilucida Hb.* - Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (12-I-41, una femmina). 7 -

Scoliopteryx libatrix L. - Caverna Pianetti N. 221 V. T. (8-I-42); Le Spurghe HII N. 238 V. T. (29-XII-41); Caneva Sguerza N. 217 V. T. (1-XI-39); Bus de la Vecia N. 3 V. T. (15-II-42); Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (12-I-41, 17-I-43); Pedrazzerloch N. 210 V. T. (20-X-30); Bus del Pero N. 218 V. T. (29-X-39, 10-XI-39, 21-I-40); Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (9-XI-39); Grotta Nord del Ghello N. 213 V. T. (27-XII-39, 6-1-40); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (9-XI-39); Bus del Bilbom N. 211 V. TT.

52 CESARE CONCI

(10-IV-42); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. (10-IV-42); Covelo di Ric Malo N. 12 V. T. (10-VIII-40); Chelda Platt N. Fo VE (17-VHI- 40); Grotta di Castel Peso N 16 VE. (ee Hari |

Hypaena obsitalis Hb. - Bus del Barbaza N. 150 V. T. (26-X-41); Le Spurghe III N. 238 V. T. (29-XII-41); Caneva Sguerza N. 217 V. T. (1-XI-39, 1-X-41, 26-IX-42); Le Busole N. 147 V. T. (15-11-42); Grotta ai Fortini N. 2 V.T. (7-X-40, 12-I-41); Caverna II ai Fortini N. 236 V. T. (7-X-40, 17-1-48); Caverna Besenello N. 108 V. T. (22-XII-29).

Hypaena rostralis L. - Caverna Besenello N. 108 Youd: a 2%, leg. Perini, cit. Hartig.

Triphosa beds L. - Caverna Lambers N. 220 V. T. (8-I-42, 12-I-43), Caverna Pianetti N. 221 V. T. (id. id.); Pozzo II Alpesina N. 32% 17. (25-VII-42); Le Spurghe II N. 238 V. T. (29-XII-41); Bus de la Padein N. 216 V. T. (3-IV-40, 1-X-41, 28-IX-42, 30-IX-42); Le Busole N. 147 V. 7. (15-II-42); Bus de la Vecia N. 3 V.T. (15-II-42); Bus de le Guane N. 106 V.T. (15-X-41); Grotta dei Traditori N. 164 V. T. (3-VIII-50); Pozzo del Col Santo N. 25 V. T. (22-VIII-30); Bus del Bilbom N. 211 V. T. (31-VIII-39, 26-VIII-38, 10-IV-42, 31-VII-42); Bus del Bech N. 9 V. T. (13-ViII-40); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (cit. Hartig); Zahnloch N: 32 V. T. (21-VIII-40); Bus di Pissavacca N. 34 V. T. (24-VIII-40); Caverna Staloti di Fai N. 71 V. T. (cit. Hartig); Abisso di Lamar N. 5 V. T. (id.); Grotta Battisti: N. 125 VTT. Gd). |

Triphosa sabaudiata Dup. - Caverna Lambers N. 220 V. T. (12-I-43); Caverna Pianetti N. 221 V. T. (8-I-42, 12-I-43); Caverna Palone Rotonda N. 91 V. T. (24-VII-42); Pedrazzerloch N. 210 V. T. (20-X-30); Bus del Bilbom N. 211 V. T. (81-VII-42); Caverna Besenello N. 108 V. T. (22-XII-29); Grotta Battisti N. 125 V. T. (22-VIII-29).

INSETTI IMENOTTERI

Gli unici Imenotteri riscontrati appartengono ai Formicidi e sono forme troglossene, rinvenute sulle pareti dei Crepacci di Pietra e sul fondo del Pozzo della Neve, in zona umida e similluminata..

Myrmica nine Nyl. * - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42), una femmina dealata. Det. Consani.

Camponotus herculeanus L. * - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41) Det. Menozzi. |

Lasius emarginatus Oliv. * - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41). Det. Menozzi.

Formica fusca ssp. glebaria v. rubescens For. * - Lonta III di Pietra N. 225 V. T. (11-VI-41). Det. Menozzi.

Formica fusca lemani Bondr. * - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42), due operaie. Det. Consani.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 53

INSETTI COLEOTTERI

Delle 84 forme di Coleotteri rinvenute, solo 10 sono da considerare troglobie, e cioè Orotrechus, Hartigiella, Aphaotus e Neobathyscia.

Poche altre possono rientrare nella categoria degli eutroglofili (Laemo- stenus, Quedius mesomelinus, Bythinus, Pholeuonidius, Choleva, Catops e Sciodrepoides).

La massima parte dei Carabidae e Staphylinidae, come pure gli Histe- | ridae, Cryptophagidae e Ptinidae trovano nei muschi e nei detriti alla base dei pozzi o nelle prime parti delle grotte un ambiente simile al loro am- biente naturale all’esterno. Possono pertanto rientrare nella Ill Categoria di Pavan (troglosseni afiletici) oppure nella IV (trogiosseni filetiei), riu- scendo molto difficile l attribuzione all’ una piuttosto che all’ altra cate- goria. | | | Le rimanenti specie (Hydrophilidae, Byrrhidae, Elateridae, Tenebrio- nidae, Cerambycidae, Chrysomelidae, Curculionidae, Scarabeidae) vanno con- siderate completamente aceidentali, trascinate in caverna da cause esterne. Possono pertanto venire ascritte alla I Categoria (eutroglosseni) e vengono qui elencate piü che altro per scrupolo. Potrebbe darsi infatti che ulteriori rinvenimenti permettano il passaggio di qualche specie a categorie superiori. |

Per la massima parte delle specie non mi dilunghero pertanto in osser- vazioni, limitandomi a notare la categoria di più probabile appartenenza.

Carabidae

Cychrus italicus Bon.” - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42), Troglosseno.

Carabus violaceus L. subsp. obliquus Thoms. - Le Lonte del Moietto, Pozzo III N. 149 V. T. (cit. Cadrobbi); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Cadrobbi). Troglosseno.

Carabus convexus Fbr. var. dilatatus Dej. - Come precedente.

Nebria (Alpaeus) Germari Heer.* - Grotta Cesare Battisti N:195 V. T: (7-VII-45 e 7-IX-46), 4 es., leg. Perna e Tomasi. Specie nivicola.

Orotrechus Targionii Della Torre subsp. - Abbiamo solo la eitazione di Müller 1930: « Grotta di Lavarone in Val d’ Astico ». Ignoro chi abbia effettuato la cattura e la determinazione, come pure di quale cavita esat- tamente si tratti (forse è il Covelo di Rio Malo N. 12 V. T.). Pertanto il reperto va considerato con dubbio.

Orotrechus Stephani Müll. - Grotta sul M. Mandriola N. 15 V. T. Questa specie fu catturata dal Dr. Stefan Jurecek in una non meglio preci- sata « piccola grotta sulla cima del Monte Mandriola verso i 2000 m. d’al- tezza »; tale caverna, sulla quale non si ha alcun dato più preciso, di posizione, di morfologia, a quanto riporta Jeannel 1928 pag. 354, sa- rebbe stata distrutta durante la guerra 1915-18 in seguito a bombarda- mento. La specie, evidentemente troglobia, non venne, dopo quell’ unico primo rinvenimento, più catturata. |

Le stesse considerazioni valgono per l Aphaotus Stefani Breit e l Aphaotus Jureceki Breit che vennero catturati insieme dall’ Jurecek

54 CESARE CONCI

nella medesima caverna, ora distrutta, e che non vennero in seguito piu rinvenuti. Vedi perd nota in fondo a pag. 29. |

Orotrechus Stephani Müll. subsp. roboretanus Müll. - Trovato da Ta- manini al Bus del Bilbom N. 211 V. T. (19-VII-31, un esemplare morto e mutilato impigliato nell’ argilla) ed al Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (prima una femmina il 22-I-33, poi, nel 1936, tre femmine ed un maschio, tra i 30 ed i 35 metri di profondità). La sottospecie fu descritta dal Müller 1933 sulla femmina; in seguito Tamanini 1937 aggiunse la descrizione del maschio. La scarsita dei reperti conferma l’ eccezionale rarità di questa specie di Orotrechus, che viene solo all’ esca, e molto difficilmente.

Duvalius baldensis Putz. * - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42), 4 es. Troglosseno. Specie nivicola, già trovata anche in cavità a pozzo del Veronese.

Duvalius baldensis Putz. subsp. pasubianus Ggb. - Pozzo all’ Alpe Pozza N. 154 = T.; Pozzo del Col Santo N. 25 V. T.; Bus de la Nef de le Coe N, *- 160 V. . (24- VIII-30), cit. Cadrobbi.

Laemostenus elegans Dej. subsp. trentinus Ggb. - Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (17-V11-39, 2-VIII-39); DER de te: sine: Ne 10V Et Cadrobbi 1934). Troglosseno.

Laemostenus Reissi Glb. - Bus de la Padela N. 218 V. T. (10-IV-39, 28-IX-42): Bus del Buldo N. 206 V. T. (28-III-32); La Camerona N. 120 V. T. (cit. Brasavola 1935); Bus a la Gola N. 128 V. T. Questa specie che si trova solo alla destra dell'Adige, si stende poi ampiamente ad occidente fin nel Bresciano, dove vive una forma leggermente differente, che fu già descritta come specie a (Laem. Boldorü). Va considerato nettamente eu- troglofilo: il suo rinvenimento all’ aperto è molto raro.

Laemostenus Schreibersi Küst. - Pozzo di Malga Dossioli, non iden- tificato (14-IX-30); Grotta dei Cervi N. 64 V. T.; Grotta ai Fortini N. 2

T. (11-XI-40); Bus de le Pegore N. 155 V. T. (2-VII-31); Pedrazzerloch N. 210 V. T.; Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (VIII-30); Covelo di Rio Malo N. 12 V: T. (19-IX-29, cit. Boldori 1932); Grotta di Lavarone (forse coincide con la precedente, cit. Muller 1930). Questa specie, pure eutro- glofila, è diffusa in grotte alla sinistra dell’ Adige e, alla destra del fiume, solo sul Monte Baldo. i

Cryptotrichus janthinus Duft. subsp. pasubianus Jeann. * - Pozzo del Col Santo N. 25 V. T.; Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. Troglosseno.

Calathus fuscipes Goeze subsp. latus Serv. - Bus’ del Gobo Onzera N. 207 V. T.; cit. Cadrobbi. Troglosseno.

Calathus melanocephalus L. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. Pr,

Pterostichus lepidus Lesk.* - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (9-VI- 46). Troglosseno.

Pterostichus coerulescens L. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. Gt. Cadrobbi. Troglosseno.

Pterostichus baldensis Sch. - Le Lonte del Moietto, Pozzo HI, N. 159 Ve Tig,

SPELEOFAUNA TRIDENTINA | 55

Pterostichus cristatus Duf.* - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46). Troglosseno. | da

Abax ater Villers subsp. tridentinus Depoli. - Le Lonte del Moietto, Pozzo III, N. 159 V. T.; cit. Cadrobbi; Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (9-VII-46). Troglosseno. | | 3

Abax exaratus Dej subsp. parallelopipedus Dej. - Le Lonte del Moietto, pozzo III, N. 159 V. T.; cit. Cadrobbi. Troglosseno.

Molops piceus Panz. subsp. tridentinus Mill. * - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46). Troglosseno.

| Molops marginepunctatus Dej. * - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T.

(5-VII-46). Troglosseno.

Amara aenea De Geer. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T.; cit. Cadrobbi. Troglosseno.

Amara similata Gyll. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T.; id.

Amara equestris Duft. - Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T.; id.

Amara consularis Duft. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T.; id. -

Ophonus azureus Fbr. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T.; id.

Ophonus pubescens Mill. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T.; id.

Harpalus latus L. * - Pozzo della Neve N. 31 V..T.(25-VIR-42). Tro- glosseno. Fire

Harpalus rubripes Duft. a. sobrinus Dej. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T.; eit. Cadrobbi. Troglosseno.

Staphylinidae.

Micropeplus fulvus Erich.* - Caverna di Acquaviva N. 83 V.T. (5-1-50). Troglosseno.

Staphylinus fossor Scop. * - Lonta III di Pietra N. 225 V. T. (11-VI-41). Troglosseno.

Staphylinus olens Müll. - Lonte del Moietto, Pozzo HE: NN: 159 9 1; cit. Cadrobbi; Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46). Troglosseno.

Staphylinus similis Fbr. - Lonte del Moietto, Pozzo HI, N. 159 V. T.; cit. Cadrobbi; Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. Troglosseno.

Philonthus laevicollis Boisd. Lac. * - Pozzo di Malga Dossioli, non identificato. (14-IX-30). Troglosseno.

Quedius mesomelinus Marsh. * - Bus del Parolet N. 152 V. T. (28-I-46, 2-I11-46). Nel guano, dove vivono pure le larve. Eutroglofilo.

Quedius obliteratus Er. * - Lonta II di Pietra N. 224 V. T. (2-VII-40); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (9-I-00, 4 es.).

Oligota flavicornis Lac. * - Caverna di Acquayiva N. 83 V. T. (5-1-50, 2 es.). Troglosseno.

56 CESARE CONCI

Atheta sp. * - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42); Bus de ia Nef di Val Orsara N. 228 V. T. (28-VIII}40); Pozzo di Prà Bertoldo N. 226 V. T. (8-VIII-40); Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-I-50).

Tutti i Carabidae e gli Staphylinidae, ad eccezione di Orotrechus, Lae- mostenus e Quedius, vennero trovati nel fitosaprodetrito alla base di pozzi, pertanto in ambiente simile a quello normalmente colonizzato da tali specie,

sla

Bythinus rugosioollis Fiori - Covelo di Rio Malo N. 12 V. T. (21-VII-40), - 2 maschi. Det. Tamanini.

Bythinus Oerizeni Reitt. - Bus del Parolet N. 152 V. T. (22-11-30); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (7-IV-46); Covelo di Rio Malo N. 12 V. T. (21-VIII-40). Det. Tamanini. Questa specie, come la precedente, fu . trovata all’ interno, sul suoio, in zone completamente oscure. Probabil- mente eutroglofila.

Silphidae.

Silpha obscura L. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., con larve. Cit. Cadrobbi. Troglosseno.

Ablattaria laevigata Fbr. * - Lonta I di Pietra N. 228 V. T. (11-VI-41). Troglossena. | |

Catopidae.

Bathysciola (Hartigiella) baldensis Müll. - Grotta dei Cervi N. 64 V. T.; Pozzo della Neve N. 31 V. T. (25-VII-42); Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (25-VII-42); Pozzo di Malga Dossioli N. 65 V. T. (26-VII-29); Pozzo di Malga Dossioli, non identificabile (14-IX-30).

Specie troglobia, descritta da Müller nel 1928 come ascrivibile ad un nuovo sottogenere (Hartigia) di Bathysciola. Nel 1935 Hartigia, preoceu- pata, fu mutata in Hartigiella, che probabilmente andrebbe elevata a genere a se, limitata al Monte Baldo ed al Monte Stivo. La località tipica è la Grotta dei Cervi, ma la specie fu raccolta pure da Binaghi, Tamanini e da noi in qualche altra cavità a pozzo degli immediati dintorni, sempre sul pianoro di Prà Alpesina.

Bathysciola (Hartigiella) baldensis Müll. subsp. lagariniensis Taman. - Bus e la Padela N. 216 V. T. (10-VII339, 1-X-41, 28-IX-42, 30-IX-42). L’ unico biotopo accertato per questa sottospecie è il Bus de la Padela, dove accorre facilmente all’ esca (pane). Raro assai invece è il ritrovarla a caccia libera.

Aphaotus Stefani Breit - Grotta presso la cima del M. Mandriola N. 15 V. T. Per questa specie troglobia, come pure per la seguente, valgano le considerazioni esposte a proposito dell’ Orotrechus Stephani.

Aphaotus Jureceki Breit - Grotta presso la cima del Monte Mandriola N. 15 V. T. Troglobio.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 57

Aphaotus Tamaninii Müll. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V.T. Tro- globio noto per questa sola cavita.

Aphaotus nivalis Müll. - Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (20-IX-31, 23-VII-33). Troglobio noto per soli tre esemplari di questa cavità.

Pavan 1941 pag. 212 cita una femmina di Aphaotus catturata in grotta nei pressi di Chiampo (Vicenza) e determinata da Müller per À. nivalis, Considero con dubbio questa detecibimazione, finchè della stessa località non saranno noti altri esemplari.

Il genere Aphaotus comprende solo le quattro specie citate, tutte rarissime ed esclusive ciascuna di un’ unico biotopo. Da notarsi ie altezze dei rinvenimenti (m. 1290, 1600, circa 2000).

Neobathyscia antrorum Dod. - Bus del Bilbom N. 211 V. T. (11-VII-42, con larva); Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (18-X-50); Grotta di Lava- rone (cavità non identificata). Troglobio descritto della Grotta di Oliero presso Bassano e citato poi da Jeannel solo di una non meglio precisata « Grotta di Lavarone, leg. Jurecek ».

Neobathyscia roboretana Müll. - Grotta ai Fortini N. 2 V.T. (11-XI-40, 12-I-41, 9-II-41, 12-VII-41); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., con larva. Troglobio descritto del Bus del Gobo Onzera. Trovata in seguito da noi non rara nelle parti più profonde dell’ umida Grotta ai Fortini, dove accor- re all’esca.

Pholeuonidius Halbherri Reitt. - Caverna militare sotto la cima del M. Rust (Lavarone, 24-VIII-40); Caverna militare presso la Spaccata (Lava- rone, 24-VIII-40, 10-VIII-40); Zannloch N. 32 V. T. Specie muscicola, eutroglofila.

Choleva cisteloides Fröl. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., (IX-31, presso il fondo); cit. Cadrobbi. Eutroglofila.

Sciodrepoides Watsoni Spence * - Bus del Parolet N. 152 V. T., con larve (leg. Tamanini). Eutroglofila.

Catops subfuscus Kell. * - Bus de le Guane N. 106 V. T., in fondo alla caverna orizzontale, su esche (leg. Tamanini). Forse eutroglofilo.

Plomaphagus sericatus Chaud. * - Bus del Parolet N. 152 V.T. (12-I-41). Troglosseno.

Trichopterygidae.

-*

Trichopteryx intermedia Gillm. (5-I-50, 4 es.). Troglosseno.

- Caverna di Acquaviva N. 83 V. T.

Histeridae.

Hister 4-macırlatus L. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Ca- drobbi). Troglosseno.

Hister stercorarius Hoff. - Bus dei Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Ca- drobbi). Troglosseno.

Hister corvinus Germ. - oe del Gabo Onzera N. 207 V. T. (cit. Cadrob- bi). Troglosseno.

58 ; CESARE CONCI

liydrophilidae.

Limnebius truncatellus Thunb. * - Caverna di Pian Confolin, non a Cat. (17-VIII-41). Eutroglosseno.

Lampyridae.

Phausis splendidula L.* - Caverna di Acquaviva N. 83 V.T. (9-I-90). Determinazione dubbia, trattandosi di una larva giovane. Troglossena.

_Cryptophagidae.

Cryptophagus acuntangulus Gyllh. * - Grotta di Giusse N. 13 V. 1 (5-VI-41). Troglosseno.

Coccinellidae.

Vibidia 12-guttata Base * - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (-I-59). Eutroglosseno. È

Thea 22-punctata L. * - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (9-1-90), Eutroglosseno. |

Byrrhidae.

Byrrhus pustulatus Forst. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (eit. Cadrobbi). Eutroglosseno.

Elateridae.

Selatosomus aeneus L. a. viridinitens Voet. - Bus de la Nef de Coe N. 160 V. T. (cit. Cadrobbi). Eutroglosseno.

P Li vid ae.

Niptus unicolor Piller * - Bus de la Nef di Val Orsara N. 228 V. T. (28-VIII-40), su vecchi legni. Troglosseno.

Tenebrionidae.

Asida sabulosa Goeze - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Cadrok- bi). Eutroglosseno.

Dendarus tristis Cast. * - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41). Eutroglosseno.

Helops lanipes Lin. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Cadrobbi). Eutroglosseno.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 59.

Cerambycidae.

Morimus asper Sulz. * - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46). Eutroglosseno.

Crysomelidae.

Crysomela limbata Fbr. - En del Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Ca- drobbi). Euiroglosseno.

Crysomela cerealis L. ab. ia Kiist. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Cadrobbi). Eutroglosseno.

Aphthona venustula Kutsch. - Lonte del Moietto, pozzo II N. 159 V. 'T. (cit. Cadrobbi). Eutroglosseno.

Curculionidae.

Otiorrhynchus perdix Oliv. * - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (14-IV-41). Eutroglosseno.

Otiorrhynchus armadillo subsp. rhaeticus Stierl. * - Lonta I e III di Pietra N. 223 V. T. e N. 225 V. T. (11-VI-41); Caverna di Acquaviva N. 85

T. (18-VII-46). Eutroglosseno.

Otiorrhynchus fortis Rosenh. var. Vallarsae Reitt. * - Caverna di Ac- quaviva N. 83 V. ‘I’. (18-VII-46). Eutroglosseno.

Otiorrhynchus prolixus Rosenh. * - Bus del Parolet N. 152 V. T. (29-III-42). Eutroglosseno. |

Liparus dirus Herbst. * - Caverna di Acquaviva N. 83 V. T. (5-VII-46). Eutroglosseno.

Neoplinthus mucronatus Rosenh. * - Caverna di Acquaviva N. 33 V. T. (18-VII-46). Eutroglosseno. |

Scarabeidae.

Serica brunnea L.* - Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (25-VIL-42). Eutro- glosseno.

Amphimallon solstitialis L. - Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (cit. Cadrobbi). Eutroglosseno.

INSETTI DITTERI

Tutti i Ditteri raccolti sono rimasti purtroppo indeterminati, ad ecce- zione dei Pupipari.

Nycteribia (Celeripes) biarticulata Herm. * - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (14-IV-41, su Rhinolophus ferrum equinum, det. Pavan); Le Spurghe II N. 237 V. T. (14-I-42, su Rhin. ferrum equin., det. Pavan); Bus del Pa- rolet N. ae V. T. (3-IV-42 e 28-I-46, su Rhin. ferrum equin.); Bus del Pero N. 218 V. T. (13-V-42, su Rhinolophus hipposideros).

60 _ CESARE CONCI

INSETTI SIFONATTERI

Le pulci parassite dei pipistrelli si trovano allo stato adulto sull’ ospite. Ma allo stato larvale dovrebbero far parte anche loro del microgenton. Non mi risulta però che alcuno abbia finora rinvenuto in caverna larve di Sifonatteri. |

Rhynolophopsylla unipectinata Tasch. * - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (24-IV-41, su Rhinolophus f. e. ferrum equinum); Bus del Parolet N. 152 V.T. (3-IV-42, su Rhinolophus f. e. ferrum equinum, 5 maschi, 5 femmine).

MOLLUSCHI

Tra i Molluschi citati, certe specie sono semplicemente troglossene, trasportate in caverna da cause accidentali: tra queste abbiamo degli eu- troglosseni filetici ed afiletici. |

Altre invece sono troglofile e di buon grado s’ adattano a viveve nel- l’ambiente umido e fresco della caverna. Includerei in questa categoria Acme lineata, Aegopis gemonensis, Retinelle hiulca, Oxychilus glaber, Helicodonta obvoluta. Tra queste, spiccata tendenza per le caverne hanno gli Oxychilus e le Aegopis.

Infine Zospeum & un tipico troglobio.

GASTEROPODI PROSOBRANCHI

Cochlostoma septemspirale Razoum. * - Bus del Parolet N. 152 V. T. (28-1-46); Grotta Nord del Ghello N. 213 V. T. (27-X11-39); Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (3-XI-39); Lonta I di Pietra N. 223 V. F. (11-VI-41); Lonta II di Pietra N. 224 V. T. (2-VII-40). E’ nota anche di grotte di altre regioni. Troglosseno.

° Pomatias elegans Müll. * - Bus del Parolet N. 152 V. T. (28-1-46).

Acme (Pupula) lineata Drap. * - Bus del Pero N. 218 V. T. (6-V-42). Forse eutroglofila.

GASTEROPODI POLMONATI

Basommatofori

Zospeum globosum Kuscer - Covelo di Rio Malo N. 12 V. T. (8-VIIl-40, 10-VIII-40, 21-VIII-40, 16-VII-44). Questa interessantissima specie troglo- bia, nota di questa sola località, scoperta dal Pretner durante la guerra 1915-18 ed in seguito catturata solamente da noi, è gia stata oggetto di una Nota del Piersanti (1941).

Tutti gli esemplari da me trovati, che superano il centinaio, mi risul- tarono morti, anche quelli che erano aderenti alle pareti stalagmitiche, ri- coperte da patina nerastra, oppure stavano nelle fessure della roccia.

La massima parte degli esemplari me li procurai però prelevando campioni di terriccio alla base delle pareti o sotto 1 camini, campioni che poi gettavo in acqua: gli Zospeum in buon numero galleggiavano e facile

SPELEOFAUNA TRIDENTINA GI

era separarli con un colino dai frustoli e dal detrito che ve;.iva in superficie.

Lo Zospeum globosum appartiene ad un genere diffuso nelle caverne della Carniola e Venezia Giulia. Nella regione trentina abbiamo quest’unica specie, che si avvicina allo Zospeum cariadeghense recentemente descritto da Allegretti di caverne bresciane.

Stilommatofori

Cochlicopa lubrica Müll. * - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41); Lonta II di Pietra N. 224 V. T. (2-VII-40); Bus de la Nef di Val Orsara N. 228 V. T. (28-VIIi-40). Troglossena.

Abida frumentum Drap. * - Grotta Nord del Ghello N. 213 V. T. (27-XII-39); Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41). Troglossena.

Chondrina avenacea Brug. * - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41); Lonta II di Pietra N. 224 V. T. (2-VII-40). Troglossena. |

Cochlodina commutata fusca De Betta * - Pozzo di Prà Bertoldo N. 226

T. (8-VIII-40). Troglossena.

Delima (Alpidelima) itala baldensis Charp. * - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (24-VII-42); Pozzo II Alpesina N. 82 V. T. (24-VII-42). Troglosseno.

Aegcpis gemonensis Fer. - Chelda Platt N. 129 V. T. (24-VIII-40). Già nota per diverse caverne. Troglofila. |

Retinella hiulca Albers * - Bus del Parolet N. 152 V. T. (10-V-42). Troglofila.

Oxychilus glaber Fée - Lonta I di Pietra N. 223 V. T. (11-VI-41); Bus de le Guane N. 106 VL T. (15-X-41); Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. . (3-XI-39); Bus de la Padela N. 216 V.T. (10-VII-39), parte più interna de- stra. Diverse specie di Oxychilus, molto difficili da distinguere tra loro, sono reperto assai frequente nelle caverne. Il nostro Oxychilus glaber va considerato nettamente eutroglofilo.

Oxychilus sp. - ca del Parolet N. 152 V. T. (29-III-42, 10-V-42).

Eucobresia sp. * - Pozzo della Neve N. 31 V. T. (24-VII-42). Forma ni- vicola.

Deroceras agreste L. * - Bus del Parolet N. 152 V.T. (28-I-46, 2-III-46).

- Helicodonta obvoluta Müll. var. dentata West. * - Pozzo di Pra Ber- toldo N. 226 V. T. (8-VIIE-40). Troglofila.

Helicigona (Campylaea) illyrica Stabile * - Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (11-XI-40); Lonta JI di Pietra N. 224 V. T. (16-VI-41); Bus del Bilbom N. 211 ‘V.T. (10-IV-42).

Helicigona Presli Rossm. * - Grotta centrale del Ghello N. 214 V. T. (3-XI-39), es. morti. Troglossena. CORDATI

ANFIBI ANURI

Bufo bufo spinosus Daudin. - Le Lonte del Moietto, pozzo HI, N. 159 V. T., cit. Cadrobbi 1934. L’ esemplare, certo caduto dall’ esterno, trovato sul fondo nel maggio 1930, era ancora vivo il 2 agosto.

62 CESARE CONCI

UCCELLI PASSERIFORMI

Phyrrhocorax graculus L. - Ricordo qui anche il Gracchio alpino, per- che nidifica in gran numero nella grandiosa spaccatura della Grotta Bat tisti N. 125 V. T. che prende appunto da lui il nome di « Bus de le Grole ». Il guano dei Gracchi, depositato sul suolo della spaccatura, è buon ambien- te per diversi organismi, tra i quali fu studiato finora solo I Oligocheto Mesenchytraeus flavidus Mich.

MAMMIFERI RODITORI

I Roditori frequentano talora le caverne; la loro presenza è rilevabile tra il resto per i danni che arrecano alle esche.

Nel Bus del Diaol N. 29 V. T. abbiamo riscontrato il 3-VIIL-50 due nid!. probabilmente di Ghiri; uno era a ben 100 metri dall’ ingresso.

Microtus nivalis Martins * - Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T. (8-X-50); pare sia frequentatore abituale anche delle parti più fonde della cavità. Già in antecedenza era stata rilevata la presenza di Arvicole in questa caverna (Cadrobbi 1938). |

MAMMIFERI CHIROTTERI

Diverse citazioni di Chirotteri le dobbiamo al Giacomelli 1900, che efenca ben cinque specie del Bus del Barbaza: purtroppo però poco è da fidarsi di tali determinazioni. In particolare una delle specie, il Vespertilio blasii Maj, non so proprio cosa possa essere!

Altre citazioni si trovano in Dal Piaz e nei tre lavori di De Beaux.

Nelle mie visite in caverna mi sono sempre imbattuto in Chirotteri solitari (RAinolophus); talora però anche questi si trovavano in discreto numero di esemplari. Non ho mai avuto occasione di osservare caverne popolate dalle grandi colonie di Myotis o Miniopterus. Infatti nessuna delie nostre grotte presenta depositi di guano particolarmente vasti, nel mentre numerose hanno depositi modesti, oppure guano sparso, come appunto danno i Rhinolophus.

Rhynolophus [. e. ferrum equinum Schreber - Grotta di Giusse N. 13 V. T. (14-IV-4i); Bus del Barbaza N. 150 V. T. (cit. Giacomelli); Le Spur- ghe II N. 237 V. T. (14-I-42, 25-1-42); Bus de la Padela N. 216 V. T. (3-IV- 40, 1-X-41, 28-IX-42); Caneva Sguerza N. 217 V. T. (1-X-41); Bus de la Vecia N. 3 V. T. (cit. Cadrobbi); Bus del Parolet N. 152 V. T. (22-XII-39, 2-1-40, 3-IV-42, 28-I-46); Grotta ai Fortini N. 2 V. T. (11-XI-40, 17-1-43); Bus del Pero N. 218 V. T. (21-I-40); Grotta centrale del Ghello N. 214 V.T. (3-XI-39); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (27-XII-39, 22-1II-40); Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T. (31-I-32, 21-11-32); Covelo di Rio Malo N. 12 V. T. (15-XI-28, Hartig, cit. De Beaux); Abisso di Lamar N. 5 V. T. (cit. De Beaux); Grotta del Fausior N. 74 V. T. (cit. De Beaux). E di gran lunga la specie più frequente da noi.

Rhinolophus h. hipposideros Bechstein - Grotta Grafoie N. 96 V. T. e Caverna Besenello N. 108 V. T. (cit. De Beaux).

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 63

Rhinolophus hipposideros minimus Heuglin - Caverna Perotti N. 45 V. T.; Grotticella della Copa N. 59 V. T.; Coal de eng non a Cat. (tutti cit. De Beaux).

Inoltre catturai Rhinolophus hipposideros, senza poter dui la sottospecie, in Bus del Pero N. 218 V. T. (10-XI-39, 13-V-42); Grotta cen- trale del Ghello N. 214 V. T. (9-XI39); Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T. (27-XH-39).

Rhinolophus euryale Blasius - Bus del Diaol N. 29 V. T. (= Grotta di Ceniga, cit. Dal Piaz).

Myotis mystacinus Leissl. - Bus del Barbaza N. 150 V. T. (cit. Gia- comelli, a cui lascio la responsabilità di questa determinazione).

Myotis Nattereri Kuhl - Bus del Barbaza N. 150 V. T. e Grotta S. Got- tardo (non a Cat., Mezzocorona) (cit. Giacomelli). Come. precedente.

Myotis Capaccinii Bonap. - Caverna Perotti N. 45 V. T. (cit. De Beaux).

Myotis oxygnathus Monticelli - Grotta del M. Gazza.N. 7 V, FT. (cit. De Beaux).

Pipistrellus Kuhlii Kuhl - Grotta Grafoié N. 96 V. T. (cit. De Beaux); Bus del Barbaza N. 150 V. T. (cit. Giacomelli).

Eptesicus serotinus Schreber - Grotta del M. Gazza N. 7 V. T. (cit. De Beaux). |

Plecotus auritus L. - Bus de la Padela N. 216 V. T. (10-IV-40); Gana del Dossom N. 61 V. T. (cit. De Beaux); Bus de la Vera N. 40 V. T. (cit. De Beaux). |

PARTE IV

a) CLASSIFICAZIONE ECOLOGICA DELLE GROTTE TRENTINE.

Le caverne sono normalmente ambienti cosi vari e complessi, che sfuggono alla possibilità di ogni netta classificazione. _

Mi limiterò qui pertanto a raggruppare alcune cavità che presentano caratteristiche particolari; ciò per comodità di eventuali confronti o com- parazioni. Del resto già nell’ elenco delle grotte avevo dato per ognuna un brevissimo cenno morfologico-ecologico. Ho tralasciato da questa clas- sificazione le caverne per le quali non ho sufficienti dati ecologici.

Cavità in penombra. - Caverne di piccole dimensioni o con vasta im- boccatura, tanto da non presentare mai un ambiente afotico. Hanno scar- so interesse faunistico, perchè spesso sono pure secche. La fauna si limita normalmente ad elementi troglosseni o troglofili,, per lo più parietali. Scarso il microgenton. Possiamo considerare qui la Caverna Palone Ro- tonda N. 91 V. T., la Grotta del Colombo N. 144 V. T., il Covelo presso S. Colombano N. 157 V. T., il Bus de le Strie N. 10 V. T., la Caverna Bese- nello N. 108 V. T., la Caverna sotto il Covel dell’ Angelona N. 231 V. T

64 CESARE CONCI

Cavita secche. - Alcune delle precedenti, oppure anche cavita mag- giori, ma che presentano scarsissima umidita. Fauna naturalmente molto povera: abbondanti solo i parietali svernanti. Notiamo qui: Caverna Pa- lone SEI N. 91 V. T., Grotta di Giusse N. 13 V. T., Bus del Barbaza N. 150 V. T., Caneva Sguerza N. 217 V. T., Caverna Il.af Fortini N. 236 Surf, Nord del Ghello N. 213 V. T.

. Cavità a pozzo. - Le condizioni trofiche particolarmente favorevoli della base dei pozzi, dove abbondante si accumula il detrito di ogni sorta, affollano in questo ambiente gran numero di organismi, troglosseni, tro- glofili e troglobi.

Sono costituite semplicemente da un pozzo le seguenti cavità: Pozzo Alpesina N. 84 V. T., Pozzo II Alpesina N. 82 V. T., Pozzo di Malga Dos- sioli N. 65 V. T., Pozzo Poline N. 219 V. T., Busa dei Teer N. ISSN. LT, Pozzo del Coi Santo N. 20 N. T., Pozzo all Alpe Pozze N. 156 V. T. Mie Lonte del Moietto N. 159 V. T., Pozzo Tombe N. 16 V. T.

Se i pozzi si aprono a quota elevata, frequentemente presentano al fondo un accumulo di neve ghiacciata, che permane tutto P anno, man- tenendo al mucchio di fitosaprodetrito una temperatura assai bassa. Ri- cordo; Pozzo della Neve N. Si V. T., a de la Nef di Val Orsara N. + V. T., Pozzo di Prà Bertoldo N. 226 V.

Alcune cavità maggiori, che LR. nelle parti più interne am- bienti ben diversi, si aprono all’ esterno con un pozzo, alla cui base ab- biamo quindi le condizioni sopra notate: Grotta dei Cervi N. 64 V. T., Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., Caverna di Acquaviva N. 33 V. T., Bus de la Nef de le Coe N. 160'V. T.

Attribuisco ancora a questa categoria i crepacci : Le Spurghe III N. 238 V.T,, Le Busole N. 147 V. T,, Lonta I, II, III di Pietra N. 223-225 V.T.

Cavità con torrente. - Assai scarse sono le nostre cavità, visitate con intenti faunistici, che abbiano un sistema idrico interno perenne. Presenta un ruscello il Bus del Bilbom N. 211 V. T., nel mentre Bus del Bech N. 9 V. T., Grotta Battisti N. 125 V. T. e Abisso di Lamar N. 5 V. T. hanno rigagnoletti od acqua ferma.

Cavita a caratteristiche si diverse. - Si possono considerare tali tutte le nostre maggiori caverne. Alcune sono semplicemente costituite da gallerie o stanze orizzontali di varia ampiezza e lunghezza: Caverna Lambers N. 220 V..T., Caverna Pianetti N: 221 V. T., Bus de la Padela N. 216 V. T., Bus del Bulbo N. 206 V. T., Pedrazzerloch N. 210 V. T., Bus del Bilbom N. 211 V.T., Bus del Bech II N. 229 V.T., Bus di Pissavacca N. 34 V. T., Chelda Platt N. 129 V. T., la Camerona N. 120 V. T.

Altre sono in lieve discesa, tanto che nei primi metri s’ ae il fitosaprodetrito : Bus del Pero N. 218 V. T., Zahnloch N. 32 Y.

Altre si aprono all’ esterno con un pozzo, oppure a, pozzi 0 dislivelli vari all’ interno: Grotta dei Cervi N. 64 V. T., Le Spurghe II N. 237 V. T., Bus de le Guane N. 106 V. T., Bus del Diaol N. 29 V. T., Bus del Parolet N. 152 V. T., Grotta ai Fortini N. 2 V. T., Grotta centrale del Ghel- lo N. 214 V. T., Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T., Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., Caverna di Acquaviva N. 83 V. T., Bus del Bech N. 9 V. T.,

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 65

Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T., Covelo di Rio Malo N WR, Abisso di Lamar N. 5 V. T., Grotta Battisti N. 125 V. T., Bus a la Gola Wee 28 Vi

b) CONSIDERAZIONI ZOOGEOGRAFICHE SUI TROGLOBI TRENTINI.

Basta dare un’ occhiata ad una carta geografica per osservare come le caverne del Trentino non costituiscano un complesso a stante dal punto di vista geografico. La regione in realtà forma tutt’uno col Veronese ed ponte di passaggio tra la zona bresciana ad oceidente ed il Vicentino ed il Bellunese ad oriente.

La speleofauna dimostra poi ciö che la posizione geografica già a priori faceva prevedere, cioè che esiste una strettissima affinità col Vero- nese: alcune delle specie più interessanti sono comuni alle due zone od hanno i loro più prossimi parenti nel Veronese. Affinità molto stretta vw è pure col Bresciano e Vicentino.

In queste brevi considerazioni zoogeografiche prendo in esame sola- mente i troglobi e qualche troglofilo tra i più caratteristici. Tralascio tutti i troglosseni e la gran massa “dei troglofili che, essendo ad ampia distri- buzione, non interessano da questo punto di vista.

Tra i 24 troglobi riscontrati, le seguenti 14 forme sono endemiche del Trentino: Parablothrus Concii Di Cap., Troglotulus Concii Mantr., Pseu- dosinella Concii Gisin, Plusiocampa Grandii Silv., Orotrechus Slephani Müll., Or. Stephani roboretanus Mull., Bathysciola (Hartigiella) baldensis Mi ll., Bat. (H.) baldensis lagariniensis Taman., Aphaotus Stefani Breit., A. Jureceki Breit., A. Tamaninii Müll. A. nivalis Mill., Neobathyscia ro- .boretana Miill., Zospeum globosum Kuscer.

Riguardo ai generi più interessanti, noto:

Trogloiulus, esclusivamente troglobio, ampiamente diffuso nel Bre- sciano, raggiunge pure il Veronese (Lessini). |

Orotrechus invece è presente nelle Tre Venezie, sia con specie epigec che ipogee e non oltrepassa I’ Adige.

Il sottogenere Hartigiella, che probabilmente potrà essere considerato genere a sè, è limitato esclusivamente a caverne del M. Baldo e del M. Stivo.

Il genere Aphaotus, che ha nel sistema una posizione nobevolmente isolata, si spinge pure nel Vicentino e nel Veronese. A quanto mi comu- nica cortesemente infatti l amico Ruffo, una nuova specie di Aphaotus, ancora inedita, è stata da lui recentemente scoperta in due grotte degli Alti Lessini. |

Neobathyscia & un piccolo genere limitato al Trentino ed al Veneto e che non oltrepassa l’Adige.

Zospeum infine, genere orientale, si spinge fin nel Bresciano, dove lo Z. cariadegense Allegr. è la specie che più s’ avvicina al nostro Z. globosum.

66 CESARE CONCI

I troglobi comuni al Trentino ed al Veronese e limitati a queste due regioni, sono: |

Serradium hirsutipes Verh., genere di Trichopotudesntdde netta- mente distinto. |

©

Troglohyphantes Zorzii Di Cap. ed Ischyropsalis Strandi Krat..

Trogloiulus Boldorii Manfr. (= Tr. Tamaninii Verh.) invece oltre che della Val Lagarina, è noto di una grotta bresciana e di una grotta presso Verona (Ruffo in litt.).

Spelaeonethes Briani Arc. diffuso nel Trentino e nel Bresciano, si spinge fin nel Bergamasco.

Thyphloiulus bericus Manfr. è noto anche di due grotte vicenline.

Polybothrus cerberus brentanus Verh. si trova in Trentino, Veneto e - _

Bresciano. Neobathyscia anirorum è nota del Trentino e dei dintorni di Bassano.

Onychiurus papillaeferus è noto anche di una grotta della Bassa Austria.

Tutti i nostri troglobi | sono cioè specie a distribuzione geografica molto limitata: di 24 specie, 21 sono endemiche o non superano 1 limiti _ delle provincie confinanti.

Solamente lo Spelaeonethes Briani raggiunge, ma con un’ unica loca- fita, il Bergamasco, nel mentre |’ Onychiurus papillaeferus è noto di una unica grotta della Bassa Austria. |

Fa invece netta eccezione il Niphargus stygius Schiödte sensu lato, ampiamente diffuso in Italia dalle Alpi all’ Appennino. Perd, trattandosi di un freatobio, naturalmente si differenzia in modo sostanziale da tutti gli altri troglobi terrestri.

Se noi passiamo invece a considerare gli Eutroglofili, troviamo subito una diffusione molto maggiore.

Per es. Gervaisia Fabbrü Verh. dal Friuli arriva in Lombardia.

Troglophilus cavicola dall’ Erzegovina, Croazia e Slovenia si spinge fino alla Lombardia, essendo anche presente in Austria; distribuzione di poco più ristretta ha il congenere Tr. neglectus che pare non sorpassi il fiume Sarca.

Pure Laemostenus Schreibersi Rist. si estende dalla Croazia e Slo- venia alla Lombardia, mentre L. Reissi è limitato al Trentino occidentale ed al Bresciano ed ad Oriente non sorpassa la linea dell’ Adige.

Si può ancora osservare come l Adige rappresenti un limite zoogeo- grafico di notevole entità, soprattutto per 1 Coleotteri più specializzati. Orotrechus, Aphaotus e Neobathyscia si arrestano alla riva orientale del fiume, nel mentre Hartigiella è limitato alle caverne situate sulla sponda occidentale. |

Anche Serradium, Thyphloiulus bericus e Troglotulus Concii hanno come limite oceidentale di diffusione I’ Adige.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 67

Se poi volgiamo la nostra attenzione alla distribuzione geografica delle caverne che albergano troglobi, vediamo che queste sono localizzate nella fascia meridionale della regione: Gruppi del Monte Baldo, Stivo-Biavena, Zugna, Finonchio, Maggio-Toraro, Lavarone. I complessi orografici inter- ni, tra cui particolarmente notevole il massiccio della Paganella con le sue magnifiche grotte, non hanno dato finora nessun Coleottero troglobio, anzi nessun troglobio in generale, se si fa eccezione del Troglohyphantes Zorzii Di Cap. dell’ Abisso di Lamar, specie pero a distribuzione notevol- mente ampia. Confronta la cartina a pag. 8.

Questo faito veramente notevole è forse in relazione collo mi dei _ghiacciai quaternari che sommersero e distrussero quasi tutta la fauna delle zone piü interne.

Nel seguente prospetto riunisco le 24 forme che ritengo troglobie, an- notando per ciascuna le localita di rinvenimento, in primo luogo le tren- tine, poi le rimanenti.

Spelaeonethes Briani Arc.: Bus de la Padela N. 216 V. T., Bus de le Guane N. 106 V. T., Bus del Parolet N. 152 V. T., Grotta Sud del Ghello N. 215 V. T., Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., Bus de la Nef de le Coe N. 160 V, T. Chr

Ampiamente diffuso in parecchie grotte bresciane, si spinge fin nel Bergamasco (Grotta di Corna Altezza in Val Seriana).

Niphargus stygius Schiödte sensu lato: Bus de le Guane N. 106 V. T. Molte località della cerchia alpina ed anche dell’ Appennino. Forse dif- fuso anche fuori i confini italiani. |

Parablothrus Concü Di Cap.: solamente nel Bus del Parolet N. 152 yf;

Troglohyphantes Zorzii Di Cap.: Grotta ai Fortini N. 2 V.T., Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., Abisso di Lamar N. 5 V. T.

Inoltre Buso del Meo (Lessini Veronesi).

Ischyropsalis Strandi Krat.: Grotta dei Cervi N. 64 V. T., Bus dei Pero N. 218 V. T., Bus de la Nef de le Coe N. 160 V. T.

Inoltre Buso della Fanta, Grotta del Zavatin, Buso dell'Arena, Covoli di Velo (tutti nei Lessini Veronesi).

Serradium hirsutipes Verh.: Bus del Gobo Onzera N. 207 V. T., Bus

del Bilbom N. 211 V. T. Inoltre Buso della Dona (Lessini Veronesi).

Typhloiulus bericus Manfr.: Bus de le Guane N. 106 V. T. (?). Inoltre Buco del Tesoro (Colli Berici) e Grotta del Subiolo (Canale del Brenta).

Trogloiulus Concii Manfr.: Solamente nella Grotta ai Fortini N. 2 V. T. e forse nel Bus del Bilbom N. 211 V. T.

68 SPELEOFAUNA TRIDENTINA

Trogloiulus Boldorti Manfr-=(=<En Pantin Verh.): Bus de la Pa- dela N. 216 V. T., Bus de le Guane N. 106 V. T., Bus del Parolet N. 152 Ne er

Inoltre una Grotta presso Verona e Bus de la Vecia N. 193 Lo {Villa- | nuova sul Clisi, Brescia).

Polybothrus cerberus brentanus Verh.: Bus del Parolet N. 152 VI Inoltre Grotta di Oliero (Bassano), Buso della Bela (Val Brenta), Busa fra le Taere de le Vai Surde (Brescia).

Onychiurus papillaeferus Stach: Bus de la Nef de le Coe N. 160 V.T. Inoltre Wendellucke-Höhle, nella Bassa Austria. Pseudosinella Concii Gisin: solamente Pozzo Il Alpesisa N. 82 V. T. Plusiocampa Grandii Silv.: solamente Bus del Gobo Onzera N. 207 Nd Una sottospecie nella Grotta Tre Crocette sul M. Campo dei Fiori (Varese). ci Orotrechus Stephani Mull.: solamente Grotta sul M. Mandricla N. 15 Wet. | = ai Orotrechus Stephani roboretanus Mull.: solamente Bus del Gobo On- zera N. 207 V. T. e Bus del Bilbom N. 211 V. T.

Bathysciola (Hartigiella) baldensis Müll.: solamente Grotta di Cervi N. 64 9. T., Pozzo della Neve N. 31 V. T., Pogzo Il Alpesisa N. 82 V. T, Pozzo di Malga Dossioli N. 65 V.T., tutti sul M. Baldo.

Bathysciola (Hartigiella) baldensis lagariniensis Taman.: solamente Bus de la Padela N. 216 V. T.

Aphaotus Stefani Breit: solamente Grotta sul M. Mandriola N. 15 AT,

Aphaotus Jureceki Breit: solamente Grotta sul M. Mandriola N. 15 Vv: +

Aphaotus Tamaninii Müll.: solamente Bus del Gobo Onzera N. 207 Ne CE: |

Aphaotus nivalis Müll.: solamente Bus de la Nef de le Coe N. 160 Ve +;

Neobathyscia antrorum Dod.: Bus del Bilbom N. 211 V. T., Bus de la Nef de le Coe N. 160 V.T. e Grotta di Lavarone. Inoltre Grotta di Oliero (Bassano).

Neobathyscia roboretana Müll.: solamente Grotta ai Fortini N. 2 V. T. e Bus del Gobo Onzera-N. 207.9, 7.

Zospeum globosum Kuscer: solamente Covelo di Rio Malo N. 12 V.T.

SPELEOFAUNA TRIDENTINA 69

c) Specchio numerico delle entità faunistiche riscontrate con la categoria di più probabile appartenenza.

- Troglosseni afiletici I

I. Eutroglosseni

II - Subtroglosseni

IV - Troglosseni filetici III o IV

Totale Troglosseni

V - Subtroglofili Categoria incerta

„ce! VI - Eutroglofili Totale Troglofili VII - Troglobi

V o VI

_ —_—___m_——rr rr—_—rTTF——m————+—-—+———#y—Ty—y—_m.».»»_ _4@_Ì,m+1......_—___—.--+—+——-

Chetopodi Discofori

Tot. Anellidi

Pete POW Awd |

ten à.

Anfipodi Tot. Crostacei Scorpioni Pseudoscorpioni Ragni Opilioni Acari Tot. Aracnidi Tot. Miriapodi Collemboli Dipluri Blattoidi | Ortotteri 14 Rincoti 6 2 - Tricotteri Lepidotteri Imenotteri Coleotteri 20 41 11 2 10 Ditteri 1 Sifonatteri 1 Tot. Insetti 150 Tot. Artropodi 939

EN RO IS i

49

—_ mae COLA NS 00

Isopodi 4 9 |

OLO Ds DI

Oi oo RRR I CO 00 O0 À rm 00

Polmonati 8 4 | Î Tot. Molluschi

Prosobranchi 1 1 i | 3

Anfibi 1 | Uccelli 1 Mammiferi 12

Tot. Cordati

TOTALE GENERALE 97 224 72 |2791 6 94 3 | 276 | 195 194) 94 3 276

I dati riportati nello specchio precedente sono passibili di qualche

modifica, perchè di certe specie è piuttosto dubbia I attribuzione alle sin- gole categorie biologiche.

70 ; CESARE CONCI

I troglosseni nel complesso sarebbero 125, cioè 45 % del totale. Tra questi abbiamo 27 eutroglosseni, alcuni dei quali certo sono stati rinve- nuti in caverna per puro caso, ma sono stati citati per debito d’ esattezza.

I troglofili sono in numero quasi uguale, cioè 124, quindi ancora ıl 45 % del totale.

I troglobi sono 24, il 9 % del totale. Per tre specie parassite non sono in grado di stabi:ire una categoria biologica.

Mancano al presente consimili tabelle per altre on. in modo da poter confrontare dati e percentuali. ee

Rispetto alla provincia di Genova, esaurientemente studiata dal San- filippo (1950), noio una percentuale molto piu alta di troglobi (9 Ge con- tro 4,5 %). I troglofili sono in proporzione molti di meno ed invece assai di più i troglosseni. Ciò può dipendere dal fatto che nella provincia dt Genova le grotte sono quasi tutte orizzontali, nel mentre le numerose ca- vità trentine a pozzo albergano una ricchissima fauna di troglosseni.

7

2zzzzzzzzazzzzzazazazzzzzzzzzzzazonezozuzezazeonazozzazz0e

SPELEOFAUNA TRIDENTINA

INDICE DELLE CAVITA’ TRATTATE

SECONDO IL NUMERO DEL CATASTO SPELEOLOGICO NAZIONALE

cuususteussussscqie@qltisccqussqcsqsqcquqqeusi<csQsQt@q@q@q@@ss<<4<<#4<< SHSSHHSS433=3353335354355533353354 5553355533595 35553355800

Grotta ai Fortini

Bus de la Vecia

Abisso di Lamar

Grotta del Monte Caras Bus del Bech

Bus de le Strie

Covelo di Rio Malo Grotta di Giusse Grotta di Costalta Grotta sul Monte ne Pozzo Tombe

Grotta di Castel Tesino Bus de la Giaz Bus.-de-la-Spia- <<. Pozzo del Col Santo Bus del Diaol

Pozzo della Neve

. Zahnloch

Bus di Pissavacca Bus de la Vera Caverna Perotti A Caverna Pian del Histon: Grotticella della Copa Gana del Dossom i Grotta dei Cervi . Pozzo di Malga Dossioli Caverna Staloti di Fai Grotta del Fausior Pozzo II Alpesina Caverna di Acquaviva Pozzo Alpesina Caverna Palone Raronda: Grotta Grafoié

Bus de le Guane Caverna Besenello Caverna Margone. Bus de le Anguane

La Camerona

Grotta Battisti

Bus a la Gola

Chelda Platt x Grotta del Colombo

Le Busole

Bus del Tibia

Bus del Parolet

Pozzo all’Alpe Pozza. Bus de le Pegore

Covelo presso S. Colombano: i Le Lonte del Moietto, Pozzo III

Bus de la Nef de le Coe Grotta dei Traditori Busa dei Teeri

Caverna Castellar de le lisa

Bus del Buldo - Bus del Gobo Onzera Pedrazzerloch

Bus del Bilbom

71

12

CESARE CONCI

- Grotta Nord del Ghello

N. 213 Ve E.

N. 214 V. T. - Grotta Centrale del Ghello

N. 215 V. T. - Grotta Sud del Ghello

N. 216 V. T. - Bus de la Padela

N. 217 V. T. - Caneva Sguerza

N. 218 V. T. - Bus del Pero

N. 219 V. T. - Pozzo Poline

N. 220 V. T. - Caverna Lambers

N. 221 V. T. - Caverna Pianetti

N, 223: V; To - Eonta 1 di Pietra

N. 224 V. T..- Lonta IL di Pietra

N. 225 V. T. - Lonta III di Pietra

N. 226 V. T. - Pozzo di Prà Bertoldo à N. 228 V. T. - Bus de la Nef di Val Orsara N.229 V: T. - Bus del Bech II

N. 231 V. T. - Caverna sotto il Covel Fo N, 236 V. T.:- Caverna Il ai Fortini

N.237 VE Le Spurshe Il

N. 238 V. T. - Le Spurghe HI

CAVITA’ NON A CATASTO .

Coal di Sabbionara Voragine Val del Monte Pozzo di Malga Dossioli Grotta presso Malga Prato Bus dell’Anghiana

Caverna a Sardagna Caverna Vigolana

Grotta di Lavarone . ‘i Caverna di Pian Confolin . Grotta di S. Gottardo

Bus de la Bott

CAVITA’ ARTIFICIALI

Caverna militare sul Brentegano

Caverna militare a Costa Violina _ Caverna militare Margone - Romagnano Pozzo artificiale ai Colpi

Caverna militare Doss Fornass

Caverna militare Brincafalla

Caverna militare sotto la cima du: M. Rust. Caverna militare presso la Spaccata Caverna militare sul Chegul

Caverna militare al Forte di Someda

SPELEOFAUNA TRIDENTINA da 73

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RIASSUNTO

Il presente lavoro coordina e riassume quanto finora è noto is speleofauna del- la Venezia Tridentina.

Dopo un breve cenno storico VA. elenca oltre 80 caverne, per ciascuna delle quali sono: dati elementi topografici, bibliografici, morfologici, ecologici e la lista delle entità rinvenute.

Segue l’elenco ragionato delle 276 specie catturate, delle quali 24 sono wenn e 124 troglofile.

Concludono il lavoro considerazioni ecologiche e zoogeografiche e la completa bibliografia sull’argomento. :

Istituto di Zoologia dell’ Università di Genova

Direttore : Prof. G. Scortecci

INDICE

PARTE I:

a) Introduzione SALE reel VAS EI A IIS DA 5

b) Cenno storico ; > : 7 x ; È ; i È : i A » 6 PARTE It:

Elenco delle Grotte coi reperti faunistici in esse effettuati. . . » 7

Cavità artificiali ; ; re, ; È i ; ; a, ; i » 32 PARTE III:

Elenco delle entità faunistiche Se Er LOS e È; » 34 PARTE IV;

a) Classificazione ecologica delle grotte trentine . . . , y 63

b) Considerazioni zoogeografiche sui troglobi trentini . . . » 65

ce) Specchio numerico delle entità faunistiche riscontrate, con la

categoria di più probabile appartenenza . . ... . .% 2 69

Indice delle cavità trattate LR SR Be anon de phe A UE NU i par D TARA 71

Bibliografia nr en; a i D 0 A » 73

"as

Zi

Livio TAMANINI

GLI STICTOPLEURUS ITALIANI

(Heteroptera, Corizidae)

1. - Stictopleurus punctatonervosus Goez. et crassicornis L.

Prima che RiBAUT separasse lo St. punctatonervosus G. dallo St. crassicornis L. vennero descritte da FIEBER, REY e HoRVATH diverse forme di colore la cui appartenenza all’una o all’altra specie è rimasta fino ad ora alquanto dubbia; e ciò perchè i vecchi autori non hanno preso in esa- me 1 caratteri sessuali ed i moderni hanno troppo trascurato le variazioni di colore. Difatti queste due specie si possono separare comodamente an- che con il solo esame della colorazione e dei caratteri esterni.

Il crassicornis L. ha il pronoto cosparso di macchie nere, castanee, ra- ramente rossiccie, che lasciano libere due fascie longitudinali a ciascun lato della carenula mediana. In tali fascie la punteggiatura de! fondo non è annerita. Nel 90 % degli esemplari le macchie oscure sono più o meno allungate e concorrono con la punteggiatura nera del pronoto a formare delle “deboli fascie longitudinali (f. maculata Fieb.). Molto raramente tali fascie oscure, nella porzione anteriore, si allargano e formano una mac- chia trasversale nera (f. antica Rey). Ancora meno comuni sono gli esem- plari nei quali il pronoto presenta 4 o 6 fascie longitudinali nettamente distinte, separate da fascie gialle o rossiccie (f. picta Horv.). Il colore del corpo varia secondo l’ambiente: gli esemplari che si trovano in prati o colline secche e molto soleggiate o nei prati con Verba molto matura e gialla hanno un colore giallo-ferrugineo o giallo-grigio; gli esemplari di prati verdi sono giallo-verdi o grigio-verdi e, non di rado, completamente privi di macchie (f. immaculata nov.).

Il punctatonervosus G. ha il pronoto cosparso di macchie irregolari nere o castanee che talvolta si fondono senza però formare del- le fascie longitudinali simmetriche. La punteggiatura annerita del fondo è distribuita irregolarmente e non forma delle fascie longitudinali. Rari sono gli esemplari molto chiari e pressochè privi di macchie (f. virescens nov.).

Dato che nel punctatonervosus il pronoto non ha mai delle fascie lon- gitudinali simmetriche, mentre esse sono presenti più o meno distinta- mente in più del 90 % degli esemplari del crassicornis, è evidente che tutte le forme le quali, secondo le descrizioni, hanno delle macchie longi- tudinali sul pronoto, come la maculata Fieb., la antica Rey e la picta Horv., si debbono ritenere delle aberrazioni dello St. crassicornis L. Mentre le forme che vennero un tempo assegnate al crassicornis e sono caratteriz- zate dalla assenza di macchie longitudinali e dalla presenza di macchie irregolari sparse su tutto il pronoto, come nella maculicollis Rey e nella grisea Fieb., appartengono allo St. punctatonervosus G.

GULDE considera la grisea Fieber come una forma dal pronoto com- pletamente privo di macchie nere; ma FIEBER scrive che questa varietà è zerstreut schwarzpuncliert (sparsamente macchiata di nero). E da quanto egli scrive circa le macchie di altre parti del corpo delle specie del gen.

78 | | L. TAMANINI

Rhopalus, risulta chiaro che, per lui, la parola punctiert ha qui il significato di piccole macchie. Quindi la grisea Fieb. non è una forma con il pronoto unicolore; ma è la forma tipica del punctatonervosus, che ha appunto le parti superiori (pronoto, scutello ed elitre) cosparse di piccole macchie. | | |

Una forma che è difficile assegnare all’una o all’altra specie, secondo la sola descrizione, è la umbrina Rey. E’ molto probabile che essa sia stata descritta su esemplari molto grassi, e sono indotto a ritenere ciò dal fatto che alcuni punctatonervosus, che in un primo tempo avevo determinati come umbrina Rey, dopo un bagno nell’etere di petrolio, sono divenuti la f. maculicollis Rey, cioè dei punctatonervosus tipici.

Lo St. punctatonervosus G. è, in Italia, la specie più diffusa e si può rinvenire dal piano fino a circa 1600 m. d’altezza, su: Erigeron annuus, E. canadensis, Artemisia vulgaris, A. campestris, A. absinthium, Lysimachia vulgaris, Inula britannica e Sonchus sp. Sverna alo stato adulto; in marzo è facile trovare i primi esemplari che lasciano i ricoveri invernali. In luglio incominciano a comparire i primi adulti della nuova generazione; ma è in settembre e ottobre che si rinviene il maggior numero di esemplari. La distribuzione del punctatonervosus in Europa è poco nota, essendo stato separato da poco (1921) dal crassicornis. La sua sicura segnalazione in Francia, Germania, Austria, Jugoslavia (1), Russia mer. ed in Italia, e la sua assenza nelle regioni dell'Europa settentr. (vedi OSSIANNILSSON, 1947) ci fanno ritenerlo una specie dell'Europa centro-meridionale.

Distribuzione dei punctatonervosus italiani esaminati (1 bis):

Trentino e Alto Adige: Brunico (leg. M.), Bolzano (1. Perini), Appiano (1. Biegeleben), Trafoi (l. Feige), Val Martello (1. Sa.), Caldaro, Fondo e Peio ‘1. M), Lavis e Zambana (l. Perini), Andalo, S. Massenza, Toblino, Cavedine, Borgo, Trento (1. Bertolini), Monte Bondone, Mattarello (1. Perini), Aldeno, Nomi, Rovereto (1. Halbherr), Avio (l. B.).

Veneto: Rivoli (1. B.), Verona - S; Pancrazio (1. R.), Mizzole - Cancello (I. R.), Lon- gara, Treviso e Montello (1. Burlini), Padova (l. Filippi), Venezia (1. Gridelli), Valvoliana (1. Sa).

Venezia Giulia: Trieste (coll. Mus. Stor. Nat. Trieste), Capodistria (1. Müller), Toma- dio: (la) /Gorizia CL; Miller):

(1) Della Jugoslavia ho visto esemplari di Lisent (leg. Dr. N. Filippi) e di Ilok, Sirmio (leg. Dr. Odescalchi).

(1bis) Per il materiale catturato dall’autore viene data la sola localita senz’altra indicazione. Sono stati abbreviati come segue i nomi dei raccoglitori che ricorrono piü di frequente:

B - Sign. Alb. Brasavoia de Massa C - Dir. Did. Omero Castellani

- March. Giacomo Doria e Gian Carlo Doria - Prof. P. M. Ferrari

- Sign. Paolo Luigioni

- Rag. Cesare Mancini

Me - Sign. Carlo Menozzi

R - Dr. Sandro Ruffo

S - Prof. Antonio Servadei

Sa - Sign. Luciano Sauli

Z - Sign. Pietro Zangheri

Hm

STICTOPLEURUS ITALIANI | 79

Lombardia: Legnano (1. Mella, 1864), Pavia e Pressana (1. M), Monvalle (1. S.), Tur- bigo (1. Binaghi).

Piemonte: Charvensod (1. M.), Nus (1. M.), Bardonecchia (1. D.), Susa (1. V. Ghiliani), Castiglione Tor. (1. Negro), Torino (l. V. Ghiliani), Settimo Tor. (1. Della Beffa), Orta (1. Parona), Vercelli (1. Mella), Montesinaro (J. Capra), Lucedio (1. M.), Asti (1. Cassano), Casale M. (J. Confalonieri), Gavi (1. M.), Piovera (1. D), Varinella (1. M.), Strevi (1. Mantelli), Ovada (1. M.), Stazzano (1. F. 1868), Garessio e Arquata Ser.'(1. Baliani).

Liguria: Spezia (1. D.,’ 1861), Ì

Emilia: Portonovo (1. S.), Imola (1. R. Gestro, 1874), Gastelvetro d. M. (1. Me., S. Fe- lice s. P. (1. Fiori), Sassuolo (1. Me.), Bologna (1. S.), Barbianello (1. A. Fiori),

‘Gamlinata (1, Z), Sala Baganza (I Patrizi), Spilamberto (0; Z.), Cervia (I. Z)), Forlì do 22 , ;

Toscana: Firenze (1. Lombardi), Firenze dint. (1. M.), Tavarnuzze (1. S.), Valle d. Bi- senzio (1. S.), Livorno (1. Schiavazzi).

Umbria: Perugia (1. M.) Foligno (1. Me.).

Marche: Fano (I. S.).

Abruzzi: Chieti, Pace (1. Bisleti), Avezzano (l. S.), Pescasseroli (1. L.).

Lazio: Acilia di Roma (1. C.), Roma dint. (1. L.), Riano (1. L.).

Sardegna: Alghero (1. S.), Sarrabus (1. R. Gestro, 1877).

Lo St. crassicornis L. vive su Achillea millefolium, Senecio rupestris e Senecio aquaticus. In aprile compaiono i primi esemplari che hanno svernato ed in agosto si hanno gli adulti della nuova generazione. L’esame del materiale delle collezioni tenderebbe a dimostrare che questa specie predilige i luoghi piuttosto secchi, dato che più del 70 % ha una colora- zione giallo-ferruginea. |

Secondo il catalogo di OSHANIN, ed anche il più recente di STICHEL, il crassicornis dovrebbe essere una specie largamente diffusa in tutta la regione Euro-Sibirica, ivi compresa e subreg. Mediterranea. Ma dal mate- riale esaminafo risulta che il crassicornis manca completamente in tutta YItalia meridionale e nelle isole. Nell’Italia centr. è molto raro e si rinviene solo nella zona montuosa (2). Nella bassa valle del Po sembra manchi com- pletamente. Nelle Prealpi e nelle Alpi italiane è abbastanza diffuso, ma non comune. Nell’Europa centrale e settentrionale esso è invece comune e diffuso ovunque (secondo HoBERLANDT, POLENTZ, RIBAUT, STICHEL, ecc.). E’ quindi più esatto ritenere il crassicornis una specie dell'Europa centro- settentr. (regione Alpina compresa) che trova nell'alto Appennino centrale il limite più meridionale di espansione. Sono da ritenersi dubbie tutte te vecchie segnalazioni del crassicornis nell Europa meridionale, e sarà probabile si riferiscano al punctatonervosus.

Distribuzione dei crassicornis italiani esaminati :

Trentino e Alto Adige: Lutago, Brunico (1. M.), Bolzano (coll. L.), Appiano (1. Bie- geleben), Peio (1. M.), Levico (1. D.), Calceranica, Novaledo, Povo, Trento (1. Ber- tolini), Monte Bondone (1. Perini), M. Cimana, Rovereto (1. Halbherr), M. Zugna, M. Pasubio, M. Baldo (1. B.), Avio (1. B.), Roncone, Valle di Genova (1. R.), Valle di Terragnolo e Vallarsa.

Veneto: Monti Lessini (Rivolto, Lago Secco; 1. R.), Udine (l. Schatzmayr), Forame (ma

(2) Dell’ Italia centrale ho visto fino ad ora 4 soli esemplari, compreso quello ci- tato da Luigioni, raccolti nell’alto Appennino abruzzese, emiliano e ligure.

80 L. TAMANINI

Venezia Giulia: Monfalcone (l. Schatzmayr), Tolmino (1 Sa) Lipizza (1: Sad:

Piemonte: Courmayeur (J. D.), Rhêmes (1. C. Alzona), Torino (1. V. Ghiliani), Bardo- mecchia (1. F.?), Orta (1. Parona), Val Chiobbia (Biellese) (1. Capra), Val d’An- grogna (1. Comba).

Liguria: Monte Penna (1. Me.?). Emilia: Monte Vallestra (1. Me.). Abruzzo:. Val Fondillo (a circa 1100 m.sm.: 1. 8: eL..

7mm.

Capsula genitale del , 4 - fig. 1, St. abutilon di Beseno; - fig. 2, St. pictus di Leuca; - figg. 3, 4, Sf. Riveti di Alessano. - «sp» sperone mediano posteriore.

2. - Stictopleurus abutilon Rossi e pictus Fieber.

Fieber descrisse nel 1861 il pictus come semplice variazione di colore dell’abutilon Rossi. RIBAUT, nel 1929, elevò il pictus a specie distinta per la grandezza e per alcune differenze sessuali maschili. Secondo lo specialista francese i 4 4 del pictus sono più piccoli, hanno lo sperone mediano po- steriore della capsula genitale breve (fig. 2) e piegato in avanti, i parameri

STICTOPLEURUS ITALIANI 81

più piccoli, appuntiti e leggermente piegati verso l’esterno nella porzione distale. I 4 4 dell’abutilon sono più grandi, hanno lo sperone della cap- sula genitale più lungo (fig. 1), robusto e non piegato in avanti, i parameri meno appuntiti o troncati e non piegati verso l’esterno nella parte distale. Uno studio del materiale italiano mi ha però mostrato che tali caratteri

100.

Parameri visti di lato - figg. 5, 6, 7, St. punctatonervosus di Aldeno (figg. 6, 7, parte distale vista dai due lati a maggior ingrand.); - fig. 8, Sf. crassicornis di Trento; - figg. 9, 10, St. Riveti di Alessano (visto dai 2 lati); - fig. 11, 12, 13, Sf. abutilon di Varinella e Rovereto; - figg. 14, 15, 16, 17, St. pictus di Arezzo, Genova, Rieti, Gavi. - La scala è in centesimi di mm.; la linea maggiore si riferisce alle figg. 6, 7.

subiscono una grande variazione. I & ¢ del gruppo abutilon piccoli e di media grandezza, determinabili come pictus secondo la sola descrizione di FIEBER. (cioè secondo la colorazione del pronoto), hanno veramente la cap- sula genitale ed i parameri come descritti e raffigurati da RiBAUT. Ma fra gli esemplari grandi, che pure hanno la colorazione tipica del pictus, vi sono di quelli che hanno lo sperone mediano della capsula’ genitale

82 L. TAMANINI

molto robusto ed i parameri quasi uguali a quelli della forma tipica del- Y abutilon. E fra gli esemplari piccolissimi (Isola di Capraia, leg. C. Mancini) vi sono di quelli con la colorazione dell’ abutilon ed i caratteri sessuali del pictus. La terminazione a punta dei parameri benche sia un carattere costante del pictus, non è rara anche negli esemplari tipici del- l abutilon (figg. 11 a 17). Le armature interne del fallo, che nelle diverse specie degli Stictopleurus sono nettamente diverse (figg. 18 a 21), nell’abu- tilon e nel pictus sono inno di una leggera differenza di grandezza) perfettamente uguali.

Le ® 9 del pictus si ia da quelle dell’abutilon tipico per la minore lunghezza, il corpo più sil: la colorazione del pronoto a fascie lon- | gitudinali e per la forma della porzione anteriore del pronoto. Questo, in circa il 90% delle 9 9 assegnabili al pictus per grandezza e colorazione, ha i lati, tra la depressione e l’angolo anteriore, pressochè paralleli (figg. 30, 31, 32) e la depressione anteriore più marcata. In circa !’85 % delle 9 9, determinabili come abutilon tipico (per grandezza, colorazione e convi- venza con i 4 4 tipici), i lati del pronoto, già dall’angolo anteriore, si allargano subito a trapezio e la depressione anteriore è meno accentuata. Ma anche i caratteri delle 9 9, come quelli dei 4 3, sono molto variabili. Nella vicina Dalmazia, ad esempio, le 9 9 del pictus raccolte dal prof. G. Muller e dal prof. N. Filippi hanno un pronoto robusto quasi quanto quello degli abutilon tipici italiani; mentre più a sud, in Albania (Scutari, Petrela, Dibra, leg. Dr. A. Servadei e L. Tamanini) si rinvengono i pictus nettamente differenziati ed uguali a quelli pugliesi. |

La frequenza delle due forme non è uguale in tutta l’Italia: nella zona alpina è comune l’abutilon ed è raro il pictus; nella pianura padano-emi- liana il pictus vi è già più frequente; nell’Italia centrale è più comune il pictus; nell’Italia meridionale il pictus è comune mentre l'abutilon è molto raro.

Se si pongono vicini degli abutilon tipici settentrionali a dei pictus delle Puglie o della Calabria, si notano delle differenze così evidenti (di colore, grandezza, lunghezza della peluria) da ammettere subito di aver di fronte due specie distinte. Ma, mano a mano che si risale verso il Nord dell’Italia, tali differenze si attenuano e gli esemplari nettamente distinti divengono più rari. Ritengo quindi esatto considerare il pictus Fieber qual- cosa dj più che una semplice variazione di colore dell’abutilon Rossi; ma non è possibile farne una specie distinta: il pictus è solo una forma geo- grafica (o sottospecie) in evoluzione.

Rey, nel 1888, descrisse un Stictopleurus subtomentosus, che venne poi considerato da altri autori come una forma dell’abutilon R. Tale f. subto- mentosa, secondo Rey, è caratterizzata dall’appiattimento della porzione posteriore dello scutello, dalla riduzione della carenula del pronoto, dalla maggiore lunghezza della peluria, dalla riduzione delle macchie del con- nexivo e dalla minore grandezza (mm. 6 a 7). Ma ognuno di tali caratteri varia indipendentemente l’uno dall’altro; così si possono trovare esemplari piccoli di 6-7 mm. nei quali non si riscontrano neppure uno di tutti gli altri caratteri, oppure degli esemplari molto grandi con la peluria lunga. Nell’Italia merid. sono frequenti i pictus con i peli del corpo lunghi; ma che solo di rado hanno anche l’uno o l’altro dei caratteri assegnati da REY al subtomentosus.

STICTOPLEURUS ITALIANI 83

Il pictus Fieb. ha, nell’Italia centro-merid. una forma molto chiara, simile alla flavescens Fieb. dell’abutilon tipico dell’Italia settentrionale; ho denominato tale forma estrema f. pallida nov. (3). .

Lo Stictopleurus abutilon Rossi e la subsp. pictus Fieber, come già detto sopra, hanno nelle diverse regioni italiane una diversa frequenza.

40 4100

Armature interne del fallo - fig. 18, Sf. abutilon di Varinella Scr., fallo com- pleto visto da sopra (A, armatura interna); - fig. 19, Sf. pictus di Matera, armatura vista dall’interno; - fig. 20, St. punctatonervosus di Rovereto, come in 19; - fig. 21, St. crassicornis del Monte Pasubio, come in 19; - figg. 22, 23, St. Riveti di Alessano, le due armature viste dall’interno. - La scala è in centesimi di mm.; la linea più breve si riferisce alla fig. 18.

Essi si possono rinvenire, dal piano fino a circa 800 m.s.m, su Artemisia campestris, A. vulgaris, A. absinthium e su Achillea millefolium. Qualche esemplare si può trovare tutti i mesi dell’ anno; è frequente in maggio e la nuova generazione compare in agosto-settembre. L’abutilon è una specie euro-sibirica, largamente diffusa anche nella subreg. Mediterranea, dove predomina la subsp. pictus Fieber (4).

(3) Di questa forma ho visto esemplari anche di Spagna (Piedralaves, leg. C. Koch) è del Marocco (Marrakech); la loro colorazione è però di un giallo più aran- ciato che non negli esemplari italiani.

(4) Il pictus Fieber si rinviene anche nell’Africa sett.: ho esaminato esemplari di Bengasi, Cirene (leg. Gridelli) e Tunisi (leg. G. e L. Doria).

84 L. TAMANINI

Distribuzione degli abutilon italiani esaminati:

Trentino e Alto Adige: Bolzano e Appiano (1. Biegeleben), Levico (1. D.), Trento (1. Perini), Aldeno,. Beseno, Volano, Rovereto (1. Halbherr), Avio (1. B.).

Veneto: Mizzole e Cancello (1. Cartolari), Negrar di Montecchio (1. R.), Valeggio CE Ro)

Venezia Giulia: Duino (1. M.), Monfalcone (1. Schatzmayr), Trieste (collez. Museo Sc. Nat. Trieste), Basovizza (1. Sa), Clanec (1. Sa.).

Lombardia: Pavia (1. M.).

Piemonte: Oropa (1. M., Torino (1. Sangone), Musinè di Susa (1. Della Beffa), Coazze (1. ?), Orta (1. Parona), Val Chiobbia (1. C. Alzona), Tenda (collez. L.), Gavi (1. M.), Cassano Spin. (1. G. B. Moro), Varinella Scr. (1. M.), Cengio d. Langhe (1. E. Berio), Stazzano (1. F. 1869), Piovera (l. D.). :

Liguria: Casella (1. M.), Orero (1. M.), Vittoria (1. Mantero). Emilia: Sala Baganza (1. Patrizi), Modena (1. Me.), Forlì (1. Z.), Balze e Rivola (1. Z.). Toscana: Isola Capraia (1. M), Tavernuzze (1. S.), Vicchio (1. S.), Casciana (1. M.).

Abruzzi: Val de Varri (de Bisleti), Val Fondillo (1. L.), Campo di Giove (1. M.), Monte Terminillo (l. Focarile). _

Lazio: Rama (1. Saccà), Acilia (1. C.), Monte Calvario e Monts Soratte (1. L.), Man- ziana (1. L.), Nemi (l. Cerruti), Cerveteri e Furbara (1 Patrizi).

Campania: Piano Maiuri (Matese) (1. C.). Calabria: Sila, Monte Oliveto (1. Confalonieri). Sardegna: Porto Santoru (J. Hartig), Macomer (1. S.), Tempio P. (1. C.).

Distribuzione dei pictus italiani esaminati:

Trentino: Rovereto (un solo maschio).

Venezia Giulia: Trieste (1. M.), Belvedere di Grado (I. Schatzmayr), Pola (1. M.), Isola Lussin (1. Filippi), Tomadio (1. Sa.), Spada (1. Sa...

Lombardia: Tirano (1. Sa.): Piemonte: Gavi (1. M.), Stazzano (1. F. 1867).

Liguria: Genova (1, M.), WE (1. Casiccia), Borzoli (1. D.), Molassana (1. D.), Fontanegli (1. Baliani), S. Martino (1. Capra), Savona (1. D.), Albissola (1..M.).

Emilia: Salsomaggiore (1. M.), Bologna (1. S.), S. Agostino (1. Z.), Forlì e dint. (1. Z..

Toscana: Pisa (coll. L.), Firenze (1. Lombardi), Tavernuzze (1. S.), Certosa (1. S.), Vicchio (1. S), Monteriggioni (1. S), S. Vincenzo (1. S.), Cerreto Guidi (1. M. Du- razzo), Pergine d’A. (1. Andreini), I. d. Giglio (1. D., I. Capraia (1. M.).

Marche: S. Vittore Genga. Umbria: Perugia (1. M.).

Abruzzi: Lama d. Peligni, Chieti, Val de Varri (1. Bisleti), Avezzano (di Sp, Alta Val -d, Sangro (LS).

Lazio: Roma dint. (1. L.), Maccarese (1. L.), Acilia (1. C.), Alatri (1. C.), Castel Por- ziano (I. C.), Roccagiovine (1. L.), Furbara (1. Patrizi), Sasso di Cerveteri (1. Cer- ruti), Gerano (1 Cerruti).

Campania: Piano Maiuri e Lago nel Matese (1. C.), Portici (1. Stolfa).

Puglie: San Severo (1. Confalonieri), Otranto (1. detto), Alessano (1. Conci e Ruffo), Leuca (1. detti). ,

Lucania: Matera (1. Schatzmayr). Calabria: Sila Gr. (1. Dodero), Camigliatello (collez. L.). Sicilia: Messina (1. Vitale), S. Venerina d’Acireale (coll. Ci):

Sardegna: Macomer (1. Burlini), Sarcidano (1. Hartig), Sassari (1. S.), Villanova Mont. (1. 8.) Tissi (1, S), S. Vito (1: R. Gestro), Cagliari (collez. L:), Is. Asinara (I. Folchini). :

STICTOPLEURUS ITALIANI 85

Fig. 24, St. pictus 9 di Alessano, apertura genito anale vista da dietro; - fig. 25, St. pictus 9, detto, visto di lato e levato parte del sternite; - fig. 26, Sf. puncta- tonervosus di Aldeno, come in 24; - figg. 27, 28, St. Riveti di Alessano, come in 24 e 25; - fig. 29, St. crassicornis di Monte Bondone, come in 24; - fig. 30, Sf. abutilon © di Gavi, pronoto visto da sopra; - fig. 31, Sf. pictus 9 di Alessano, detto; - fig. 32, Sf. pictus 9 di Lisent, detto. ;

- ultimi uriti ed ‘ano; 1 G - paio di gonapofisi; TP. tergite;

G - paio di gonapofisi; Sr. sternite; 2 V - paio di valviferi.

1 V - paio di valviferi;

ST 1-5

86 UL PAMANINT

3 Sticlopleurus Riveti Royer.

Questa specie venne descritta nel 1923 su 3 esemplari della Macedonia e 2 della Francia merid. Data la posizione dell’Italia rispetto a quesle due regioni era logico pensare che il Riveti doveva esserci anche da noi. Difatti, fra gli Stictopleurus studiati, ho trovato un & del Riveti, appena ricono- scibile perchè molto immaturo, determinato da HoRvATH come abutilon R., e raccolto nell’Isola del Giglio (1. G. Doria, VII,1900). Alcuni altri esem- plari vennero poi raccolti nel settembre 1948, dai Dr. Conci e Ruffo, ad Alessano di Puglie. |

Il Riveti è il più piccolo dei nostri Sticlopleurus; è assai prossimo al pictus Fieber per la grandezza e la forma del pronoto; ma ne è chiaramente distinto sia per la forma delle macchie che degli organi sessuali (figg. 3, 4, 9, 10, 22, 23, 27, 28). La colorazione, come nelle altre specie, varia alquanto: 2 degli esemplari di Puglie sono molto chiari, hanno la testa, il pronoto e le coste delle elitre pressochè prive di macchie oscure; denomino tale forma estrema f. flaveola nov.

Il Riveti Royer, secondo le Hors di cattura rese fino ad ora nate: si puo considerare come specie mediterranea.

Do qui sotto le dimensioni in centesimi di mm. degli esemplari italiani esaminati, intendendo con ciò completare la descrizione di Royer, che da Ja sola lunghezza.

Testa Pronoto | Antenne Lane:

largh. | lungh. | largh. | lungh. I Mal | Iv-v | totale

Minto 2.1... 1290096 420 SI | 74 VAIO 590 Massimo 2”... 1.135 |. 100 | 102 W119 | 46 00 83 ! 119. | 600 Minimd. 2.2... 138104)" 199) 118%) 42 85 1411110 1.588

© 2 Massimo à 1440049 08 193 15.46 Vo 8521149 60

TAVOLA DICOTOMICA DEGLI Stictopleurus (5)

1. Impressione trasversale anter. del pronoto non limitata da un cercine liscio e distintamente rilevato; superficie tra l’impressione trasversale ed il margine anter. uniformemente punteggiata; anello laterale del- l'impressione incompleto (assai di rado uno o l’altro degli anelli è com- pleto). Macchie del pronoto di forma irregolare e mai riunite in macchie

. longitudinali simmetriche. Capsula genitale del 4 con il margine infe- riore-posteriore provvisto di un piccolo sperone rivolto in dietro. Para- meri pressochè diritti e ristretti regolarmente a cono verso l’apice (figg. 5, 6, 7). Apertura genito-anale della 9 a forma di triangolo molto allun- gato e con i lati isosceli 1/8 più lunghi delia base (lato super.); paio

& (5) Sono comprese nella presente tavola anche le forme di colore che non si sono ancora rinvenute in. Italia, dato che non è escluso vi si possano trovare.

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di valviferi (6) con l’angolo superiore arrotondato subito sopra il paio di gonapofisi (fig. 26), paio di gonapofisi libero (7).

Lunghezza del corpo (8): 4 & mm. 6,15-7,58; 9 9 mm. 6,88-8,27.

Ba | St. punctatonervosus, Goeze

A. Colore del corpo grigio o giallo-grigio-oscuro o grigio-verde; pro- noto con numerose macchie irregolari nere; coste delle elitre mac- chiate di nero o di castaneo; connexivi con una macchia nera 0 castanea, talvolta ridotta ad un punto; regioni inferiori spesso co- sparse di punti rossicci o ferruginei. Comune in tutta Europa centrale e meridionale. |

f. typica,

A’. Colore del corpo più chiaro, giallo-verde o grigio-verde-chiaro; tutto il pronoto e le coste delle elitre, almeno nella metà anteriore, prive di macchie oscure, connexivi completamente giallo o verdi

senza macchie oscure; regioni inferiori pure più chiare che nel tipo, di rado con punti rossicci o ferruginei. | Holotypus: Rovereto su Erigeron annuus; in coll. Tamanıni. Paratypi: Volano (su Artemisia), Varinella, Vercelli, Sassuolo; in coll. Museo Civ. St. Nat. di Genova, Istituto Entom. Univ. di Bologna e rag. C. Mancini di Genova. f. virescens f. nova

1’. Impressione trasversale anteriore del pronoto limitata, almeno ante-

» riormente, da un grosso cercine liscio; anelli laterali dell’impressione

trasv. simmetrici e completi. Macchie del pronoto spesso riunite in

fascle:o*macchielonettadinalit) ie ee eg Ne

2. Solo l’orlo anteriore della depressione trasvers. del pronoto provvisto di un cercine, che ai lati si assottiglia e non raggiunge gli angoli ante- riori. Superficie tra il cercine ed il margine anteriore del pronoto con due file molto irregolari di punti. Scutello con la parte posteriore ristretta a punta più che nelle specie seguenti. Capsula genitale del 4, nel mezzo del margine inferiore-posteriore, con uno sperone troncato e leggermente incavato all’apice; parameri più robusti e più brevi che nel panctatonervosus, di forma conica e leggermente piegati in fuori nel terzo distale (fig. 8). Apertura genito-anale della © triangolare, bassa, larga e con i lati isosceli circa 2/11 più brevi della base (lato super.); paio di valviferi con l’angolo superiore largamente arroton- dato all’altezza del margine superiore del paio di gonapofisi (fig. 29).

Lunghezza: 4 4 mm. 6,50-7,58; 9 2 mm. 6,85-6,23. o St. crassicornis L.

A. Pronoto con numerose macchie nere o castanee, isolate o eonfluenti in fascie longitudinali; coste delle elitre macchiate di nero 0 castaneo . i i CRE e e e e a

(6) Nella nomenclatura delle parti genitali seguo Snodgrass (1935) e Ghidini (1949).

(7) Gli angoli superiori dei valviferi si toccano, quando sono ritirati, solo negli esemplari immaturi e trasformati da poco in imagine.

(8) Nelle misure di lunghezza non viene tenuto conto della membrana delle elitre, essendo assai variabile: non di rado, specialmente nelle femmine, raggiunge appena l'estremità dell’addome.

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L. TAMANINI

A’. Pronoto completamente privo di macchie oscure o solo con una

piccola macchia sugli angoli posteriori (solo il fondo della punteg- giatura & talvolta un poco annerito in modo da lasciar intravedere 2 deboli fascie longitudinali); coste delle elitre, almeno nella metä anter., prive di macchie oscure; connexivi più o meno macchiati di nero; colore delle parti inferiori come nel tipo o più chiaro. Holotypus: Rovereto, in coll. Halbherr (Museo Civ. di Rovereto). Paratypi: Peio, Gorizia, Courmayeur, in coll. Museo Civ. St. Nat. Genova e C. Mancini, Genova, Volano, in coll. Tam. “x. À \immaculata f. n, B. Pronoto con le macchie nere confluenti in distinte fascie longitu- dinali nere o castanee o con una fascia trasversale anteriore nera. C.

B’. Pronoto con le macchie nere isolate o confluenti in brevi macchie allungate; lati della carenula mediana e margini del pronoto con una fascia longitudinale chiara più o meno distinta; connexivi con una macchia nera; colore generale del corpo giallo-grigio, giallo- testaceo o giallo-verde. (Gli esemplari provenienti da luoghi aridi e con l’erba in gran parte secca hanno spesso le elitre e le parti inferiori macchiate di rossiccio). Specie dell'Europa Seti © Centro ha nell’ alto Appennino abruzzese il limite piü meridionale di espansione.

fr. -lypica,

9

C. Pronoto giallo-rosso con a ciascun lato della carenula 3 distinte fascie longitudinali nere, allargate posteriormente; lati e margini posteriori giallo-chiari. Testa con 3 linee nere. Forma descritta

del Caucaso. f. picta Horvath.

C’. Pronoto con una fascia trasversale sulla parte anteriore e gli an-

goli posteriori neri e, con a ciascun lato della carenula mediana,

2 fascie longitudinali brune. Forma nota, fino ad ora, della Francia merid. e delle Isole Canarie.

f. antica Rey.

Depressione trasversale del pronoto con l’orlo anteriore, per tutta la sua lunghezza, e l'orlo posteriore, almeno in mezzo, provvisti di un cercine liscio che raggiunge l’angolo anteriore del pronoto. Superficie tra l’orlo anteriore del pronoto ed il cercine con una sola fila, molto irregolare, di punti neri . AO È E SOT

Clipeo nell’ultimo terzo fortemente declive e formante con la buccula (osservato di lato) un angolo quasi retto. Pronoto, nel 70 % degli esem- plari, con fascie (ongitudinali chiare e scure più o meno Belle: Capsula genitale del 4 con il margine inferiore posteriore provvisto di uno spe- Tone più o meno sviluppato (figg. 1, 2); parameri, visti di lato, nella loro porzione basale pressochè paralleli, prima dell’apice leggermente allargati e spesso un poco contorti verso l’esterno, estremità troncata più o meno diagonalmente (figg. 11 a 17). Apertura genito-anale della 2 a forma di Hail molto allungato, con i lati uu circa 1/4 più lunghi della base Mate super.); paio di valviferi, visto da dietro, sor- passante il paio di gonapofisi e con il margine poster., per un breve

STICTOPLEURUS ITALIANI 89

tratto, diritto e corrente quasi parallelamente o, negli esemplari trasfor- mati da poco in imagine, a contatto (in tale caso il pare di gonapofisi non visibile) (figg. 24, 25).

Ai

A’.

B’.

C.

Capsula genitale del ¢ con lo sperone ben sviluppato, grande e con la punta rivolta in fuori o in alto (fig. 1); parameri, nella porzione distale, diritti o insensibilmente contorti verso l’esterno, all’estre- mita in generale troncati (figg. 11, 12, 13). Pronoto, sia nel 4 che nella ©, unicolore o con macchie castanee o nere sparse, spesso riunite in vaghe linee longitudinali. Pronoto della 2, già dalPorlo anteriore, allargato a trapezio (fig. 30). Colore generale del corpo giallo-isabellino, ocraceo, giallo-testaceo o giallo-verde, non di rado con le nervature del corio rossiccie. Forme più grandi: 3 s mm. 7.04-8,23: 2 2 mm. 7,50-8,70. (St. abutilon e sue forme). . B.

Capsula genitale del 4 con sperone piccolo, con la punta rivolta verticalmente o verso l’interno (fig. 2); parameri, nella porzione distale, leggermente contorti verso l’esterno ed punti (di rado sono quasi troncati) (figg. 14 a 17). Pronoto della ®, dallargolo anteriore alla depressione trasversale con i lati paralleli (fige. 31, 32). Pronoto, in ambedue i sessi, con fascie longitudinali chiare ed oscure (nere, castanee, testacee o coralline). Colore delle parti superiori spesso rossiccio o rosso-castaneo o giallo-rosa. Forme più piccole: 4 4 mm. 6,03-8,07; 22 mm. 5,76-8,15. (St. abutilon subsp. pictus e sue forme). . ; À Ä \ da

Pronoto con macchie nere sparse, di rado riunite in deboli fascie: longitudinali oscure; coste delle elitre più o meno macchiate di nero o castaneo; connexivi più o meno macchiati; colore del corpo spesso ocraceo, di rado rossiccio con le regioni inferiori cosparse di puntini ferruginei o rossi. Specie Euro-Sibirica che nella regione Mediterranea è sostituita dalla subsp. pictus.

St. abutilon Rossi f. iy pica

Pronoto, scutello ed elitre unicolori; macchie dei connexivi appena accennate o mancanti; colore generale del corpo giallo-isabellino o giallo-arancio, con o senza punti rossi sparsi. Si rinviene con la f. typica; in Italia é rara. f. flavescens Fieber.

Coste delle elitre e connexivi più o meno macchiati di nero o casta- neo; fascie del pronoto, in generale, bene distinte. ‘Regione Medi- terranea.

sbsp. pictus Fieb. f. typica.

Coste delle elitre, almeno nella metà anteriore, e connexivi senza macchie; fascie longitudinali del pronoto chiare (rosee o castaneo- chiare); colore generale del corpo pure molto chiaro (ocroleuco- isabellino-prasino). Holotypus: S. Vittore Genga (Marche) in coll. Tamanini. Paratypi: Toscana, Abruzzi, Puglie, Calabria, Sardegna, in coll. Dr. Servadei di Firenze, C. Mancini di Genova e P. Luigioni di Roma. f. pallida f. n.

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3. Clipeo, nell’ultimo terzo, scendente più dolcemente e formante con la buccula (visto di lato) un angolo acuto. Macchie del pronoto spesso allungate, ma non fuse in fascie longitudinali simmetriche come nel- l’ abutilon-pictus. Capsula genitale del & con il margine posteriore- inferiore proteso in dietro e nel mezzo con uno sperone rivolto in alto (fig. 3, 4); parameri curvati un poco verso l’esterno e provvisti, alla base, sul lato esterno, di un robusto dente ottuso (figg.